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Mamma Simona: l’infanzia di Adele

ottobre 12, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, Storie senza fine

nascita_adele_orContinua il racconto di Mamma Simona che ci racconta l’infanzia di Adele…

I suoi occhi non erano magici alla nascita, anzi erano occhi marroni, tanto comuni che sua madre si rammaricò che non avesse preso quelli del padre, di un bel verde acquamarina. Per altri versi, la signora Mariella Galli in Luzzardi sperava con tutto il cuore che la bambina, nata in otto mesi, non avesse preso altre parti del consorte.

Aveva fretta, Adele, di venire al mondo, ma la sua precocità dovette pagarla con continue bronchiti e polmoniti nel corso dell’infanzia e non solo. Si dice che chi nasce di otto mesi avrà per tutta la vita problemi a respirare: Adele ha fatto la sua ultima broncopolmonite sei mesi fa, alla tenera età di sessantatre anni.

Quando Mariella se la portò a casa dall’ospedale e la paragonò alla sorella maggiore, Annina, bionda con gli occhi grigi e l’incarnato rosa, rimase un po’ delusa: Adele aveva la pelle scura, da “terrona”, e una massa di capelli neri e scompigliati. Certo, non potevano assomigliarsi troppo due sorelle nate da padre diverso. Così Mariella fece di necessità virtù e, in breve tempo, quella strana neonata che già dal suo terzo giorno di vita le rivolgeva larghi sorrisi divenne, per lei, la più bella bambina del mondo.

A nove anni, durante gli interminabili pomeriggi estivi, Adele si aggirava per i campi dietro casa sua, al Lorenteggio, con uno stuolo di bambine più piccole, dai quattro ai sei anni. Le portava dentro una delle tante case in costruzione del circondario e giocava con loro alla scuola.
Lei, nel gioco, era la maestra, solo che alle bambine insegnava cose vere: canzoni, filastrocche, poesie e anche un po’ di matematica. E com’era orgogliosa quando la più piccola, Ilaria, riusciva a ricordare a memoria un’intera poesia!

Tuttavia, le signore del vicinato non vedevano di buon occhio questa sua attività e, un bel giorno, la più anziana di loro, la Fumagalli, andò a parlare con mamma Mariella. “Tua figlia è strana, mi dispiace ma devo dirtelo” esordì mentre aspettava che il caffè offertole si raffreddasse un po’. “Perché dici questo?” disse Mariella soffiando sulla tazzina la sua rabbia ben nascosta. “Ha quasi dieci anni e passa tutto il suo tempo in giro con bambine più piccole, perfino con l’Ilaria che va ancora all’asilo.

Ma dico io, non ti aiuta neanche un po’ in casa? Non ha il suo da fare?” “Certo che mi aiuta, ma fa in fretta e poi corre a giocare”. Mariella controllava a fatica la voglia di dirle “pussa via, vegia strega”. Sapeva, nella sua posizione, di dover essere cortese se voleva mantenere un buon rapporto con le famiglie vicine. “Be’, fai bene a darle un po’ più da fare, perché ormai è una signorina. Che lasci giocare le bambine piccole fra loro!”

“Va bene, Carla, proverò a convincerla, ma sai che è testa dura” “devi farlo per il suo bene, che non si ritrovi a sedici anni a pensare con la testa di una bambina piccola”.

Mariella faticò a calmarsi, quando Carla uscì: dalla nascita di Adele aveva pregato ogni giorno che dio mandava in terra che la bambina fosse “normale di testa”.
Ormai era certa che in Adele non c’era nulla di strano.
Tuttavia certe allusioni non mancavano di gettarla in un inferno di rabbia, da buon segno di fuoco qual era. Si sentì costretta a ordinarle di smettere con i suoi pomeriggi di “insegnamento”. Aveva faticato troppo per fare accettare la sua famiglia “scandalosa” dal vicinato, e non aveva intenzione di mandare tutto a monte per i capricci della figlia minore.

Ma Adele di capricci non ne faceva.
Obbedì alla madre, come al solito senza neanche chiedere spiegazioni. Una Gemelli sa passare senza batter ciglio da un interesse a un altro: da allora spese gran parte delle sue giornate alla biblioteca comunale, a leggere tutto ciò che le capitava a tiro>. Un po’ capiva un po’ no, ma le parole scritte le sembravano tutte bellissime, molto più belle delle parole dette e molto meno dolorose, anche quando, a volte, raccontavano i dolori degli altri.
A quattordici anni Adele, nonostante avesse solo la terza media, riuscì a quattordici anni a farsi assumere come impiegata presso una ditta edile. Faceva bene i calcoli e non aveva problemi a tenere una semplice contabilità.
Contribuiva al bilancio familiare e questo non era poco, dato che suo papà percepiva solo la pensione d’invalidità.

Mariella era orgogliosa di lei, gli occhi le luccicavano quando pensava alla sua nitida intelligenza, e le paure che aveva nutrito durante l’infanzia della figlia volavano via.

Simona Castiglione

Storie senza fine

Comìè cominciata la storia della signora Luzzardi?

La babysitter di Mamma Simona

ottobre 5, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, Storie senza fine

babysitter_mamma_simona_bigLa nostra Mamma Simona comincia a raccontarci la storia della sua cara Babysitter.

Chi sarà questa misteriosa donna Luzzardi?

Adele Luzzardi, ex maritata Perin, è milanese e ne è orgogliosa.
Vive a Vicenza, però, da tanti anni che nemmeno li conta più.
Non è giovane e non è vecchia, non è bella e non è brutta, ma colpisce l’attenzione di tutti: Adele ha gli occhi magici che guardano al cuore delle cose e delle persone, e una bella parlantina, colorata di milanese, che a molti piace e che molti non sopportano.

E’ un’astrologa, ma non come tutte le altre.
Ha fatto studi da autodidatta e ora è specializzata in astrologia psicologica. I suoi piani natali godono di un discreto successo: lei non si limita a dare informazioni sulle predisposizioni astrali, dipinge a parole anche la personalità di chi ha di fronte, perché sa leggere le persone dall’interno.

Adele dice a tutti: “tu sei speciale!” e non è ipocrita, sa benissimo che ognuno lo è, a suo modo, l’ha imparato da piccola nella sua strana famiglia.
E’ autodidatta perché non ha potuto studiare molto, visto che da piccola era spesso malata e di famiglia povera. Ha completato con fatica la terza media, pur essendo molto portata per gli studi e in particolare, lei pensa, per la pedagogia.

Adele sorride con tenerezza pensando a sua madre che le procurava sempre i fogli e i colori per disegnare, facendo saltar fuori i soldi, non si sa come, da uno scarno bilancio familiare. Così è diventata anche una pittrice.
Non che faccia mostre, non ha mai avuto un giro di conoscenze adeguato, ma dipinge bei quadri a olio con un talento da impressionista allucinata.
Il suo quadro più bello rappresenta una terra al tramonto con una fuga di uccelli nel cielo porporino: gli uccelli disegnano un cerchio ma uno di loro rompe la formazione e vola verso l’alto. “Dovresti venderlo” le dice sua figlia Giusi, ma Adele è convinta che nessuno lo comprerebbe e, comunque, lo vuole tenere con sé a ricordarle che c’è sempre una via d’uscita.

E’ stato fondamentale, per lei, quel quadro, quando ha dovuto divorziare dal marito. Ha passato ore a fissarlo, invece di piangere sulla sua sorte e su quella dei suoi due figli. Le ha dato la forza di chiudere, dopo trent’anni, con un uomo freddo e musone che non l’aveva mai resa felice. Rimasta sola, a cinquant’anni, con i ragazzi ormai grandi e per i fatti loro, ha ricominciato a vivere partendo dal basso.

E’ andata a far le pulizie in casa delle signore di Vicenza, dove si era trasferita col marito trent‘anni prima; nel tempo libero studiava i testi fondamentali dell’astrologia.

Adele è convinta che, a furia di leggere e rileggere quei libroni pieni di connessioni astrali e fatali coincidenze, gli occhi le si siano riempiti di una luce magica che adesso, senza volere, effonde sugli altri.

Simona Castiglione

Storie senza fine

Ecco com’è cominciata la storia della misteriosa donna Luzzardi!


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Mamma Simona: anno nuovo

settembre 25, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, Storie senza fine

mamma_simona_anno_nuovo_bigAnno nuovo, vita nuova?

Questo sarà l’anno dell’editing del mio libro, della sua promozione, dei concorsi, dei festival e dei saloni del libro, degli incontri e degli scontri con l’editore, dei vernissage ai quali “proprio non si può mancare” e poi?

Non so proprio cosa mi aspetti nei mesi a venire, forse, per un po’, sarò una trottola viaggiante con valigia a rotelle al seguito. Forse dovrò presenziare a serate ed eventi per crearmi la dovuta visibilità.
A tutto questo si aggiungerà il lavoro d’insegnante, gli appuntamenti per la fisioterapia e, last but not least, la stesura del mio secondo romanzo, per il quale ho già un’idea anche se, fortunatamente per i miei familiari, non sono ancora a bordo del treno senza stazioni dell’ispirazione – se non a tratti.

E i bimbi in tutto questo? Se la vita appare già a me un gigantesco caleidoscopio che muta continuamente colori e forme, compresi i miei onnipresenti sbalzi d‘umore, a loro sembrerà di essere catapultati sulle montagne russe senza possibilità di scendere e con lo stomaco sempre in gola per la paura.

Non può andare così. Con mio marito stiamo studiando provvedimenti adeguati. “organizzazione ci vuole” fa lui dall’alto della sua laurea in economia e commercio.
Ammetto l’importanza vitale dell’organizzazione in una situazione familiare come la nostra, ma entro ancora più in ansia conoscendo bene la mia indole di disorganizzata cronica.

L’arrivo di Edy

Così, come faccio spesso quando sono in un momento difficile o che pare senza via d’uscita, mi metto a pregare che un segnale celeste mi indichi la strada giusta.
Il segnale arriva senza neanche farsi troppo attendere, nei panni di una signora milanese, trasferitasi a Padova, nell’appartamento accanto al nostro, sessantenne energica e vitale, con gli occhi che mandano lampi di luce magica.

Edy è un’astrologa ma, in poco tempo, diventa anche la tata adorata dei miei pargoli… e un po’ anche la mia.
Con vigore prende in mano le redini della mia disorganizzata esperienza di mamma.
Segue mia figlia maggiore nei compiti, quando io non posso farlo.
Inventa lavoretti creativi per il bambino piccolo, staccandolo da “mamma tv”.
E se io ho un problema, è sempre pronta ad accogliermi con una tisana e i suoi preziosi consigli legati alla vita, all‘astrologia e al karma. Si dice che le donne, a una certa età, possano trasformarsi in maghe buone, se veramente lo desiderano. Penso proprio che Edy lo abbia fatto, anche se si rifiuta categoricamente di parlarmene.

Vorrà dire che dovrò scoprirlo da sola…

Simona Castiglione

Storie senza fine

Com’ è cominciata la storia di Mamma Simona? Ecco il riassunto delle vecchie puntate!

Come nasce un blog di scrittura creativa dedicato a bambini e ragazzi.

agosto 4, 2009 by mammenellarete  
Filed under I Racconti delle Mamme

simona

L’idea mi è venuta osservando i miei bambini, Xanthos di tre anni e Sofia di nove.
Sono irrimediabilmente attratti dal culto della “Madre telematica”. Più ancora della, ormai consueta, baby sitter televisiva, idolatrano l’icona “computer“, ne manipolano, spesso a casaccio e di nascosto, cavi, cavetti, tastiere e schermi. La mia figlia maggiore passa ore, con i suoi amichetti, a cercare giochi free con
i personaggi dei cartoni preferiti.
E lei “Santa madre telematica”, che anch’io nel mio cuore adoro e odio con uguale intensità, è sempre lì, tentacolare e ben disposta verso i suoi devoti. Pronta a regalare software e giochi a chi, solo un po’, si è preso la briga di imparare a conoscerla. Ma pronta anche a perderti nelle sue reti sempre più appiccicose e cariche d’insidie.
Che fare per impedire che questa devozione passi il segno, che non diventi pericoloso fanatismo?
Impedire loro di avvicinarsi al luogo di culto? (n.d.r. il mio studio); razionare i contatti con la regina di tutti
i contatti? Inseguire i piccoli con le forbici in mano… per invitarli a fare collage o provare a “colpirli” con la pasta di sale?
Ho preferito usare le mie competenze: scrivere so farlo, la pasta di sale, invece, non mi viene mai bene.
Ho pensato a un luogo magico e fantastico da mettere in rete.
Un luogo dove i bimbi possano, attivamente, impiegare la creatività di cui sono abbondantemente dotati per natura, senza dover sottostare passivamente alle tristi regole di uno sparatutto qualsivoglia.
Ho creato il blog Storie senza fine.
mammenellarete Con una certa frequenza – circa una volta al mese – pubblico sul blog l’inizio di
un racconto, di una favola, di una poesia o di una filastrocca. Lascio ai miei giovani lettori, attraverso i
loro post, l’impegno di completare l’opera, fornendo loro, di volta in volta, le tecniche di scrittura più adatte
a tale impegno, ma anche le più semplici e le più dirette, in accordo con l’età presunta dei partecipanti.
Il blog è diretto in prima istanza ai bambini che sanno già scrivere, e ai ragazzi adolescenti, ma nulla impedisce che un bambino più piccolo ascolti la storia con interesse e riferisca le sue impressioni a un genitore o a un nonno, che gli faccia poi da redattore nel modo più oggettivo possibile.
Alla fine, il lavoro più bello, più fantasioso o scritto meglio, viene pubblicato per intero sul blog
con nome, cognome ed età del giovane autore.

Perciò, genitori, se avete in casa scrittori in erba che vogliono divertirsi e dedicare del tempo a Internet
in maniera costruttiva, fate pure scatenare i loro neuroni con il mio blog.
Una raccomandazione: se vi riesce non aiutate, osservate!

Simona Castiglione

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