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Parto cesareo, un test per capire se serve

settembre 2, 2010 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

hospital_apIn coda alle numerose polemiche di queste settimane sulle risse scoppiate in sala parto durante un cesareo, veniamo a conoscenza dell’esistenza di un test in grado di stabilire per tempo la necessità o meno di un taglio cesareo.
La news segnalata dalla BBC illustra la tecnica usata da una società privata svedese chiamata Obstecare. Obstecare nasce a seguito di una ricerca condotta presso l’Università di Liverpool in collaborazione con il  Liverpool Women’s Hospital. Il fulcro della tesi è l’acido lattico. Che cosa significa?  Read more

Ernia diaframmatica: una mamma racconta – Seconda parte

Come annunciatovi, ecco la storia del piccolo Federico raccontataci in prima persona dalla mamma:

ernia2_federico_apIl 14 gennaio 2008 è una delle date che rimarranno impresse nella nostra mente.
Alla ventiduesima settimana di una gravidanza gemellare che proseguiva senza grandi problemi, durante un’accuratissima ecografia morfologica la nostra ginecologa, con molta sensibilità, professionalità e chiarezza, ci riferisce che il nostro piccolo Federico ha una malformazione chiamata ernia diaframmatica.

Dall’ecografia si nota infatti che parte degli organi addominali è risalita in torace, comprimendo il polmone sinistro. La dottoressa ci spiega che la situazione è delicata ma che, se avesse superato, alla nascita, la fase critica iniziale, con un intervento chirurgico si sarebbe potuto “riparare” il diaframma non completamente formato e riportare gli organi al proprio posto e, se tutto fosse andato bene, Federico sarebbe stato un bambino sano.

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Alcune risposte ai dubbi del travaglio

agosto 25, 2009 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

Il travaglio è il momento più doloroso e preoccupante che una partoriente è costretta ad affrontare.
Ogni donna si pone mille domande: riuscirò a sopportare il dolore?
Cosa può succedermi di grave?
Potranno esserci delle complicazioni? Se si, quali?

L’unica soluzione per tranquillizzarsi è quella di <a href=”http://blog.mammenellarete.it/parto/il-corso-di-preparazione-al-parto/”>venire a conoscenza del maggior numero di informazioni possibili per sapere come comportarsi.
Ecco alcune risposte alle curiosità delle partorienti:

Quando bisogna correre in ospedale?

Il travaglio comincia e la mamma può anche non accorgersene per la bassa intensità delle doglie. Se si è primipare, è consigliabile raggiungere l’ospedale dal momento in cui le contrazioni si fanno sentire a distanza di cinque minuti l’una dall’altra e durano un minuto.

Se, invece, si è già alla seconda gravidanza è consigliabile andare il prima possibile in ospedale.
Quando si avvertono le prime contrazioni ed il travaglio comincia non è detto che tutto avvenga velocemente e che subito dopo qualche ora dall’arrivo in ospedale sia il momento giusto per il parto, il travaglio può durare anche molte ore in media anche 12-16 ore.

Stomaco ed intestino come si comportano? È necessario che siano vuoti?

Intestino

Un po’ di tempo prima del travaglio, di solito l’organismo sente il bisogno spontaneo di evacuare, se questo non succede, giunte in ospedale si ha la facoltà di scegliere se fare il clistere oppure no, di solito è consigliato per una maggiore igiene e per facilitare il momento del parto; nel senso che se l’intestino è libero non c’è pericolo che possano fuoriuscire escrementi durante le spinte.
Se ciò avviene, comunque non è un problema, sarà l’ostetrica a tenere tutto sotto controllo e cambiare, nel caso, il lenzuolino quando necessario. È una prassi normalissima che capita a tutte le donne.

Stomaco

Per quanto riguarda lo stomaco, è consigliabile non introdurre liquidi se la sete è eccessiva, al massimo è preferibile bagnare le labbra. La quantità di liquidi nello stomaco può indurre il vomito e mettere la partoriente in condizioni fastidiose durante il travaglio e il parto stesso.

Se si ha leggermente fame, è bene non mangiare grosse quantità per non appesantire lo stomaco, ma limitarsi solo ad introdurre qualcosa di veramente energetico, come cucchiaio di miele o fette biscottate che sono facilmente assimilabili dall’organismo e danno energia immediata, quella necessaria per compensare lo sforzo del travaglio e del parto.

Bisogna stare immobili durante il travaglio?

Ogni donna può assumere la posizione che vuole: carponi, sdraiata, accucciata, la posizione che meglio desidera per affrontare meglio il dolore. Dopo aver fatto controlli ed aver valutato che la testa del piccolo non tocchi completamente il collo dell’utero, o meglio non aderisca, può anche camminare e favorire, in tal modo, grazie alla gravità, la discesa del bambino nel canale del parto.

Cosa avviene durante il travaglio e cosa valutano i medici?

Al momento dell’arrivo in ospedale i medici effettueranno un primo controllo con un tracciato, per valutare il battito cardiaco del bambino e lo stato delle doglie e se tutto procede regolarmente. Ogni due ore circa si controllerà lo stato della dilatazione dell’utero ed ogni 15 minuti il battito cardiaco del piccolo.


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Il ricovero in ospedale prima del parto

luglio 20, 2009 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

Quando una donna sta per partorire, le ansie aumentano e le preoccupazioni sono molto più concentrate sul momento della nascita. Andrà tutto bene?
Il momento del ricovero è sempre un momento di transizione che la donna, la maggior parte delle volte, vive in modo confuso, soprattutto quando giunge in ospedale che le acque sono rotte e il piccolo sta per nascere.
Anche se l’ospedale non è completamente sconosciuto come luogo, visto che si è frequentato anche durante la gravidanza per controlli, visite, prelievi, prima del parto mette sempre un po’ di ansia.

Quali controlli vengono effettuati e come avviene il ricovero?

Innanzitutto, il consiglio fondamentale è quello di rimanere concentrate sulle azioni che si stanno compiendo e sulle risposte che il corpo sta dando: la rottura delle acque, il piccolo che si muove, le doglie (quando cominciano), le contrazioni.

Il partner è la figura fondamentale che vi accompagnerà in questo percorso verso la nascita perché è la persona a voi più vicina e sa come comportarsi con voi, in questi momenti, anche perchè sarà lui a sbrigare le questioni burocratiche e a sistemare tutta la roba che serve per l’ospedale.

Cosa succede una volta arrivate in ospedale?

Una delle prime persone che incontrerete sarà l’ostetrica che si accerterà delle vostre condizioni generali: se avete vuotato l’intestino, se le acque si sono rotte o avete avuto perdite ematiche, se son cominciate le contrazioni e di che intensità sono, accertandosi, inoltre, di quello che è accaduto nelle ultime ore per constatare la reazione del vostro corpo e come si sta evolvendo l’inizio della fase del travaglio.

La visita

Una volta messe comode in stanza con il camice d’ospedale, sarete sottoposte alla visita fisica in cui sarà valutata la posizione del feto, il suo battito, il livello della vostra pressione sanguigna e la frequenza del battito cardiaco (queste ultime due valutazioni stabiliranno anche il vostro grado d’ansia). Inoltre si riscontrerà, con un’esplorazione vaginale, il livello di dilatazione del collo dell’utero per stabilire anche di che entità sono le contrazioni.

Altre valutazioni riguardano la temperatura corporea, esame delle urine per verificare l’eventuale presenza di proteine e zuccheri. Se l’intestino non è stato completamente svuotato, sarà somministrato un clistere, per consentire questa operazione e far stare più libera e tranquilla la partoriente.

Tutto è pronto per la sala travaglio in cui sarete accompagnate per affrontare uno dei momenti più importanti della gravidanza che richiede la massima concentrazione sulla trasformazione che sta avvenendo. Le ore da passare in sala travaglio non possono essere stabilite, dipende dal grado di dilatazione del collo dell’utero e dall’intensità delle contrazioni che inducono, per l’appunto, la dilatazione.
Nel caso in cui queste dovessero essere poco intense e con una frequenza molto bassa e magari si necessita, per circostanze di emergenza, fare nascere il bambino, allora si potrà procedere con l’induzione del parto.

Come hai vissuto i momenti prima del parto? Raccontacelo sul forum!


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La scienza cosa dice del parto? – seconda parte

giugno 20, 2008 by mammenellarete  
Filed under Servizi

spagnuolo2Le CONTRAZIONI UTERINE sono contrazioni involontarie, peristaltiche, intermittenti ed infine dolorose delle fibre muscolari lisce uterine.
Esse sono indipendenti dalla volontà della donna, sono caratterizzate da una pausa che durante il travaglio diminuisce con il progredire del travaglio stesso:
la PAUSA costituisce un periodo di recupero fisiologico per le fibre miometrali e consente un’efficiente irrorazione dell’area placentare in cui, durante la contrazione, il flusso ematico si riduce o si arresta.
Il DOLORE in travaglio è dovuto allo stiramento delle strutture muscolo-fibrose del collo uterino e del SUI, alla compressione diretta delle terminazioni nervose intramiometriali, alla relativa ipossia delle fibrocellule muscolari ed anche alla stimolazione meccanica sul peritoneo.
Le contrazioni presentano un tono basale, un’intensità od ampiezza della contrazione ed una frequenza.
Si distinguono vari tipi di contrazione:
• CONTRAZIONI GRAVIDICHE: a bassa frequenza ed intensità, prive di coordinazione e non dolorose
• CONTRAZIONI DI BRAXTON-HICKS: che presentano una maggiore intensità e frequenza, possono essere più o meno coordinate e non sono propriamente dolorose
• CONTRAZIONI DEL TRAVAGLIO: si succedono con frequenza ed intensità crescenti, presentano una certa coordinazione e sono dolorose
• CONTRAZIONI DEL SECONDAMENTO: di notevole frequenza ed intensità ma non dolorose
• CONTRAZIONI DEL POST-PARTUM: molto intense e con frequenza decrescente, accompagnate da una notevole riduzione del volume uterino e non dolorose
• CONTRAZIONI DEL PUERPERIO: di frequenza ed intensità decrescenti, talvolta, dolorose (“morsi uterini”)
Con FORZE AUSILIARIE DEL PARTO si intendono le contrazioni volontarie della muscolatura della parete addominale e del diaframma che, a dilatazione completa del collo uterino e a membrane rotte, permettono la progressione del feto nel canale da parto insieme con la forza generata delle contrazioni uterine.

La scienza cosa dice del parto? – prima parte

giugno 13, 2008 by mammenellarete  
Filed under Servizi

spagnuoloTRAVAGLIO DI PARTO
E’ l’insieme di fenomeni dinamici e meccanici, il cui fine è quello di far fuoriuscire il feto ed i suoi annessi dalla cavità uterina materna.
Tre sono le variabili importanti:
1. contrazioni uterine
2. canale del parto (pelvi e parti molli)
3. feto
FENOMENI MATERNI O DINAMICI
AZIONE DELLA BORSA AMNIOCORIALE E ROTTURA DELLE MEMBRANE
Contemporaneamente all’appianamento del collo uterino si verifica la formazione della borsa amniocoriale, dal momento che le membrane, inestensibili, sotto l’azione delle contrazioni uterine che modificano il segmento inferiore, si distaccano dalla parete uterina.
Si forma, così, una borsa amniocoriale al davanti della parte presentata fetale che si sta impegnando, che sotto la contrazione e a dilatazione pressoché completa si rompe.
La rottura delle membrane può essere intempestiva se avviene prima della dilatazione del collo, tempestiva se avviene a dilatazione completa e tardiva quando la dilatazione è ormai completa.
D. DISTENSIONE DI VAGINA, PERINEO E VULVA
Sotto l’azione della contrazione la parte presentata fuoriesce dal collo uterino ed arriva mediante la vagina al pavimento pelvico con conseguente distensione dell’elevatore dell’ano e degli altri muscoli perineali.
Si verifica uno slaminamento e scivolamento dei vari piani muscolo-aponeurotici che formano un canale fibro-muscolarre attraverso il quale passa il feto. Da ultimo viene distesa la cute della vulva e del perineo.
FENOMENOLOGIA DEL PARTO
Il parto è il risultato di 3 serie di fenomeni distinguibili in:
1) MATERNI O DINAMICI: insieme di modificazioni che avvengono nel canale da parto a seguito delle contrazioni uterine e del passaggio del feto.
2) MATERNO-FETALI O MECCANICI: insieme di modificazioni dei rapporti tra feto e canale da parto.
3) FETALI O PLASTICI: insieme di modificazioni fetali a seguito del passaggio attraverso il canale da parto.
Il parto si suddivide cronologicamente e clinicamente in 4 periodi:
a) PRODOMICO: espansione del segmento uterino inferiore (SUI)
b) DILATANTE: appianamento e dilatazione del collo uterino
c) ESPULSIVO: passaggio attraverso il canale da parte e fuoriuscita del feto all’esterno
d) SECONDAMENTO: distacco ed espulsione della placenta ed annessi fetali

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Quando le contrazioni si susseguono ogni tre, massimo cinque minuti e durano circa un minuto l’una, è tempo di andare. Ti attendono una visita ostetrica, la tricotomia32, talora il clistere, il tracciato cardio-tocografico23. Ti sembrerà di essere protagonista di una puntata di “ER Medici in prima linea”, eppure è solo tuo figlio che sta nascendo. Tra pochi giorni dimenticherai l’amniorexi, che farà paura per l’uncino ma che in fondo non ti farà male, l’eventuale presenza nel liquido del meconio o liquido a purea di piselli del tuo bambino, piccino, che chiede ormai di uscire. Alla flebo di ossitocina i tuoi medici preferiranno gli ovuli di prostaglandine, ma a quel punto già non farà differenza cosa ti daranno. Sarai già concentrata a respirare, e pensare al bambino e non al tuo dolore, a tenere le forze per l’ultima spinta, mentre l’ostetrica e il ginecolo, attraverso le visite e l’osservazione del cardiotocografo, si preoccuperanno di controllare che il travaglio proceda regolarmente e che il bambino stia bene.
Lui sarà con te o forse sarà al lavoro, non importa. Sai che massimo tra un giorno, lo vedrai.

Se ti sei riconosciuta in questo conto alla rovescia, sei vuoi guardare le storie di mamme come te, con un parto in cui la vita ha trionfato dopo ore di preoccupazione, o con una reazione da classica prima volta, con la sorpresa di una doppia maternità, domani sera non prendere impegni… E se il tuo lui si trasformasse in un mammo ?

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aprile 10, 2008 by mammenellarete  
Filed under Racconto, Redazione

Ormai ogni ora scocca più vicina all’inizio del travaglio. Si verifica l’espulsione del tappo mucoso: serviva a proteggere il feto dai batteri e dagli agenti esterni, ora che fuoriesce naturalmente è segno che non serve più.
Forse è il caso di ricoverarsi, una telefonata la ginecolo per sincerarsi non è male…si dice che lo si debba fare quando le contrazioni si susseguono ogni tre, massimo cinque minuti e quando durano circa un minuto, ma forse per oggi è solo il caso di respirare un altro po’…inzia il conto alla rovescia delle ore…per poterlo finalmente guardare

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aprile 9, 2008 by mammenellarete  
Filed under Redazione

Le contrazioni do Braxton Hicks, iniziate giorni fa, sono abbastanza regolari adesso, una ogni mezz’ora circa, e il collo dell’utero dà segni di allargamento. A volte un fitto dolore avverte che i tempi sono maturi…La pancia è scesa.
Il peso crescente sulla vescica rende ancor più difficoltosi i movimenti eppure non c’è stata ancora espulsione del tappo mucoso.
Bisogna aspettare, respirare lentamente e non affrettarsi.
Ci siamo quasi, ma non è ancora il momento di correre in ospedale.
Una notte ancora…respirando…in ascolto del corpo e di quel cuore non tuo che batte dentro la pancia…

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