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La dolce attesa di un futuro padre!

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Care mamme,
Antonio, un papà nella rete“, ci ha inviato la sua emozionante storia di genitore. Che ne dite: merita o no di far parte della nostra speciale rubruca “I Racconti delle mamme?!”

Da Antonio (papà nella rete)

“Ho da poco compiuto 34 anni e ho già vissuto tre esperienze emozionanti ed indimenticabili
l’amore con la A maiuscola della mia futura moglie, il matrimonio e la nascita della mia prima figlia.

Conosco mia moglie da quasi 15 anni, una storia d’amore … da favola! Quando ci abbandonavano a sognare e a progettare il nostro futuro le ho sempre manifestato il desiderio di diventare padre, tanto che, dopo alcuni mesi di matrimonio ho cominciato a parlarne con lei … a volte riconosco di essere stato pressante … finchè un bel giorno di giugno, passione, emozione ed incredulità si sono fuse in copiose lacrime di gioia.
Eravamo così felici che quando abbiamo letto l’esito del test di gravidanza, abbiamo fatto festa per tutta la casa. Ero così convinto che sarebbe nata una bambina, che ho fatto una scommessa con mia moglie, con tanto di testimoni ( i miei suoceri): naturalmente ho vinto ed ho potuto tatuarmi due stelle che all’interno riportano le iniziali della piccola e della mamma.
E poi…9 mesi di scoperte: la pancia che cresce, l’attesa delle ecografie per sbirciare anche un piedino, l’ansia, i primi movimenti, le sere passate con l’orecchio e le mani sul ventre di mia moglie, le prime contrazioni, un continuo crescendo di emozioni!
E poi … all’una di notte del 26 febbraio, tutti di corsa in ospedale, mentre ansia e gioia si rincorrevano frettolosamente nel mio cuore.
È impossibile descrivere cosa si può provare quando un medico dice: “c’è una dilatazione di 1 cm, è iniziato il travaglio”… il sogno sta per diventare realtà,mancano poche ore e la nostra vita cambierà!
E poi … è il giorno 28 febbraio ore 10,00 circa … le contrazioni aumentano, vedo mia moglie sofferente e tesa ma determinata … le stringo le mano … ci guardiamo negli occhi e ci lasciamo andare ad un pianto che è un misto di sana paura e profonda felicità.
Si rompono le acque e mentre mia moglie si dirige verso la sala parto, la saluto con un bacio e sono già in sala d’attesa.
Ore 11,30 all’insaputa di tutti, sono in sala parto, nascosto in una sala attigua, con tanto di camice e immancabile macchina fotografica.
Non posso credere ai miei occhi … mia moglie è bravissima, spinge, spinge, soffre, piange ma non smette mai di spingere. Non ho paura, non sono in ansia, quello che vedo e che sta accadendo è così naturale che lo sto vivendo con il sorriso sulle labbra.
E poi … qualcosa non va … la testolina non si vede all’orizzonte … cominciano ad addensarsi le nubi di “cesareo”… mi invitano ad uscire dalla sala parto … sale un po’ di paura.
Passeggio nervosamente per tutto il corridoio, in giro vedo solo occhi lucidi … i miei occhi fissano la porta bianca della sala parto, finché vedo mia mamma in lacrime che mi dice E’ NATA!
Per i successivi 10 minuti non ho fatto altro che piangere, non riuscivo a parlare, non riuscivo a respirare…pensavo solo a mia moglie e alla piccolina. Eccola finalmente mentre varca la porta della sala parto e poi quelle parole: “chi è il padre … tra 10 minuti al nido” e dopo 10 minuti l’ho vista … era sicuramente stanca e provata ma sorrideva e si dimenava felice … da non credere!
Una foto un bacio al volo e poi incontro alla mamma … intontita ma sicuramente felice. Intorno a noi una gran confusione, ma una cosa la ricordo fosse ora: le ho dato un bacio e le ho detto “sei stata bravissima”!
Che dire … che è davvero bella l’attesa, è bellissima la nascita, è straordinario diventare genitori!

Cosa ne pensi di questo argomento?Dì la tua sul forum!

Leggi tutti i racconti delle mamme sul nostro blog!

PINOCCHIO E’ TORNATO

ottobre 13, 2008 by mammenellarete  
Filed under Redazione

pinocchio1.jpg

Ebbene si.
Pinocchio veniva pubblicato, puntata dopo puntata, in un periodico per l’infanzia di cento anni fa:
“il Giornale per i Bambini”.

La casa editrice fiorentina Sarnus lo ripropone in versione integrale, con i capolettera e la grafica originali.
La confezione è cartonata e il prezzo è 13 euro.

Il titolo originale del racconto era “Storia di un burattino”, poi divenne “Le avventure di Pinocchio”
ed era pubblicato con l’obiettivo di attirare i lettori verso il periodico.

Le puntate furono pubblicate dal 1881 al 1883, per poi trasformarsi nel classico che tutti conosciamo.

Collodi (Carlo Lorenzini), l’autore, era noto come giornalista e scrittore di libri scolastici.
I primi disegni di Pinocchio, riportati anch’essi nell’edizione della Sarnus, dapprima si credevano anonimi, poi furono attribuiti a Ugo Fleres.

Miriam Longo (mammenellarete)

Dopo il test…il video

giugno 3, 2008 by mammenellarete  
Filed under Redazione

Care mamme
un concorso fresco, fresco per voi!

Udite, udite! Per l’ultima puntata di questa serie del programma “Mamme nella rete” che andrà in onda il 2 agosto stiamo cercando una mamma incinta che ci racconti in un video le emozioni di questa attesa, di questo passaggio in corso, da non mamma a mamma.
Sei una donna che l’ha appena scoperto? e che ha ancora il test di gravidanza in mano? o oramai dopo un paio di mesi di attesa, ti stai “abituando”? anche se le riflessioni che si fanno su questo cambiamento in atto sono nuove ogni giorno. I mesi sono tanti e anche le emozioni, tante e diverse, il corpo che cambia, il rapporto d’amore col compagno cambia… prova a raccontarcele in video. Fa un video di max 10 minuti, con la pancia più o meno grande in primo piano, e caricalo direttamente sul nostro sito (www.mammenellarete.it). Basta iscriversi e seguire le indicazioni. Usa una qualsiasi fotocamera digitale di quelle che fanno anche i filmati o una telecamera se ne hai una.
La ricerca è molto urgente, tra un paio di settimane finiremo il montaggio delle ultime puntate. Quindi care mamme non abbiate timore, raccontateci in maniera intima, da sole davanti alla telecamera, le vostre emozioni di donne incinte che stanno diventando madri.
Aprite il vostro cuore: una piccola confessione con paure, dubbi, gioie…
Se avete problemi a caricare il video fatto, scriveteci (mammenellarete@theblogtv.it) o telefonateci (0697848159), non vogliamo perdere in nessun caso i vostri video!

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Messa in onda

aprile 24, 2008 by mammenellarete  
Filed under Racconto, Redazione

da Federica (una mamma nella rete)

Mi ritrovo di nuovo in attesa… Come 4 anni fa… e poi come 3 anni fa…
Tre attese completamente diverse l’una dall’altra, ma accomunate dalla stessa ansia, dalla stessa domanda: come andrà?
L’attesa più dura da sopportare è stata senza dubbio quella del 2004, quando aspettavo di sapere se sarei mai diventata mamma.
Non dipendeva da un test di pochi minuti però, ma da un transfer di embrioni congelati, che non sapevo bene quanti sarebbero stati e se sarebbero sopravvissuti al trauma dello scongelamento.
Tre su quattro, una buona media.
Dopo l’attesa del transfer mi toccava aspettare altri dodici giorni per sapere se davvero il sogno si sarebbe realizzato.
E’ stata durissima. Ogni giorno era il più lungo, ed anche se mancavano 24 ore in meno al verdetto, l’angoscia saliva, e con lei l’ansia di sapere in maniera esponenziale.
E la paura, la paura di sentirmi dire di nuovo: “mi dispiace signora, le beta sono negative!”.
Che avrei fatto a quel punto?
La legge 40 sulla fecondazione assistita era appena stata emanata, mio marito aveva pochissimi spermatozoi, la legge non ci avrebbe più permesso di congelare gli embrioni come la volta precedente… e se di spermatozoi non ce ne fossero stati più? E se non fossi riuscita a tenere dentro di me nulla come la volta precedente?
Il giorno prima fu tremendo!
La cosa che più mi dava noia era vedere di nuovo gli sguardi di pena delle persone che sapevano dei nostri problemi addosso.
Una cosa che non potevo sopportare!
Una sconfitta l’avrei retta, insieme a mio marito.
Ma la pena non la potevo sopportare.

Andò bene. Beta positive. Un passo avanti lo avevamo fatto.

L’attesa dei nove mesi fu una passeggiata al confronto.
Una gravidanza gemellare splendida, vissuta con un po’ di preoccupazione, ma neanche poi tanta.
Se fosse successo qualcosa l’avrei affrontato sul momento.
Non volevo più struggermi, volevo godermi il momento, ogni attimo di quelle due vite che stavano crescendo dentro di me.
Forse sarebbe stata l’unica gravidanza e volevo assaporare tutto, dall’inizio alla fine.
Ho avuto la fortuna (nella sfortuna) di poter parlare con loro fino dal primo attimo in cui sono stati dentro di me.

Ho avuto la consapevolezza di loro dal primo istante, anche se non erano ancora aggrappati al mio utero, c’erano. Non potevo far finta di nulla.
Dal 24 maggio 2004 al 9 febbraio 2005 abbiamo condiviso tutto.
Anche l’attesa… forse per questo mi è pesata poco.

Ora attendo la messa in onda della puntata che mi riguarda.
Che strana cosa!
Provo un misto di curiosità, di ansia, di paura, di felicità…
Per ora però spicca la paura di non essere compresa, di apparire ciò che non sono…
La mia storia è così particolare ed io la racconto come se fosse una storia normale che a volte mi soffermo a pensare che potrei anche risultare una “che se la tira” per quello che ha passato.
No, non è così.
La mia idea, quando ho deciso di partecipare a questo programma, era quella di far sentire la voce di una mamma che lo è grazie alla medicina, ai progressi, ai ricercatori.
Far sentire la voce di chi ha lottato contro una legge che ha fatto solo danni.
Far sentire a chi come me ha avuto, ha ed avrà problemi di infertilità che siamo tante e che non c’è da vergognarsi per questo, perché se la natura ci ha voluto ostacolare, abbiamo anche i mezzi per risolvere questi problemi.
E non è eugenetica. E non è un voler essere Dio.
Solo parlandone si può far capire a chi non ne sa nulla che noi vogliamo solo essere madri.

la storia di Federica continua insieme ad altre mamme sabato 26 aprile alle 22 su Discovery Real Time

Mamma per scelta: il mio parto

marzo 19, 2008 by mammenellarete  
Filed under Racconto

da Tiziana (una mammanellarete)

Chi non sa quanto sia difficile decidere di diventare mamma oggi.
Tante difficoltà per creare una famiglia, la necessità di lavorare in due, la voglia di far carriera.
Dopo due anni di matrimonio felicissimo il desiderio di avere una bambina, si volevamo una femminuccia, diventava sempre più forte, anche se la solita vita frenetica mi faceva sempre vedere il momento giusto lontano.
Poi un giorno, lo ricordo, era giugno…non ho più esitato e il momento più atteso è arrivato con tale naturalezza da lasciare mio marito senza fiato dalla gioia…
Non abbiamo dovuto aspettare, siamo stati molto fortunati perché il nostro desiderio si è avverato immediatamente: Giorgia stava arrivando. Dopo nove mesi di gravidanza vissuta intensamente e felicemente è arrivato il giorno giusto.
A 39 settimane + 4 giorni, correva il 26 febbraio 2008 a meno di 2 giorni dalla naturale conclusione della gravidanza. Erano due settimane che avevo contrazioni preparatorie più o meno dolorose.
Quella sera ricordo che Giorgia era particolarmente attiva ed in movimento, ma ben presto mi sono addormentata . In piena notte, erano l’una e quindici, mi sono svegliata e mi sono accorta di aver avuto la perdita del tappo mucoso.
Avevo frequentato il corso pre parto, sapevo di non dovermi allarmare ma era la mia prima volta e ho preferito andare subito in ospedale.
Ho svegliato mio marito che stranamente proprio quella notte non mi aveva sentito alzarmi, e gli dico di affrettarsi perché era il caso di andare in ospedale. Lui un po’ per l’agitazione un po’ perché svegliato in pieno sonno inizia a tremare mentre si veste e corre per aiutarmi.
In pochissimo tempo siamo in ospedale. Piena notte, il portiere chiama il ginecologo e l’ostetrica di turno, mi visitano confermandomi la perdita del tappo mucoso ed un centimetro di dilatazione. Per questo decidono di ricoverarmi e passo la notte tra tracciato, prelievi e inizio di contrazioni più dolorose confortata dall’amore di mio marito e dai suoi occhi che assaporavano il momento da noi tanto atteso.
La mattina successiva la dilatazione era a tre centimetri, il dolore era assolutamente sopportabile grazie anche alle tecniche di respirazione imparate durante il corso pre parto. Tutto procedeva con velocità ma alle 11 del mattino i dolori si placano e le contrazioni si fermano per ricominciare solo per le due notti successive che passano tra una contrazione e l’altra.
Arriva il giorno del parto, chiedo al mio ginecologo di procedere con le stimolazioni perché iniziavo a sentire la stanchezza delle notti insonni e del digiuno. Sono le 8.30 del mattino del 28 febbraio e di lì a qualche ora Giorgia è arrivata.
Le contrazioni sono aumentate immediatamente ed alle 11.30 dopo la rottura delle acque, ero in sala parto. Tutto procedeva per il meglio ma ad un certo punto ci sono state delle complicazioni. La posizione della sua testa non ne agevolava la discesa. Ogni mia spinta era sempre più forte, sentivo che dovevo mettercela tutta. Aiutata dall’equipe in sala parto dopo un po’ la situazione si è sbloccata con un parto spontaneo anche se operativo. Abbiamo evitato un parto cesareo d’urgenza e ne sono orgogliosa. Il mio sforzo è stato davvero intenso, ma ne è valsa la pena.
Giorgia è nata alle 12.35 del 28 febbraio 2008. Pesava 3.370 Kg per 51 cm di altezza.
Sì, ricordo lo sforzo, ma ciò che rivedo negli occhi è sempre il momento in cui l’ho vista tra le braccia dell’ostetrica che l’ha fatta nascere. Subito dopo l’hanno avvicinata a me ed è stato un momento indimenticabile. Quegli occhi aperti e quel viso hanno calmato ogni mio dolore.
E’ tutto vero, tutto passa, ed anche se il mio parto è stato difficile lo ricordo comunque come una esperienza estremamente positiva.
Dopo un po’ di riposo mi hanno riportata in stanza e aspettavo mio marito e la bimba con una grande emozione nel cuore .Mio marito l’ha presa dal nido subito dopo e da quel momento non ci siamo più separate.
Ho visto i suoi occhi vispi appena attaccata al seno per allattarla e quasi incredula l’ho guardata per ore.
Tra tutti i ricordi, ci sono gli occhi di mio marito che non dimenticherò mai, la sua commozione, la sua paura per la mia sofferenza, la sua gioia e devo ringraziarlo per essermi stato accanto sempre, quasi invisibile , così delicato, premuroso,ma sempre presente. Ci guardava con quell’infinito amore che ha saputo dare a me e a lei per tutti questi mesi di attesa e ho pensato che la nostra famiglia finalmente aveva ricevuto quel dono così atteso: Giorgia.

Emozionante, vero? Domani a seguire il racconto del papà di Giorgia. Non mancate!

Giorgia

E’ piu’ facile essere mamma “oggi” o “ieri”?

marzo 10, 2008 by mammenellarete  
Filed under Racconto

da una mammaprimadellarete: mamma Daniela

Quale dono più grande dell’ essere mamma, malgrado le ansie, le paure, le preoccupazioni che ci accompagnano quotidianamente in questa avventura!
I figli ti regalano gioie, soddisfazioni, ti ripagano di tutti i dolori e ti infondono una forza inaspettata che scopri possedere dalle prime doglie.
Ma è più facile essere mamma “oggi” o “ieri” ?
Difficile dare una risposta oggettiva, perchè ogni donna è unica e ha quindi storie differenti che le fanno percepire la realtà in modo soggettivo, quindi la mia sarà una risposta del tutto personale .
Sono una mamma di due figli, uno di 26 e una di 18 anni, quindi la mia esperienza, molto facilmente, sarà diversa da quella di una mamma di “oggi” .
Nella mia generazione, la maggior parte delle donne e un buon numero di quelle che avevano frequentato l’università, con l’intenzione di intraprendere una brillante carriera (questo è il mio caso), finiva per rinunciare ad una vita lavorativa per svariati motivi. Oggi questo succede raramente perchè il lavoro di entrambi i genitori è divenuto indispensabile e anche i mariti più maschilisti lo accettano come necessario alla sopravvivenza. Bisogna anche riconoscere che il compagno oggi è sicuramente diverso da quello di una volta, aiuta la donna in questo duplice ruolo di madre e lavoratrice. Alcune volte mi è capitato di vedere padri molto più dolci e attenti delle stesse madri. La mia frequentazione con ragazzi di diciotto anni, amici di mia figlia, mi ha convinta che un domani, questi futuri padri saranno ancora meglio degli attuali, perchè più abituati ad un ruolo paritario fra sessi.
In passato la donna godeva di maggior aiuti, perchè spesso supportata da un entourage famigliare, che però le toglieva la possibilità di vivere la propria maternità secondo il proprio sentire. Infatti era la nonna, la suocera o la zia con maggior esperienza che spesso decideva cosa era giusto fare. Questo succedeva soprattutto nelle piccole città o nei paesi dove si viveva vicini o addirittura nella stessa casa.
Nelle grandi città poteva capitare più facilmente di essere lontana da ogni aiuto (come è successo a me), ma libera di gestire la propria maternità.
Oggi molte mamma si trovano sole, ma sono aiutate sempre più spesso dai compagni e ora anche da internet. Immagino già quante donne, soprattutto mie coetanee, inorridiranno alle mie parole. Ritengo invece che blog come questo possano essere di grande aiuto per le donne. Il sapere che puoi confrontare le tue idee, puoi chiedere consiglio o semplicemente puoi svagarti guardando i divertenti filmati che vengono spesso proposti, ti fa sentire meno sola.
Sappiamo tutte che il tempo a disposizione quando si hanno i figli non è mai sufficiente, quindi internet ti dà la possibilità di accedere a tutto ciò che ti serve collegandoti con il resto del mondo non spostandoti però da casa e accudendo il tuo piccolo. Spesso abbiamo bisogno di parole che provengano da persone della nostra età, o meglio ancora da persone affini a noi per vedute più che per parentela.
I primi anni dei nostri figli non passano mai, ogni piccolo progresso del nostro bimbo ci sembra un miracolo, ma all’improvviso te lo ritrovi adulto ed è lui a insegnare qualcosa a te. Qualche tempo fa, mio figlio (ingegnere gestionale) mi ha convinta ad aprire un blog e mi ha insegnato passo per passo come affrontare questa avventura, alla quale non avrei sicuramente pensato senza la sua insistenza. Proprio con questa esperienza mi sono resa conto di come i ruoli si stavano invertendo: ero io la bimba che doveva imparare . Ma come è bello apprendere da un figlio!
Avrete intuito che avrei preferito essere mamma “oggi”, anche se auguro a tutte di essere fortunate come lo sono stata io con i miei figli.
Ascoltateli e cercate ogni tanto, di osservare il mondo dalla loro prospettiva.

mamme