Le boccacce dei bambini fanno bene alla salute
agosto 30, 2010 by mammenellarete
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Secondo un comunicato diffuso da Ansa, le boccacce e i versi che cerchiamo di inibire nei nostri figli fanno bene sia alla loro salute che allo sviluppo del linguaggio.
Rappresentando un atto liberatorio per esprimersi e lasciarsi andare alla fantasia, linguacce, urletti, distorsioni della bocca e delle narici non andrebbero mai puniti o castrati.
”Sono un atto liberatorio che i bambini usano per esprimersi e per farsi capire”, afferma Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta infantile. Read more
Rimedi naturali contro i calli in gravidanza
agosto 24, 2010 by mammenellarete
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In gravidanza, per mantenerci belle, tendiamo a pensare più spesso ai capelli, alla pelle del viso che cambia, alle smagliature e al recupero del peso forma post parto.
Ma quanto pensiamo veramente ai nostri piedi?
Sostengono il nostro corpo tutta la giornata e, quando il nostro peso aumenta, non c’è da stupirsi se sui nostri piedi si formino dei calli o dei duroni, soprattutto se dovendo andare in ufficio o mantenendo una vita non sedentaria, non rinunciamo a scarpe sexy ed eleganti.
Se non vogliamo ridurci a indossare ciabattone o calzine a coprire i nostri piedi danneggiati, ricordiamoci che calli e duroni sono facilmente trattabili con composti naturali preparati in casa. Vediamone alcuni: Read more
Lo Yoga per la gravidanza
agosto 20, 2010 by mammenellarete
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Se siete appassionate di Yoga e non volete rinunciarvi durante la gravidanza o meglio, volete imparare le nozioni base proprio in occasione della vostra attesa, vi consigliamo il confanetto libro-dvd edito da Bonomi Lo Yoga per la Gravidanza.
In uscita tra settembre e ottobre di quest’anno, il libro – dvd è una guida semplice agli esercizi di yoga adatti alla gravidanza, dalla gestazione al dopo parto, pensati anche per dare sollievo ai più comuni disagi che l’attesa può portare.
Il comune di Milano per le Mamme in difficoltà
luglio 27, 2010 by mammenellarete
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L’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli (nella foto) ha presentato ai primi di Luglio a Palazzo Marino, sede del comune di Milano, l’iniziativa “Mamme in difficoltà”, un progetto a sostegno delle madri e future madri che si trovano in situazioni di difficoltà.
Per far conoscere l’iniziativa è stata realizzata una brochure multilingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e cinese, a breve in russo, rumeno e arabo) che indica i servizi a cui rivolgersi in caso di gravidanze e maternità problematiche, a partire dalla normativa prevista dalla legge italiana sui diritti dei nascituri e delle mamme, in accordo con il Ministero degli Interni.
“Si tratta di un’iniziativa condivisa tra l’Assessorato alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali e i Rotary Club Milano Ovest e Porta Vercellina – ha spiegato l’assessore Moioli – a conferma della vitalità della collaborazione tra le istituzioni, le associazioni e le realtà milanesi attive sul territorio. Tutte le donne, italiane e straniere, devono avere la possibilità di partorire nei nostri ospedali senza timori e devono poter contare su un sostegno sociale, economico e psicologico. Questa iniziativa nasce proprio per aiutare le madri e future madri in situazioni difficili e per mettere al primo posto la vita”. Read more
SUI GENERIS – Pari opportunità alla festa della mamma
aprile 22, 2010 by mammenellarete
Filed under Agenda, Slider, festa della mamma
Mantova capitale delle pari opportunità. Accadrà il 6, 7 e 8 maggio 2010 grazie a SUI GENERIS, la manifestazione dedicata alle Pari Opportunità in Politica, Famiglia e Lavoro che si terrà in coincidenza con la festa della mamma.
Obiettivo: accendere i riflettori su una questione mai passata di moda, quella della discriminazione della donna sul lavoro e nei luoghi del potere e delle decisioni. Ma non solo: con questo evento si vuole attirare e mettere a un tavolo esperti, imprenditori, docenti, consulenti, politici e sindacalisti per proporre soluzioni concrete e sostenibili e per affermare – finalmente – che la questione della parità dei sessi non riguarda solo la giustizia sociale; perseguire questo obiettivo significa lungimiranza anche dal punto di vista della salute dell’economia nel suo complesso.
SUI GENERIS è una tre giorni dedicata al tema “donna e lavoro”, trattato nelle sue differenti sfaccettature attraverso conferenze, incontri e tavole rotonde, ma anche eventi teatrali e momenti di spettacolo per diffondere il tema a tutti i livelli di pubblico.
L’obiettivo è promuovere ricerche e strategie su pari opportunità, lavoro e famiglia, inserimento della donna nel lavoro, contrasto della discriminazione tra uomo e donna. Temi di grandissima attualità, non solo nel dibattito politico e economico, ma anche per la vita quotidiana e per le famiglie.
Web sicuro per i bambini: il decalogo del Moige
marzo 21, 2010 by mammenellarete
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Da una recente indagine condotta dal Moige - Movimento Italiano Genitori – è risultato che il 55% dei genitori è molto preoccupato di vedere i figli navigare su Internet e secondo l’83% dei genitori (più di 8 genitori su 10) i principali rischi a cui sono esposti i ragazzi durante la navigazione sono legati alla possibilità che i propri figli possano imbattersi in siti con contenuti inadatti, mentre per il 55% ( più di 5 genitori su 10) dei rispondenti i pericoli maggiori sono legati alla possibilità di poter essere contattati da malintenzionati o pedofili.
Per rispondere a queste inquietudini il Moige si è attivato da tempo sul fronte della sicurezza in Rete dei minori, come ad esempio attraverso la campagna “Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web”. L’ultima iniziativa a tema, che abbiamo rintracciato sul sito Vita da Gemella, è stata la divulgazione di questo decalogo, contenente utili consigli rivolti ai genitori per proteggere i propri figli dai pericoli della Rete:
Il papà assisterà al parto?
dicembre 12, 2009 by mammenellarete
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Che ormai il sesso forte sia rappresentato dalle donne, questo è risaputo.
Tra donne e uomini c’è un’enorme differenza di comportamenti, di opinioni e soprattutto di gestione degli eventi, in particolare quando questi sono davvero forti dal punto di vista emotivo.
Le donne in gravidanza spesso vengono accompagnata dai loro partner per le varie visite di routine, e fino a qui ci siamo: il papà del futuro bambino si rende disponibile perché una semplice ecografia è anche simpatica ed emozionante da vedere.
Quando si avvicinano i giorni del parto e la donna comincia a chiedere: ma tu assisterai alla nascita del nostro bambino?
L’uomo impallidisce, comincia a tergiversare,comincia a pronunciare quei sostenuti “ehm” molto riflessivi e sibila a bassa voce “si”, ma solo per non deludere la mamma del suo bambino e mostrare di essere lui il sesso forte.
Gli uomini sono molto sensibili di fronte a questo argomento e la maggiore credenza diffusa è quella della loro impressione davanti ad una donna che partorisce, che soffre tantissimo fisicamente. Solitamente il padre rimane fuori, nervoso ed attende percorrendo avanti e dietro la corsia dell’ospedale.
Ultimamente, però, i padri stanno armandosi di buon coraggio e cercano di affrontare questo momento anche se spesso nelle notti successive avranno incubi e soffriranno di sintomi da stress post- traumatico.
Molti corsi pre-parto sono organizzati con la presenza del partner, in effetti anche lui ha bisogna di seguire un percorso per addentrarsi, in modo determinato e senza timore, in questo evento a volte troppo cruento, almeno per un uomo!
L’impressione alla vista del sangue, il veder soffrire la propria donna senza poter fare nulla e l’inconsapevolezza di un maschio che non ha mai provato determinati disturbi e determinate sensazioni fisiche, sono tutti elementi che lasciano tentennare il papà del bambino nella scelta di assistere o meno al parto.
Come succede nella maggior parte dei casi, a perdere le forze non è la mamma, ma il papà che sviene per la forte emozione.
Un uomo, quindi, deve davvero ponderare bene questa scelta ed in base ai suoi aspetti caratteriali, decidere la soluzione migliore. Nemmeno una donna dovrebbe obbligare il partner ad assistere: se questo è molto sensibile, potrebbe trasmetterle ansia e creare scompiglio mentale e meno concentrazione durante il parto stesso.
In un uomo che ha assistito al parto della sua donna guardando tutto minuziosamente, può verificarsi un successivo calo del desiderio derivante proprio dallo stress traumatico subito.
I consigli.
Se davvero ci si sente dei papà forti, prevenire è meglio che curare! Guardare video di parti, in modo progressivo arrivando pian piano a dettagli maggiori, può aiutare tantissimo ad arrivare preparati a questo grande evento. Inoltre, se non si vuole assistere alla scena in modo diretto, ci si può sempre mettere alle spalle della donna, facendo sentire la propria presenza senza guardare e stringendo i denti e gli occhi, immaginando il proprio bambino tra le braccia.
Assistere al parto avvicina ancora di più l’uomo alla donna ed è un modo per comprenderla meglio nei momenti di sconforto.
Il tuo partner ha assistito al tuo parto? Raccontalo alle altre mamme sul nostro forum “E’ nato”!
Il rigurgito del neonato
novembre 30, 2009 by mammenellarete
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Uno dei tipici avvenimenti che coinvolge il ciclo di nutrizione del bambino è il classico rigurgito che consiste nella risalita di contenuto dallo stomaco verso l’esofago accompagnato dall’emissione di saliva e cibo dalla bocca. Si differenzia dal vomito perché non ha conati. Read more
Il libro per il mio bambino: il G.G.G.
novembre 26, 2009 by mammenellarete
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Il vantaggio di essere bambini è proprio quello di poter sognare senza essere presi per pazzi, di esprimere desideri più strani, come quello di cogliere dei fiorellini di campo danzando in aria per raggiungere la luna e portarli a tutte le stelle!
La fantasia dei bambini scaturisce anche dall’immaginazione di quello che loro ancora non conoscono: pensano che la morte possa essere un gigante che viene all’improvviso per strapparli a questo pianeta e portalo via per sempre da mamma e papà.
Anche Sofia è una bambina, purtroppo orfana, che un bel giorno viene presa dal suo letto e portata via, senza meta, da un gigante.
Comincia così la storia di una delle bambine più famose che ha rallegrato ed accompagnato migliaia di pargoli alle prime armi con la loro lettura. Bambini di tutte le età e di tutte le nazionalità che son cresciuti con l’idea che l’immaginazione fa fare sogni oltre la realtà.
Stiamo parlando di “Il G.G.G.” di Roald Dahl, un libro avventuroso, ricco di luoghi strani e personaggi famosi, come la regina d’Inghilterra e pieno di suspance, quella che stupisce i piccini, quella di cui han perso gusto gli adulti…
È notte e Sofia è nel suo lettino quando inaspettatamente viene sorpresa nel sonno da un essere che le stringe la mano: il gigante la porta via con sé in una grotta.
Cosa vorrà farle?
Ecco scatenarsi le immaginazioni più fantasiose: vorrà cucinarla e mangiarla? Sofia sarà magari fritta, oppure cotta sulla brace, oppure sarà il condimento più saporito per una pozione magica?
Nulla di tutto ciò!
Il gigante è buono e il suo lavoro è quello di soffiare sogni ai bambini.
E poi, questo strano umano che è penetrato di soppiatto nell’Ora delle Ombre, per rapire Sofia, è vegetariano e mangia solo centrionzoli, a differenza dei suoi colleghi, come L’Inghiotticicciaviva o il Ciuccia-budella che ogni notte si dimenano alla ricerca di carne da poter mangiare; si ingozzano di popolli: umani!
Perché il Gigante ha rapito proprio Sofia?
Cosa c’entra il suo lavoro di soffiare sogni ai bambini con la condizione di orfanella della piccola?
Roald Dahn porta i piccoli in un viaggio avventuroso verso la scoperta di situazioni strane ed intriganti che stimoleranno la loro curiosità e la loro voglia di conoscere fino in fondo il Grande Gigante Gentile, uno di quei pochi esseri buoni rimasti sulla terra…
Il parto operativo: forcipe e ventosa
novembre 26, 2009 by mammenellarete
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Durante il parto, si può andare incontro a complicazioni che si concentrano, soprattutto nella fase espulsiva o in quella del travaglio. In questi casi i medici decideranno di andare avanti con il parto operativo, utilizzando alcuni strumenti per facilitare la fuoriuscita del bambino ed evitare di mettere in pericolo la sua vita e quella della mamma.
Il parto operativo può essere quello cesareo, in cui si effettua un piccolo taglio nell’ addome e nell’utero della mamma per permettere l’estrazione del feto; in genere si effettua in anestesia locale (spinale o epidurale); oppure in anestesia totale.
La donna, nella fase espulsiva, può risultare completamente dilatata, ma o per stanchezza fisica, mentale, oppure per via dell’utilizzo dell’epidurale; le sue contrazioni divengono meno efficaci e la spinta risulta abbastanza debole.
Quando invece si tratta di parto naturale, i medici possono decidere di utilizzare due strumenti abbastanza conosciuti: il forcipe e la ventosa.
Il forcipe è uno strumento metallico costituito da due branche metalliche curvate che favoriscono la presa e sono facilmente adattabili al canale del parto. Viene inserito dall’operatore con una lieve trazione verso il basso (seguendo il movimento di rotazione che avviene nel parto spontaneo) e viene posto ai lati della testa del bambino. Il suo uso è ristretto ad alcuni casi: quando c’è dilatazione completa, le membrane sono rotte e quando la posizione del feto è ben conosciuta. L’utilizzo del forcipe sta diventando sempre minore per via delle lacerazioni che può comportare, come quelle alle pareti vaginali, alla vescica o al retto.
Inoltre, se non utilizzato bene, si può andare incontro a lesioni fetali, come emorragie cerebrali ed altri tipi di lesioni che possono provocare handicap fisici e psichici al bambino.
Si ricorre a questo strumento quando c’è un prolungamento o arresto del travaglio, quando la partoriente è molto stanca e nel caso in cui ci sono segnali di insofferenza fetale e non è possibile procedere con il taglio cesareo.
L’utilizzo del forcipe comporta solo lievi arrossamenti e piccole abrasioni sul viso del bambino che scompaiono nel giro di qualche giorno.
La ventosa è l’altro strumento utilizzato nel parto operativo per facilitare la presa del bambino. È costituita da una coppa metallica di 3/6 cm circa di diametro e collegata ad un tubo aspirante. All’estremità opposta della coppa vi è una catenella con una maniglia, per facilitare la presa. La pompa della ventosa viene inserita nella vagina della partoriente e la ventosa si attacca alla testa del bambino in modo da tirarla fuori. In qualche minuto nella coppa si crea un vuoto di pressione: la ventosa si salda alla testa del piccolo.
L’operatore esercita una piccola trazione verso il basso e tira la testa del feto verso il canale del parto. A differenza del forcipe, la ventosa non crea lesioni al piccolo perché, qualora dovesse essere utilizzata in modo sbagliato, questa può solo staccarsi dalla testa e non provocare nulla di lesivo, nemmeno alla mamma.
Si ricorre alla ventosa quando la donna non riesce più a collaborare fisicamente con le spinte, quando è necessario accelerare il parto perché, a causa dell’inefficacia delle contrazioni uterine, c’è un ritardo di progressione (verso il canale del parto) della testa del bambino.
La ventosa, come già detto, non crea lesioni come quelle che potrebbe comportare il forcipe, può solo comportare la comparsa di piccole raccolte ematiche sullo scalpo del piccolo che si riassorbono nel giro di qualche settimana.





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