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“Children’s tour”: vacanze formato bambino

fiera_apSi chiamano mini-vacanze e sono sempre più diffuse, ma non si tratta di ferie brevi. Sono i piccoli turisti ad aumentare, intesi come bambini e ragazzi in viaggio da soli, senza mamma e papà.

La verità sta tutta nelle statistiche. I genitori fanno vacanze sempre più brevi – 15 giorni al massimo – e anche le famiglie sono sempre più “ristrette”, con nonni e parenti magari lontani. Ecco allora che in Italia prende piede un mercato del turismo fino a qualche anno fa relegato nell’immagine sbiadita delle vecchie “colonie estive”.

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Relax per tutta la famiglia con Bimboinviaggio.com

febbraio 26, 2010 by mammenellarete  
Filed under Slider, Tempo libero

bimboinviaggio_apPer quanto meraviglioso, l’essere mamma è difficile e molto faticoso, come ben sa chi ha figli.
Una mamma difficilmente riesce a concedersi attimi di relax o vacanze tutte per sé: è un naturale dato di fatto.
Certo c’è il piacere di far crescere e di crescere insieme al proprio figlio, c’è il divertimento di giocare insieme a lui, ma la tranquillità, quella è davvero cosa rara.

Però qualcosa si potrebbe fare, per esempio decidendo di ritagliarsi qualche giorno di benessere.
E il bambino? No problem, basta trovare una struttura adatta, che offra relax a mamma (e magari anche a papà) e divertimento ai più piccoli, magari in una piacevole vasca con acqua dalla temperatura piacevolmente calda, come in molti centri wellness e termali.

Per individuare strutture tagliate “su misura” per i bambini è sufficiente sfogliare le pagine di Bimboinviaggio.com, portale che si occupa di vacanze all’insegna di relax e divertimento per le famiglie.

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Speciale giochi: le squadre in spiaggia

luglio 29, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, estate e vacanze

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Le vacanze con i piccoli sono sempre un po’ impegnative e a volte compromettono il relax sulla spiaggia di mamma e papà.
Vogliono giocare tanto, muoversi e stare con gli altri piccoli.
Come gestire questa situazione in spiaggia?
Abbiamo già suggerito alcuni giochetti da fare con mamma e papà che intrattengono il bambino e allo stesso tempo non stancano i genitori. Ma se il piccolo si trova coinvolto in una schiera di bambini, qualche gioco potrebbe fare?

Ecco due giochi speciali, classici e sempre adatti per la spiaggia.

I quattro cantoni

Se i bambini sono al massimo cinque o sei, si può giocare a questo gioco che valuta il movimento del piccolo e la sua abilità. Va benissimo anche per i bambini non molto grandicelli, intorno ai cinque anni.
Il tempo del gioco è variabile.

Come si gioca?

Quattro bambini si dispongono agli angoli di un quadrato, anche immaginario, ed un quinto giocatore si pone al centro. I quatto giocatori ai vertici si spostano improvvisamente cambiando di posto. Il quinto giocatore del mezzo deve cercare di occupare uno dei posti che si libera nel frangente in cui i due dei vertici si scambiano di posto.
Se il giocatore del centro riesce a beccare il posto vuoto del vertice, allora conquisterà il suo cantone e chi ha perso il posto andrà al centro. Come per qualsiasi gioco, per decidere il primo che deve andare al centro dei cantoni, si fa la conta.
Questo gioco sperimenta l’abilità intellettiva del piccolo, la sua prontezza di riflessi, il rispetto delle regole e il rispetto dell’altro.

Ruba bandiera

Chi di voi non ha mai giocato a ruba bandiera?

Si formano due squadre di bambini, con lo stesso numero di giocatori, che si dispongono in fila, uno accanto all’altro: le due file sono l’una di fronte all’altra.
Il banditore si pone al capo delle due squadre, che si trovano ai suoi lati, e tiene sollevato un pezzo di stoffa, un fazzoletto che rappresenta la bandiera da rubare.
Chiama i giocatori pronunciando un numero ad alta voce, che sarebbe uno di quelli assegnato ai membri delle due squadre. In effetti, tutti i giocatori sono numerati, in modo uguale per entrambe le squadre: se i giocatori sono 10 per ogni squadra, ogni squadra avrà i suoi giocatori numerati da 1 a 10.

Davanti ad ogni fila della squadra, corre una linea che i giocatori non devono oltrepassare. Quando il banditore chiama il numero, i giocatori di entrambe le squadre, a cui corrispondere quel numero, devono correre verso il banditore per prendere la bandiera.

Non possono oltrepassare la linea che delinea il confine con il banditore. Una volta che uno dei due giocatori prende la bandiera, per far punto deve correre verso la sua squadra e oltrepassare anche di poco la linea.
Il giocatore avversario che non è riuscito a prenderla deve rincorrere il giocatore con la bandiera e cercare di toccarlo prima che questo oltrepassi la linea della sua squadra e faccia punto.

Quali giochi proponi al tuo piccolo in spiaggia? Suggeriscili sul nostro forum!

I libri pop up per i bambini

luglio 23, 2009 by mammenellarete  
Filed under Libri, Slider

libri-pop-up_bigAprire un libro e scoprire un mondo di fate, folletti, animaletti colorati e tanti personaggi che ti saltano addosso. Questi sono i libri pop up, un mondo di meraviglia variopinta che unisce la cultura al divertimento e la voglia di scoprire che hanno i più piccini.
Un libro pop up è quel libro con disegni in rilevo che racconta una storia e dà la possibilità al più piccolo di destreggiarsi in questo mondo in rilievo per toccare davvero con mano i protagonisti che con altri libri immaginerebbe soltanto.
Questi fantastici compagni magici sono stati introdotti intorno agli anni Trenta e lo scopo del loro utilizzo iniziale era quello didattico, come strumento per la spiegazione di teorie in campo scientifico, il target cui si rivolgeva era quello di un pubblico adulto.
Il nome pop up che letteralmente significa “saltar su”, deriva dall’idea dell’editore Blue Ribbon Press che per la prima volta ha cominciato ad utilizzarli. Molti sostengono che lo stimolo a creare questi tipi di libri sia giunto dall’inizio della produzione di giocattoli ottici, come quelli che utilizzano specchi curvi per riprodurre effetti ottici.

Ecco, si pensa che questi abbiano rappresentato l’ispirazione per la creazione dei pop up.
La loro nascita risale, dunque, a XIV secolo in America ed Inghilterra, ma il boom commerciale si è avuto intorno agli anni ’90, nel 1991 furono vendute la bellezza di 25 milioni di copie!

Ma qual è il vantaggio di questi libri?

Attirano sicuramente di più l’interesse del bambino perche la scoperta improvvisa di immagini concrete che “saltano su” stimolano la sua curiosità e la voglia di scoprire quello che c’è nelle successive pagine.
Può saltare un castello, una reginetta, degli animaletti svolazzanti ed un prato di fiori tutto colorato.
Il libro pop up avvicina il piccolo alla lettura e serve ai genitori per abituare il bambino a questa favolosa pratica ludica che è quella di poter avere tra le mani un libro e scoprire la meraviglia che può trasmettere.

A tal proposito vi consigliamo alcuni titoli di pop up:

- “Grande storia universale” di Neal Layton, racconta la storia del Big Bang ai piccoli con l’esplosione primaria grazie a cui si è formata la terra. Il pop up è anche interattivo e contiene delle linguette indicative che se tirate o sollevate scoprono il movimento simpatico dei disegni in rilievo del pop up;

- “Pino Pulcino” di Nick Denchfield e Ant Parker, rappresenta la storia del Pulcino Pino l’ingordigia nel mangiare del simpatico animaletto. Se premete sul pancino di Pino, lui pigolerà perché sazio! Per divertire il piccolo e, perché no, anche i più grandi;

- “I bambini e le paure” di Tango Books, illustrazioni di Emma Brownjohn, un libro adatto ai piccoli che hanno la necessità di superare delle fobie, come ad esempio quella degli insetti. In effetti il ragnetto che sbuca tirando le linguette o le vespe che volano felici nell’aria possono essere innocue per il piccolo che le tocca e prende in mano le sue paure per affrontarle.

Altri titoli

- Le fate dei fiori. Le porte magiche di Cicely M. Baker;
- Spotty va a zonzo di Eric Hill;
- La festa delle fatine dei fiori di Penny Dann;
- La casetta nell’albero di Klutz Staff.

Quali libri leggi al tuo piccolo? Suggeriscili sul nostro forum!

Quando il bambino ha paura dell’acqua

luglio 20, 2009 by mammenellarete  
Filed under Bambino, Slider

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Per i nove della gravidanza il piccolo è immerso nel liquido amniotico ed è abituato a respirare e a convivere con sostanze liquide.
Molti sotengono, infatti, che anche il parto in acqua sia meno traumatico del parto naturale perché il piccolo non abbandona la consistenza dell’ambiente che lo circonda.
Liquido all’interno e liquido all’ esterno.

Ma perché molti bambini hanno paura dell’acqua?
Quando si accostano alla vasca per fare il bagnetto, oppure al mare o in piscina, la paura aumenta e può tradursi in un vero e proprio trauma se non si adottano le accortezze esatte.

I primi segnali di questa fobia compaiono intorno ai cinque anni d’età per poi scomparire verso i 12 anni, l’età dell’adolescenza, dopo aver raggiunto l’apice della sua espressione intorno ai sette anni.
Il piccolo esprime i sintomi della paura dell’acqua quando comincia ad agitarsi al momento del bagnetto, comincia a fare i capricci, a temporeggiare prima di entrare in acqua e se la mamma comincia ad innervosirsi e a costringerlo o a minacciarlo, non fa altro che complicare la situazione.
La fobia colpisce circa 3 bambini su 100 ed ancora non sono certe le cause che stimolano questo tipo di timore che solo rare volte permane anche nell’età adulta.

Questa paura ha anche delle ripercussioni negative su altri comportamenti del piccolo, come il rifiuto di imparare a nuotare e quindi di una condivisione a livello sociale quando si va al mare o in piscina, in estate.

Come combattere questo disturbo?

La maggior parte del lavoro la fanno i genitori che devono in primis tranquillizzare il piccolo e poi cercare, nel migliore dei modi, di farlo avvicinare all’acqua e cominciare a far si che il piccolo instauri un rapporto con essa.
Tutto ciò in piena tranquillità.

Ecco alcuni suggerimenti per le nostre mamme.

Nessuna forzatura

Questa è una vera e propria paura e non solo un capriccio, quindi non bisogna assolutamente forzarlo e costringerlo ad andare in mare, la sua fobia potrebbe ancora di più accentuarsi o prolungarsi per molto più tempo, quasi a diventare un trauma vero e proprio.

Tranquillità circostante

Il bambino ha bisogno di sentire tranquillità intorno e non forzatura o nervosismo perché questo non fa altro che accentuare la sua fobia. Inoltre, deve sentirsi rassicurato e non sentirsi solo davanti ad una situazione del genere perchè, nel caso volesse provare ad immergersi in acqua, deve avere la certezza che qualcuno possa tenerlo sottocchio e salvarlo in caso di pericolo.

Il comportamento dei genitori

Il genitore è la figura fondamentale e primaria a cui il bambino fa riferimento per qualsiasi cosa e se anche mamma o papà sono spaventati e non sono sicuri quando cercano di immergerlo in acqua, allora questo forse servirà a ben poco e sarà solo una perdita di tempo.
Nemmeno spingerlo in mare o in piscina è di grande aiuto.
Parlare con il piccolo e spiegare la situazione serve a rassicurarlo, magari portando anche un esempio pratico può servire a convincerlo che l’acqua non fa paura e che può anche farlo da solo senza il timore che qualcuno possa spingerlo improvvisamente.

Altri suggerimenti

Il bambino ha bisogno di mezzi che possano farlo stare al sicuro, quindi l’uso di braccioli e salvagenti, dopo che mamma e papà hanno spiegato la loro funzionalità, sono assolutamente importanti.
La procedura per passi è fondamentale.
Se si comincia a far prendere pian piano confidenza con l’acqua la “missione” sarà facilitata.
Cominciare con i primi contatti sul bagnasciuga, giocando con la sabbia per poi arrivare all’immersione anche in un canottino che galleggia, sostenuto dai genitori.

Il tuo bambino ha mai avuto paura dell’acqua? Raccontalo sul nostro forum!

Giochi per i bimbi in auto

luglio 15, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, estate e vacanze

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In questo periodo capita spesso di ritrovarsi in macchina con i piccoli e dover affrontare il viaggio delle vacanze.
Quando non si è dotati di una macchina molto larga o senza aria condizionata, o ancora, senza alcun comfort, il piccolo soffre il caldo e diventa impaziente: non riesce a stare seduto, fermo, immobile per tutte le ore del viaggio.

Allora quali sono i metodi per intrattenerlo?


In macchina si può anche giocare evitando di far pesare il viaggio al piccino.
Uno dei giochi possibili che può divertire il piccolo è il classico gioco di “Carta, forbice e pietra”.
Il bambino può giocare con la mamma, oppure con gli altri fratellini, se ci sono.

La mamma farà da arbitro e al vincitore concederà un premio che sceglierà tra le cose che di più piacciono al piccolo, come ad esempio comprare un gelato alla prima stazione di servizio, oppure comprare un pallone o un semplice regalino che si è meritato per non aver fatto i capricci in macchina.

“Carta, forbice e pietra”

I giocatori sono due, al via della mamma decideranno di buttar giù la propria mano con le dita che segnano Carta (quando la mano è completamente aperta mostrando le cinque dita), Pietra (se la mano è chiusa a pugno), Forbice (se la mano indica con le dita un due).

- Carta vince su Pietra;
- Pietra vince su Forbice;
- Forbice vince su Carta.

Un altro tipo di intrattenimento in macchina può essere quello di far cantare una canzoncina in modo alternato ai piccoli, o farli raccontare una storiella, o farli recitare la poesia che hanno imparato a scuola: la maggior parte dei piccoli ama stare al centro dell’attenzione e fare cose ripetitive.
E poi considerate anche che il piccolo tenderà a dormicchiare un po’, perché il viaggio in macchina stanca parecchio.

Ultimo suggerimento: il gioco del riconoscimento e delle parole.

Se i bambini sono grandicelli la mamma, a turno, indicando destra e sinistra chiede ai piccoli di urlare la parola del primo oggetto, naturale o artificiale, che vedono, ad esempio: albero, casa, cane, tetto.

Il piccolo che avrà accumulato più parole e di diverse, vincerà il premio scelto dalla mamma!

Quali giochi suggerisci per intrattenerei il piccolo in auto per il viaggio? Dai i tuoi suggerimenti ad Elis!

Quanto è importante il gioco per i bambini?

luglio 13, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, curiosità bambino

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Il gioco costituisce l’attività primaria del bambino e lo tiene occupato pienamente per tutta la sua giornata.

L’attività ludica, come sosteneva Bruner, è una cosa seria, è per il piccolo come è il lavoro per gli adulti.
Grazie al gioco il bambino inizia ad esplorare, a conoscere un nuovo mondo, ad avere il rispetto per gli altri ed imparare l’uso delle regole.
Molti sono gli studiosi che hanno teorizzato l’argomento gioco ed approfondito questa materia venendo a contatto con il bambino ed analizzandolo nella pratica.

Piaget, ad esempio, ha individuato due fasi caratterizzate dal gioco:
- Gioco percettivo motorio che avviene tra i 12 e i 18 mesi;
- Integrazione gioco simbolico con le attività percettivo- motorie che avviene tra i 18 mesi sino ai cinque anni.

Grazie al gioco il bambino comincia lo sviluppo su vari fronti.


Sviluppo affettivo

Comincia a svilupparsi già dal primo anno di vita quando gioca con il suo corpo, con quello della mamma e prova stupore per gli oggetti e i movimenti che lo circondano. Prova piacere anche nel ripetere sempre le stesse azioni. Con il passare del tempo acquista sempre più padronanza del corpo e delle sensazioni che possono scaturire dalle azioni del gioco: il piacere, il benessere emotivo.

Comincia, attorno ai tre anni, a svolgere giochi di socializzazione e comincia ad imitare i genitori, utilizzando i loro vestiti: come sosteneva Freud, questo è il periodo in cui si sviluppa la fase edipica e si diverte proprio imitando mamma e papà.

Intorno ai quattro, cinque anni il piccolo comincia a dare un senso alla punizione e alla proibizione sviluppando, nel gioco, quello che sente internamente. Arriva il periodo dei giochi di gruppo, fino ai 10 anni, in cui il bambino si sente responsabile di se, deciso e comincia a prendere sul serio le regole che diventano funzionali per l’attività ludica stessa, infondendo il senso di rispetto degli altri.

Sviluppo cognitivo

Il gioco è davvero un’ attività seria, perché favorisce lo sviluppo cognitivo del bambino, già dai primi mesi di vita: il piccolo comincia a conoscere, sperimentare, a comportarsi, a muoversi, a stare concentrato, ad allenare la memoria. Tutte attività che svilupperà pienamente con il tempo.

Il bambino, inoltre, assimila informazioni ed è in grado di rielaborarle e di esprimerle perché, essendo un’attività piacevole, offre la possibilità di esprimersi in modo spontaneo e più naturale possibile.

Sviluppo sociale

Sicuramente è una delle funzioni più importanti del gioco: il bambino ha a che fare con altri bambini che non conosce, impara a difendersi, a farsi vale e a conoscere tutti quei comportamenti altrui che servono ad integrarlo nel gruppo e a confrontarsi con se stesso.

Questa fase di gruppo arriva pian piano. Si dà prima spazio, nei primi mesi di vita, al gioco individuale con cui il piccolo comincia a prendere confidenza con il suo corpo; dopodiché, vi è il gioco parallelo: i bambini si aiutano a vicenda, ma ancora non fanno del tutto gruppo, questa fase “finale” che si realizza prettamente intorno ai 6/10 anni.
Giocare sviluppa la mente e favorisce lo sviluppo del piccolo a 360°.
Non bisogna preoccuparsi se il piccolo gioca per svariato tempo, soprattutto in questo periodo estivo, giocare è una cosa seria e se realizzata con coetanei, aiuta meglio a confrontarsi e capire se stessi.

Quali giochi inventi per sviluppare la conoscenza e la curiosità del tuo piccolo? Dillo sul nostro forum!

Speciale giochi: staffetta con i palloncini

luglio 9, 2009 by mammenellarete  
Filed under estate e vacanze

staffetta_palloncini_speciale_giochi_bigEcco un altro gioco per l’estate dei più piccini: la staffetta con i palloncini.

Questo gioco è adatto ai piccoli intorno ai 7 anni.

Qual è il procedimento?

Innanzitutto, bisogna procurarsi dei palloncini da gonfiare ed una sedia.
Si formano due gruppi di bambini che si passano il palloncino a squadra, sulla testa e sotto le gambe andando a ritmo con la musica.

Quando la musica improvvisamente smette, i due giocatori che si ritrovano con il palloncino tra le mani devono correre verso la sedia e cercare di scoppiare il palloncino sedendosi prima dell’avversario.

Vince il giocatore che arriva prima alla sedia e scoppia il palloncino, si va per esclusione fino a quando una delle due squadre rimane senza giocatori.
Quest’attività ludica è molto importante perché sviluppa il coordinamento fisico del bambino e d aiuta il bambino a rispettare gli spazi degli altri, ad essere responsabile perchè ha l’impegni di far vincere la sua squdra.
In effetti, i giochi di squadra sono i più indicati per lo sviluppo coordinato di corpo e mente del bambini sin dalla tenera età.

Quali giochi proponi per il tuo piccolo? Dillo sul nostro forum!

Speciale giochi: acqua, fuocherello, fuoco!

giugno 8, 2009 by mammenellarete  
Filed under estate e vacanze

bambino_gioco_acqua_fuoco_fuocherello_orChi non ha mai giocato al gioco del “Acqua, fuocherello, fuoco”?

Ecco tutte le informazioni specifiche e le regole del gioco.

Lo scopo del gioco consiste nel ritrovare, in una certa maniera, un oggetto nascosto e quindi consigliabile farlo all’aperto per renderlo più difficile!

Si coprono, con una benda, gli occhi di un bambino ed un altro avrà cura di nascondere l’oggetto in questione senza far rumore. A questo punto viene sfilata la benda dagli occhi del bambino che dovrà ritrovare l’oggetto con l’aiuto delle indicazioni fornite dagli altri componenti del gioco.

I bambini “aiutanti” pronunceranno “Acqua, acqua!”, se il bambino che cerca di ritrovare l’oggetto è lontano da esso, “fuocherello, fuocherello!”, quando si sta avvicinando al nascondiglio e “fuoco, fuoco!”, se è molto vicino.

A quel punto il bambino si metterà a cercare solo in quella zona “rossa”.
Quando troverà l’oggetto, tutti grideranno “Buuuum”!

Informazioni gioco:

- Età bambini: consigliata per i piccoli intorno ai 2 anni;
- Numero giocatori necessari: tre più giocatori;
- Tempo di gioco: variabile, fino a quando non si ritrova l’oggetto.

Suggerisci altri giochi per l’estate del piccolo sul nostro forum!

La gravidanza in estate

giugno 3, 2009 by mammenellarete  
Filed under Gravidanza, Slider

gravidanza_estate_bigEstate e gravidanza non sono il connubio perfetto: le donne sono sempre un po’ preoccupate quando devono affrontare il caldo, la pressione bassa e i raggi solari che possono nuocere alla salute.

Come comportarsi in questi casi?

Il primo nemico di una gestante è il caldo che contrasta con la temperatura del suo corpo: maggiore stanchezza, movimenti più difficili e soprattutto pressione bassa. Sono tutti disturbi molto diffusi, di cui si soffre durante l’estate, ma per le donne in gravidanza risulta più difficile accettarle ed affrontarle.

Ecco alcuni consigli per il sollievo in estate:

- Per le giornate al mare è consigliato non esporsi per molte ore al sole;

- Fare delle passeggiate con le gambe in acqua quando c’è il sole;

- Praticare nuoto o acquagym, in effetti nuotare serve ad allontanare la pressione dal nervo sciatico;

- Utilizzare salviettine e fazzolettini umidi ed avvicinarli al collo ed alla fronte in modo da abbassare la temperatura corporea percepita;

- Indossare un abbigliamento che permetta alla pelle di respirare, privilegiando i colori chiari e i tessuti naturali, come lino e cotone che assorbono il sudore sono molto più traspiranti rispetto alle fibre sintetiche che tendono a riscaldare;

- Bere acqua per evitare la disidratazione, assumerla a piccoli sorsi regolari perché aiuta a sopportare l’elevata quantità di liquido che si introduce. Anche dissetarsi con succhi di frutta, latte e bevande ricche di sali minerali aiuta a rimpiazzare i liquidi che vengono eliminati con il sudore;

- Massaggiare le gambe aiuta a ridurre il gonfiore;

- Rimuovere gli anelli quando le mani cominciano a gonfiarsi;

- Utilizzare poca quantità di sodio, in effetti questo serve a ridurre e a prevenire il gonfiore. Non bisogna eliminarlo completamente, soprattutto se contiene iodio perché questo favorisce lo sviluppo del bambino;

- Indossare solo scarpe comode, magari di una misura maggiore della vostra per avere maggiore confort e per essere pronte quando i piedi tenderanno a gonfiarsi e per sostenere meglio il peso del pancione e non affaticare la schiena;

- L’alimentazione consigliata è quella a base di frutta e verdura che contengono Sali minerali e liquidi utili per la disidratazione;

- usare creme ipoallergeniche a fattore ultra alto;

- frequentare ambienti freschi e con condizionatori con temperatura regolata in modo appropriato.

Quali rimedi proponi per affrontare una gravidanza estiva tranquilla? Dillo sul nostro forum!

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