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	<title>Mammenellarete &#187; mamma lavoratrice</title>
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	<description>Il blog di Mamme nella Rete</description>
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		<title>Mamma Simona: quando la mamma è in vacanza</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammenellarete</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Racconti delle Mamme]]></category>
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Quando la mamma è in vacanza

Oppure a un convegno, che dura “tre giorni tre”, il venerdì, il sabato e la domenica.
Il peggio è lasciare un marito e due figli da soli proprio nelle uniche giornate della settimana in cui si riesce a stare insieme, in cui non c’è scuola né lavoro.
Ma la mamma deve andare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.mammenellarete.it/wp-content/uploads/2009/11/mamma-vacanza_big.jpg"><img src="http://blog.mammenellarete.it/wp-content/uploads/2009/11/mamma-vacanza_big.jpg" alt="mamma vacanza_big" title="mamma vacanza_big" width="590" height="250" class="aligncenter size-full wp-image-8180" /></a></p>
<p><strong>Quando la mamma è in vacanza<br />
</strong><br />
Oppure a un convegno, che dura “tre giorni tre”, il venerdì, il sabato e la domenica.<br />
Il peggio è lasciare un marito e <strong>due figli </strong>da soli proprio nelle uniche giornate della settimana in cui si riesce a stare insieme, in cui non c’è scuola né lavoro.<br />
Ma la mamma deve andare, il venerdì mattina la sua valigia rossa è pronta all’ingresso: “avrò preso tutto? Dunque, il brano da leggere in pubblico, le calze marroni e viola – sì proprio così – lo spazzolino e la spazzola, il mascara a effetto potenziato e la crema da notte da usare di giorno…”. Niente <strong>giocattolini</strong>, <strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/ricette/mamme-in-cucina-merendina-yogurt-fruttato-biscottato/">merendine e succhetti</a></strong>, libri su topi che fanno i giornalisti? Niente di niente… che strana partenza!</p>
<p>All’inizio sono felice, guido verso la città in cui si tiene il convegno con la radio accesa su canali di musica pop/rock, fumo due sigarette in macchina – incredibilmente trasgressiva – e mi sento una ragazza quando faccio una pausa per il caffè all’autogrill.</p>
<p>Cominciano i lavori del convegno. Leggo il mio intervento e così fanno gli altri, poi si parla si parla si parla, poi si va a pranzo, poi si parla si parla si parla.</p>
<p><strong>Telefonata in una pausa della prima giornata: </strong><br />
“Come state?”<br />
“Noi benissimo. Come stai tu piuttosto”<br />
“Bene. E’ interessante. Faccio nuove conoscenze. Ma i bambini?”<br />
“Tranquilli. Xanthos è impegnato a nascondersi dalla gatta, Sofia studia matematica”<br />
“Come studia matematica (abitualmente non lo fa)… non chiedono di me?”<br />
“Per la verità… non ancora”<br />
“Ah, vuol dire che stanno benone. A dopo”.</p>
<p><strong>Telefonata la prima sera dall’albergo:</strong></p>
<p>“mal di pancia, mal di piedi e mal di schiena”<br />
“mi sembra di intuire che non stai bene”<br />
“stanca… mi passi i piccoli? Anzi no, se no mi mancano ancora di più. Salutameli tu”<br />
“Sarà fatto”<br />
Telefonata in una pausa della seconda giornata:<br />
“Sofia, come stai amore?”<br />
“bene… devo studiare inglese”<br />
“e matematica?”<br />
“l’ho finita”<br />
“sei un genio”<br />
“no, è normale” – non mi sembra normale, ma evito di sottolinearlo. Retrogusto di pensiero – le cose vanno meglio senza di me?<br />
<strong><br />
Telefonata la sera del secondo giorno:</strong></p>
<p>“odio quest’albergo, odio le mie scarpe coi tacchi, ho finito il mascara e non ho portato il dentifricio e poi… mi mancate come se non avessi più un braccio o una gamba”<br />
“Anche tu ci manchi”<br />
“Come se non aveste più un braccio o una gamba?”<br />
“Si… la similitudine regge”<br />
E meno male che regge lei, perché io non reggo più.<br />
Telefonata in una pausa del terzo giorno:<br />
“Xanthos?”<br />
Singhiozzi<br />
“Xanthos… sono mamma”<br />
Singhiozzi più forti<br />
“Piccolo torno stasera”<br />
Cade la comunicazione.</p>
<p>Saluti, baci e abbracci, sentiamoci &#8211; il convegno si chiude.<br />
M’infilo in macchina e violo qualche limite di velocità, cuocendo nel mio brodo primordiale di sensi di colpa e felicità da rientro.<br />
Finalmente la via di casa.</p>
<p><strong><a href="http://www.mammenellarete.it/UserDetails.aspx?id_user=0c177351-f8cf-4b42-9ce0-088928b379b9">Simona Castiglione</a><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://storiesenzafine.wordpress.com/" target="blank">Storie senza fine</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/category/racconti-mamme/storie-senza-fine-racconti-mamme/" target="blank">Leggi tutta la storia di Mamma Simona!</a></strong></p>
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		<title>Mamma Simona diventa zia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 08:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammenellarete</dc:creator>
				<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[Storie senza fine]]></category>
		<category><![CDATA[mamma che scrive]]></category>
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		<category><![CDATA[zia e nipote]]></category>

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		<description><![CDATA[
La “ziitudine” è una categoria della mente e un’inclinazione dell’animo che ho fatto sempre fatica a concepire.
Che cosa sono uno zio e una zia?
Dei genitori in seconda?
Ma per quello ci sono già i nonni.
Una mamma e un papà alternativi, sempre sorridenti, che non rimproverano mai? Già, fino al momento in cui il caro nipotino non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.mammenellarete.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-con-gli-zii_big.jpg"><img src="http://blog.mammenellarete.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-con-gli-zii_big.jpg" alt="cinzia-con-gli-zii_big" title="cinzia-con-gli-zii_big" width="590" height="250" class="aligncenter size-full wp-image-7623" /></a></p>
<p>La <strong>“ziitudine”</strong> è una categoria della mente e un’inclinazione dell’animo che ho fatto sempre fatica a concepire.</p>
<p>Che cosa sono uno zio e una zia?<br />
Dei genitori in seconda?<br />
Ma per quello ci sono già <strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/in-famiglia/nonni-e-bambini/">i nonni</a></strong>.</p>
<p>Una mamma e un papà alternativi, sempre sorridenti, che non rimproverano mai? Già, fino al momento in cui il caro nipotino non abbatte a pallonate il loro “moretto da tavola” del settecento.<br />
Una coppia di parenti stretti che amano i loro nipoti quasi come i <strong>genitori</strong>? E come la mettiamo con quegli zii che vedono i nipotini alla nascita e poi si ripresentano solo il giorno della loro laurea?<br />
Coloro che mettono al mondo i cugini? Ma questo come li lega direttamente ai nipoti?<br />
E poi, <strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/redazione/la-zia-come-la-mamma-e-la-mamma-come-la-zia/">c’è differenza fra lo zio consanguineo e lo zio acquisito</a></strong>?<br />
Tutte queste domande, e altre ancora, mi hanno sempre tormentato, fino al giorno in cui dalla teoria sono passata alla pratica.<br />
Mia sorella, più giovane di me di sei anni, <strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/gravidanza/i-sintomi-della-gravidanza/">è rimasta incinta</a></strong> un giorno di sedici mesi fa.<br />
Sin da quando me lo ha comunicato, ho cominciato a “sentire” cosa vuol dire essere <strong>zia</strong>, piuttosto che tentare di capirlo razionalmente, come avevo sempre tentato di fare.<br />
Innanzitutto, durante i suoi nove mesi di gravidanza, anch’io sono ingrassata di otto chili.<br />
Poi sono diventata assolutamente irrazionale, come se avessi acquisito la combinazione ormonale di una gestante. Passavo attraverso diversi stati mentali che alteravano tutti la realtà, del tipo:</p>
<p>1. Mia sorella è troppo giovane per essere già incinta (Claudia ha 34 anni)<br />
2. Lavora troppo, si stancherà, deve stare a riposo (questo perché “la gravidanza non è una malattia”)<br />
3. Si nutriranno in modo adeguato lei e il feto? Claudia sta prendendo troppo poco peso (mia sorella è esperta di nutrizione)</p>
<p>A latere di queste preoccupazioni assolutamente infondate, si sviluppavano nella mia testa vari interrogativi, dai più banali ai più cupi:</p>
<p>1. Sarà maschio o femmina?<br />
2. Saprò amarlo?<br />
3. E lui mi ricambierà?</p>
<p>Le risposte ai miei dubbi sono arrivate <strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/redazione/i-primi-dubbi-di-mamme-e-papa-come-lo-chiamiamo/">quando è nata Cinzia</a></strong>, una mattina di sette mesi fa. </p>
<p>L’ho presa in braccio e l’ho riconosciuta: era lei, la mia <strong>nipotina</strong>, e non poteva che essere così, con il suo taglio d’occhi, la sua boccuccia a fiore e il suo tenero incarnato. Dopo circa venti giorni dalla nascita già mi sorrideva con dolcezza (inutile ripetermi che prima dei due mesi di vita non sviluppano il sorriso intenzionale, non ci crederò mai).</p>
<p>Avendo fede nella reincarnazione, ritengo che io e lei ci siamo già incontrate in un’altra vita, e in quella vita eravamo sicuramente unite da un legame affettivo. Mio marito mi ha detto di aver provato la stessa sensazione di riconoscimento, è questo è già più strano perché lui non è un consanguineo.<br />
Mi sono risposta che dev’essere come nell’adozione: una <strong>mamma</strong> e un <strong>papà</strong> che adottano un bambino diventano i suoi genitori a tutti gli effetti, anche se non hanno alcun legame di sangue con lui.<br />
Così chi diventa zio, anche se acquisito, si arricchisce di una nuova dimensione dell’affettività della quale non si libererà più, quali che siano le vicende esistenziali di ciascuno.</p>
<p>Però mi rendo conto che, da una zia che scrive per mestiere, la piccola Cinzia può aspettarsi di più delle coccole e dei bacetti. Magari delle fiabe scritte solo per lei. Ma intanto, finché è così piccina mi piace dedicarle <strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/">su questo blog </a></strong>una poesia:</p>
<p><strong>Cinzia a sette mesi</strong></p>
<p>Splendida mordicchiosa,<br />
golosa di bacetti.<br />
Tu con sovrana indifferenza,<br />
come lei stessa faceva,<br />
indossi dell’amata<br />
di Properzio poeta<br />
il nome esotico e sensuale.</p>
<p>Coccola miagolosa<br />
dagli occhi d’oriente,<br />
mi guardi e mi sorridi<br />
e intanto pensi<br />
“femmina mosaicata<br />
con tessere di mamma,<br />
imitazione pessima<br />
di ciò che di meglio<br />
finora mi offre il mondo”</p>
<p><strong><a href="http://www.mammenellarete.it/UserDetails.aspx?id_user=0c177351-f8cf-4b42-9ce0-088928b379b9">Simona Castiglione</a><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://storiesenzafine.wordpress.com/">Storie senza fine </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/category/racconti-mamme/storie-senza-fine-racconti-mamme/">Leggi la storia di Mamma Simona. Com&#8217;è cominciata? </a></strong></p>
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		<title>Mamma Simona: chi è papà Germano?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammenellarete</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mamma Simona continua con il raccontarci la storia della sua baby sitter.
Ma chi è papà Germano?
I bambini sciamavano nel cortile, dopo la scuola, urlando “tuo padre è un deficiente”.
Adele, di ritorno dal lavoro, si forzava di ignorarli mentre cercava le chiavi per aprire il portone di casa.
Intanto, Mariella invecchiava non bene né serenamente. Aveva tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.mammenellarete.it/wp-content/uploads/2009/10/papa_germano_or.jpg"><img src="http://blog.mammenellarete.it/wp-content/uploads/2009/10/papa_germano_or-154x300.jpg" alt="papa_germano_or" title="papa_germano_or" width="154" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-7470" /></a><strong><a href="http://www.mammenellarete.it/UserDetails.aspx?id_user=0c177351-f8cf-4b42-9ce0-088928b379b9">Mamma Simona</a></strong> continua con il raccontarci la storia della sua baby sitter.<br />
Ma chi è papà Germano?</p>
<p>I bambini sciamavano nel cortile, dopo la scuola, urlando “tuo padre è un deficiente”.<br />
Adele, di ritorno dal lavoro, si forzava di ignorarli mentre cercava le chiavi per aprire il portone di casa.<br />
Intanto, <strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/slider/mamma-simona-racconta-la-storia-di-mamma-mariella/">Mariella invecchiava non bene né serenamente</a></strong>. Aveva tanti problemi di salute e alla fine, per un’operazione sbagliata, perse la vista da un occhio mentre già dall’altro non vedeva quasi niente.<br />
Accentuò il suo carattere da segno di fuoco e divenne nervosa e intrattabile, se la prendeva con tutti per un nonnulla, ma il suo obiettivo preferito era il marito. A volte scoppiava a piangere disperata perché si sentiva vecchia e finita, poi all’improvviso, come per uno scatto da bestia, si metteva a urlare contro<strong> Germano</strong>: “brutto demente, non mi servi a niente, non sai neanche buttare via la spazzatura, ma perché non te ne vai di casa una volta per tutte?”. Germano non se la prendeva, abbracciava Adele e Annina e diceva loro “vostra madre è una brava donna, è solo tanto sfortunata”. </p>
<p><strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/slider/mamma-simona-l-infanzia-di-adele/">Adele si stupiva sempre del buon carattere di suo padre</a></strong>: voleva bene a tutti, non si arrabbiava mai, non serbava rancori. Forse per questo non si era mai ammalato seriamente e, tante volte nella vita, era sfuggito a una morte certa. </p>
<p>I genitori di <strong>Germano</strong>, che di questo strano primogenito si vergognavano non poco, lo spinsero, sin da giovanissimo, a imboccare un’improbabile carriera militare. Andò a combattere durante la seconda guerra mondiale e come non fosse morto lo sa solo iddio. Finita la guerra, il padre lo mandò nella legione straniera, e anche da lì Germano tornò, dopo due anni, forse dimagrito e stanco, ma vivo e vispo come un grillo.</p>
<p>Alla fine della sua vita da soldato riuscì a sistemarsi alla Croce Rossa, grazie alle conoscenze paterne. Non era un vero e proprio impiegato, che non si poteva impiegarlo in niente e non aveva stipendio, ma stava lì a mangiare e a dormire ed era comunque ben disposto e sorridente verso tutti. Fu in quel periodo che conobbe <strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/slider/mamma-simona-racconta-la-storia-di-mamma-mariella/">Mariella</a></strong>, se ne innamorò perdutamente, nonostante lei avesse già una figlia, e fu felice come non mai quando lei accettò di sposarlo. </p>
<p>Galante ed elegante, faceva la sua bella figura quando andava a trovarla a casa dei suoi datori di lavoro. Mariella sapeva di non poterlo amare, ma non si trovava nelle condizioni di rifiutare un qualsiasi pretendente, soprattutto se rampollo di una<strong> famiglia</strong> con qualche grado di nobiltà. Famiglia che, appena il primogenito prese <strong>moglie</strong>, scomparve volentieri e per sempre dalle scene della sua vita.<br />
Così <strong>Germano</strong> mise da parte la divisa e si adattò a fare lo spazzino, per mantenere moglie e figlie dignitosamente. Questo finché lo stato non gli riconobbe ciò che era evidente a tutti da sempre: il suo ritardo mentale, e gli concesse la pensione d’invalido civile.</p>
<p><strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/slider/mamma-simona-l-infanzia-di-adele/">Adele</a></strong> non ha nessuna vergogna di quel papà ritardato, che è morto col sorriso sulla faccia, mentre lei gli teneva la mano, pochi anni dopo la morte della moglie. Anzi ne parla volentieri quando le chiedono dei suoi genitori. Una sera è andata al cinema con la sorella Anna che nel frattempo si è sposata e divorziata e risposata ancora: hanno visto <strong>Forrest Gump </strong>e hanno pianto tutte e due come bambine.</p>
<p>Adele è orgogliosa di papà Germano, lo porta sempre con sé nel cuore, ed è convinta che lui veda ancora ciò che le succede, attraverso di lei coi suoi occhi magici.</p>
<p><strong><a href="http://www.mammenellarete.it/UserDetails.aspx?id_user=0c177351-f8cf-4b42-9ce0-088928b379b9">Simona Castiglione</a><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://storiesenzafine.wordpress.com/" target="blank">Storie senza fine</a><br />
<strong><a href="http://blog.mammenellarete.it/category/racconti-mamme/storie-senza-fine-racconti-mamme/"></strong><br />
Ecco le puntate precedenti della storia di Mamma Simona! </a><br />
</strong></p>
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