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Preservare il pavimento pelvico prima e durante il parto

marzo 11, 2010 by mammenellarete  
Filed under Gravidanza, Parto, Slider

Continua la nostra collaborazione con Openminds. Ecco il secondo degli articoli sulla salute al femminile a cura dell’agenzia di servizi formativi rivolti alle donne, come, ad esempio, corsi pre parto e post partum.

Il parto_appavimento pelvico è lo strato muscolare su cui poggiano le nostre viscere: una sorta di coppa, formata di tre strati sovrapposti all’interno della struttura ossea del bacino.
La sua funzione è fondamentale per la statica, ovvero per tenere in posizione gli organi addominali, e per controllare la fuoriuscita dell’urina e delle feci.

Un pavimento pelvico in salute garantisce la continenza urinaria e fecale, il benessere sessuale e il buon funzionamento degli organi che vi poggiano sopra.
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Preservare il pavimento pelvico: incontro formativo gratuito

marzo 10, 2010 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

Oggi e nei prossimi giorni abbiamo deciso di dare spazio sul nostro blog a un’interessante serie di articoli sulla salute al femminile propostaci da Openminds, agenzia di servizi formativi rivolti alle donne, come, ad esempio, corsi pre parto e post partum.

mimosa_apIn occasione dell’8 marzo, appena passato, desideravo proporre alle donne un elemento di riflessione su se stesse, utilizzando una parola che andava in voga negli anni del femminismo: autocoscienza.

Le donne hanno tagliato molti traguardi da allora, tuttavia l’autocoscienza, ovvero la conoscenza libera e senza pregiudizi del proprio corpo, pare essere un obiettivo mancato.

Nonostante l’informazione sulla sessualità sia diffusa, infatti, uno degli argomenti meno trattati e noti in assoluto è la conformazione dell’apparato sessuale femminile, le sue particolarità, le condizioni che ne garantiscono il benessere e la salute. In questo articolo, e nei prossimi che seguiranno, vorrei trattare proprio di questo: del pavimento pelvico che sostiene le nostre visceri e che circonda l’ano e la vagina, e di come preservarne l’integrità nel parto.

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“Stati interessanti”: le mamme si incontrano su Radio 3

marzo 2, 2010 by mammenellarete  
Filed under News, Primo piano, Racconto, Slider

microfono_apDall’1 al 5 marzo alle 23.30 Radio 3 trasmette un radio documentario dedicato alla maternità: dalla gravidanza al parto, dalla fecondazione assistita alle madri sole, passando per i nuovi padri.
Un modo diverso di parlare di maternità lasciando la parola proprio alle mamme che senza inibizioni parlano chiaro della loro avventura più grande.

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Troppi cesarei: dall’ISS linee guida per la scelta del parto

febbraio 13, 2010 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

parto_apIn Italia il ricorso al parto con taglio cesareo è in continuo aumento: dall’11 per cento del 1980 si è arrivati fino al 38 per cento del 2008. Un dato che non è nella norma se si pensa che nessun altro paese europeo eguaglia il nostro su questo fronte.

Solo il Portogallo si avvicina con il 33 per cento, mentre tutte le altre nazioni riportano valori inferiori al 30 per cento con picchi del 15 per cento in Olanda e del 14 per cento in Slovenia.

Si rileva inoltre una spiccata variabilità su base interregionale con valori tendenzialmente più bassi nel nord Italia e più alti nel sud: un probabile indizio, afferma l’Istituto Superiore della Sanità, di “comportamenti clinico-assistenziali non appropriati”.

Per contrastare questa tendenza, tutta italiana, proprio l’Iss l’ha appena presentato un documento dal titolo “Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole”.
Migliorare la comunicazione tra le donne in gravidanza e gli operatori sanitari sulle modalità di parto è, in sostanza, l’obiettivo del documento, che affronta tutti i quesiti riconducibili al tema più generale della patient oriented care.

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Come affrontare una gravidanza da cardiopatica

gennaio 29, 2010 by mammenellarete  
Filed under Gravidanza, Slider

pancia_apSostenere una gravidanza, per una donna affetta da cardiopatia, comporta inevitabilmente dei rischi. Questo però non deve tradursi necessariamente in una censura definitiva del proprio desiderio di maternità.

Una gravidanza con esito positivo non accorcia la vita né riduce in modo permanente la capacità funzionale delle donne con patologie cardiache. Inoltre, la maggior parte delle pazienti affette da una cardiopatia congenita non corre un rischio aumentato in gravidanza.

Vero è, tuttavia, che nelle donne con una preesistente malattia, la mortalità materna non scende sotto l’1% circa, che corrisponde al 10% circa della mortalità materna globale.

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Maria Stella Gelmini: “ho paura del parto”

gennaio 27, 2010 by mammenellarete  
Filed under News, Parto, Slider

nozze-gelmini_apAnche la gelida e austera Gelmini ha paura del parto.
Ebbene sì, il Ministro dell’Istruzione, una delle “pance vip 2010″, che com’è noto sta vivendo la sua prima gravidanza, ha recentemente dichiarato di pensare con preoccupazione al parto che l’aspetta tra meno di due mesi.

Dopo le tanto attese e gossippate nozze, tenutesi settimana scorsa a Sirmione, sul lago di Garda, ora a Maria Stella Gelmini e al marito Giorgio Patelli, immobiliarista bergamasco, non resta che attendere la nascita di Emma per coronare il sogno di una famiglia.

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Epidurale: dibattito aperto

gennaio 27, 2010 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

pregnant_590L’epidurale concilia la spontaneità del parto naturale e la serenità dell’assenza di dolore, eppure in Italia è ancora una pratica poco diffusa.

Una delle cause fondamentali di questa situazione va rintracciata nella disorganizzazione delle strutture ospedaliere che non sanno garantire la pratica 24 ore su 24, scoraggiando quindi le pazienti interessate.

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Cade un tabù: sì al pasto durante il travaglio

gennaio 22, 2010 by mammenellarete  
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cibo_apOltre alla miriade di dolori intrinseci alla condizione di partoriente, spesso le donne durante il travaglio si sono ritrovate ad accusare anche il fastidio dello stomaco vuoto e della conseguente debolezza.

Stando a un maxi studio del gruppo Cochrane condotto da Mandisa Singata, dell’East London Hospital Complex, in Sudafrica, non ci sarebbe, però, nessuna controindicazione all’assunzione di cibo durante il parto.

Il lavoro, Cochrane Systematic Review, si è basato sulla disamina di cinque studi condotti sull’argomento, per un totale di 3.130 donne; ma nessuno degli studi riguardava donne ad alto rischio di anestesia, sottolineano gli esperti, per cui prima di stilare raccomandazioni definitive bisognerà considerare anche questi casi.

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Il papà assisterà al parto?

dicembre 12, 2009 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

parto_papa_big

Che ormai il sesso forte sia rappresentato dalle donne, questo è risaputo.
Tra donne e uomini c’è un’enorme differenza di comportamenti, di opinioni e soprattutto di gestione degli eventi, in particolare quando questi sono davvero forti dal punto di vista emotivo.

Le donne in gravidanza spesso vengono accompagnata dai loro partner per le varie visite di routine, e fino a qui ci siamo: il papà del futuro bambino si rende disponibile perché una semplice ecografia è anche simpatica ed emozionante da vedere.
Quando si avvicinano i giorni del parto e la donna comincia a chiedere: ma tu assisterai alla nascita del nostro bambino?

L’uomo impallidisce, comincia a tergiversare,comincia a pronunciare quei sostenuti “ehm” molto riflessivi e sibila a bassa voce “si”, ma solo per non deludere la mamma del suo bambino e mostrare di essere lui il sesso forte.
Gli uomini sono molto sensibili di fronte a questo argomento e la maggiore credenza diffusa è quella della loro impressione davanti ad una donna che partorisce, che soffre tantissimo fisicamente. Solitamente il padre rimane fuori, nervoso ed attende percorrendo avanti e dietro la corsia dell’ospedale.
Ultimamente, però, i padri stanno armandosi di buon coraggio e cercano di affrontare questo momento anche se spesso nelle notti successive avranno incubi e soffriranno di sintomi da stress post- traumatico.

Molti corsi pre-parto sono organizzati con la presenza del partner, in effetti anche lui ha bisogna di seguire un percorso per addentrarsi, in modo determinato e senza timore, in questo evento a volte troppo cruento, almeno per un uomo!

L’impressione alla vista del sangue, il veder soffrire la propria donna senza poter fare nulla e l’inconsapevolezza di un maschio che non ha mai provato determinati disturbi e determinate sensazioni fisiche, sono tutti elementi che lasciano tentennare il papà del bambino nella scelta di assistere o meno al parto.
Come succede nella maggior parte dei casi, a perdere le forze non è la mamma, ma il papà che sviene per la forte emozione.
Un uomo, quindi, deve davvero ponderare bene questa scelta ed in base ai suoi aspetti caratteriali, decidere la soluzione migliore. Nemmeno una donna dovrebbe obbligare il partner ad assistere: se questo è molto sensibile, potrebbe trasmetterle ansia e creare scompiglio mentale e meno concentrazione durante il parto stesso.

In un uomo che ha assistito al parto della sua donna guardando tutto minuziosamente, può verificarsi un successivo calo del desiderio derivante proprio dallo stress traumatico subito.

I consigli.

Se davvero ci si sente dei papà forti, prevenire è meglio che curare! Guardare video di parti, in modo progressivo arrivando pian piano a dettagli maggiori, può aiutare tantissimo ad arrivare preparati a questo grande evento. Inoltre, se non si vuole assistere alla scena in modo diretto, ci si può sempre mettere alle spalle della donna, facendo sentire la propria presenza senza guardare e stringendo i denti e gli occhi, immaginando il proprio bambino tra le braccia.

Assistere al parto avvicina ancora di più l’uomo alla donna ed è un modo per comprenderla meglio nei momenti di sconforto.

Il tuo partner ha assistito al tuo parto? Raccontalo alle altre mamme sul nostro forum “E’ nato”!

Il parto operativo: forcipe e ventosa

novembre 26, 2009 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

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Durante il parto, si può andare incontro a complicazioni che si concentrano, soprattutto nella fase espulsiva o in quella del travaglio. In questi casi i medici decideranno di andare avanti con il parto operativo, utilizzando alcuni strumenti per facilitare la fuoriuscita del bambino ed evitare di mettere in pericolo la sua vita e quella della mamma.

Il parto operativo può essere quello cesareo, in cui si effettua un piccolo taglio nell’ addome e nell’utero della mamma per permettere l’estrazione del feto; in genere si effettua in anestesia locale (spinale o epidurale); oppure in anestesia totale.
La donna, nella fase espulsiva, può risultare completamente dilatata, ma o per stanchezza fisica, mentale, oppure per via dell’utilizzo dell’epidurale; le sue contrazioni divengono meno efficaci e la spinta risulta abbastanza debole.
Quando invece si tratta di parto naturale, i medici possono decidere di utilizzare due strumenti abbastanza conosciuti: il forcipe e la ventosa.

Il forcipe è uno strumento metallico costituito da due branche metalliche curvate che favoriscono la presa e sono facilmente adattabili al canale del parto. Viene inserito dall’operatore con una lieve trazione verso il basso (seguendo il movimento di rotazione che avviene nel parto spontaneo) e viene posto ai lati della testa del bambino. Il suo uso è ristretto ad alcuni casi: quando c’è dilatazione completa, le membrane sono rotte e quando la posizione del feto è ben conosciuta. L’utilizzo del forcipe sta diventando sempre minore per via delle lacerazioni che può comportare, come quelle alle pareti vaginali, alla vescica o al retto.
Inoltre, se non utilizzato bene, si può andare incontro a lesioni fetali, come emorragie cerebrali ed altri tipi di lesioni che possono provocare handicap fisici e psichici al bambino.
Si ricorre a questo strumento quando c’è un prolungamento o arresto del travaglio, quando la partoriente è molto stanca e nel caso in cui ci sono segnali di insofferenza fetale e non è possibile procedere con il taglio cesareo.
L’utilizzo del forcipe comporta solo lievi arrossamenti e piccole abrasioni sul viso del bambino che scompaiono nel giro di qualche giorno.

La ventosa è l’altro strumento utilizzato nel parto operativo per facilitare la presa del bambino. È costituita da una coppa metallica di 3/6 cm circa di diametro e collegata ad un tubo aspirante. All’estremità opposta della coppa vi è una catenella con una maniglia, per facilitare la presa. La pompa della ventosa viene inserita nella vagina della partoriente e la ventosa si attacca alla testa del bambino in modo da tirarla fuori. In qualche minuto nella coppa si crea un vuoto di pressione: la ventosa si salda alla testa del piccolo.
L’operatore esercita una piccola trazione verso il basso e tira la testa del feto verso il canale del parto. A differenza del forcipe, la ventosa non crea lesioni al piccolo perché, qualora dovesse essere utilizzata in modo sbagliato, questa può solo staccarsi dalla testa e non provocare nulla di lesivo, nemmeno alla mamma.

Si ricorre alla ventosa quando la donna non riesce più a collaborare fisicamente con le spinte, quando è necessario accelerare il parto perché, a causa dell’inefficacia delle contrazioni uterine, c’è un ritardo di progressione (verso il canale del parto) della testa del bambino.
La ventosa, come già detto, non crea lesioni come quelle che potrebbe comportare il forcipe, può solo comportare la comparsa di piccole raccolte ematiche sullo scalpo del piccolo che si riassorbono nel giro di qualche settimana.

Com’è stato il tuo parto? Dillo sul nostro forum!

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