Aspettando un figlio: le paure
gennaio 16, 2009 by mammenellarete
Filed under Gravidanza, Parto

Avere paura di avere un figlio è molto comune.
Sia per la donna che fa questa esperienza per la prima volta,
sia per chi è al secondo, terzo figlio.
Il timore per questo avvenimento è
pienamente giustificato.
Il parto, ad esempio, può avere rischi e complicazioni oggettive, ma sempre più risolvibili e controllabili.
La paura del parto viene detta “tocofobia“.
Ma ci sono diversi motivi per cui una donna in gravidanza ha paura.
-La più comune è la paura del dolore.
Per cultura associamo la nascita di un figlio al dolore.
Può perfino capitare che donne che, volontariamente o meno, non hanno un parto naturale, provino un senso di colpa per non aver “vissuto” a pieno un’esperienza così forte come la nascita del proprio figlio.
-Se è alla prima gravidanza può avere paura di cosa l’aspetta
-Potrebbe temere un aborto spontaneo,
soprattutto nella prima parte della gravidanza, quando non è possibile “sentirlo”, in questo caso è utile fare un’ecografia, per avere una rassicurazione, una “prova”.
-Potrebbe avere paura che il bambino non sia sano ed è quindi utile fare dei controlli, seguire i consigli del proprio medico ginecologo
-Paura di “fare del male al bambino” attraverso i rapporti sessuali
E’ una paura comune alle mamme e ai papà, ma è un falso mito, a meno che non lo suggerisca il ginecologo (ma avviene solo in alcuni casi, ad esempio se il bambino è prematuro o se ci sono minacce d’aborto)
-Paura di non riuscire a partorire, di non averne le capacità (può dipendere dalla propria autostima)
-Qualcuna potrebbe temere di separarsi dal bambino, non essendo più nella sua pancia
E’ più raro ma in genere si risolve condividendo esperienze intime, come l’allattamento.
-Se è al secondo figlio
potrebbe avere un ricordo negativo del primo parto che adesso si ripresenta
-Potrebbe avere paura di ricominciare a vivere con le abitudini di un neonato, adesso che il suo bimbo è ormai cresciuto.
E’ importante però che la paura non superi una certa soglia.
La paura è irrazionale, è un’emozione, quindi di difficile controllo. Ma è importante riconoscerla per poterla affrontare.
La chiave per vincere la paura è informarsi.
Conoscere l’oggetto di una paura aiuta a controllarla.
Non bisogna confondere la conoscenza con l’ossessione.
Non conviene ascoltare i racconti di tutte le amiche.
Spesso è controproducente, soprattutto se i racconti sono di brutte esperienze di gravidanza.
Ogni donna è unica e ognuna ha la propria esperienza e il proprio livello di sopportazione e definizione del dolore.
Ecco alcuni consigli:
-scegliere un bravo e fidato ginecologo, che guiderà la mamma in tutto il cammino della gravidanza. Seguire i suoi consigli, fare i controlli che prescrive.
-scrivere un diario sulla propria esperienza di gravidanza. Col passare dei mesi ci si abitua più facilmente all’idea. Magari regalarsi un vestito pré-maman.
-iscriversi ad un corso di preparazione al parto. E’ utile sia alla donna che al partner, che così sarà più predisposto a starle accanto durante il parto. Si chiariscono molti dubbi, ci si confronta con le altre mamme, si imparano le tecniche di rilassamento e di respirazione, come il training autogeno.
-nei primi giorni dopo il parto (soprattutto se è la prima esperienza) riservarsi dei momenti di silenzio, per elaborare meglio l’esperienza, per capire, sentire davvero che adesso si è mamma.
Se il ginecologo vola via…
maggio 13, 2008 by mammenellarete
Filed under Redazione
E’ notizia di ieri: il il primario ginecologo dell’ospedale “Bernardo Nagar” di Pantelleria accusa i prodromi di un infarto e viene trasferito nell’ospedale di Trapani in elicottero. In elicottero con lui la gestante prossima al travaglio: con una ginecologa sola rimasta a Pantelleria, il reparto maternità non è in grado di garantire l’adeguata assistenza in caso di parto da sala operatoria. Per sicurezza altre due donne vengono trasferite. In pratica non è possibile partorire a Pantelleria.
Il sindaco denuncia l’impossibilità di garantire i diritti minimi ai pazienti.
Ora: per i primi di giugno nasceranno molti bambini; se il nuovo governo regionale non dà risposte immediate per potenziare il personale ospedaliero, avremo molti bambini volanti?
La Repubblica delle Mamme
-1
aprile 11, 2008 by mammenellarete
Filed under La Brava Mamma, Papà nella rete, Racconto, Redazione
Quando le contrazioni si susseguono ogni tre, massimo cinque minuti e durano circa un minuto l’una, è tempo di andare. Ti attendono una visita ostetrica, la tricotomia32, talora il clistere, il tracciato cardio-tocografico23. Ti sembrerà di essere protagonista di una puntata di “ER Medici in prima linea”, eppure è solo tuo figlio che sta nascendo. Tra pochi giorni dimenticherai l’amniorexi, che farà paura per l’uncino ma che in fondo non ti farà male, l’eventuale presenza nel liquido del meconio o liquido a purea di piselli del tuo bambino, piccino, che chiede ormai di uscire. Alla flebo di ossitocina i tuoi medici preferiranno gli ovuli di prostaglandine, ma a quel punto già non farà differenza cosa ti daranno. Sarai già concentrata a respirare, e pensare al bambino e non al tuo dolore, a tenere le forze per l’ultima spinta, mentre l’ostetrica e il ginecolo, attraverso le visite e l’osservazione del cardiotocografo, si preoccuperanno di controllare che il travaglio proceda regolarmente e che il bambino stia bene.
Lui sarà con te o forse sarà al lavoro, non importa. Sai che massimo tra un giorno, lo vedrai.
Se ti sei riconosciuta in questo conto alla rovescia, sei vuoi guardare le storie di mamme come te, con un parto in cui la vita ha trionfato dopo ore di preoccupazione, o con una reazione da classica prima volta, con la sorpresa di una doppia maternità, domani sera non prendere impegni… E se il tuo lui si trasformasse in un mammo ?
- 2
aprile 10, 2008 by mammenellarete
Filed under Racconto, Redazione
Ormai ogni ora scocca più vicina all’inizio del travaglio. Si verifica l’espulsione del tappo mucoso: serviva a proteggere il feto dai batteri e dagli agenti esterni, ora che fuoriesce naturalmente è segno che non serve più.
Forse è il caso di ricoverarsi, una telefonata la ginecolo per sincerarsi non è male…si dice che lo si debba fare quando le contrazioni si susseguono ogni tre, massimo cinque minuti e quando durano circa un minuto, ma forse per oggi è solo il caso di respirare un altro po’…inzia il conto alla rovescia delle ore…per poterlo finalmente guardare…




Commenti recenti