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Le prime scarpine, come sceglierle

agosto 17, 2010 by mammenellarete  
Filed under Bambino, Shopping, Slider

shoes_apAlla nascita del vostro bebé avrete già ricevuto una decina di paia di scarpine diverse, dalle ciabattine con elastico agli scarponcini da montagna a misura di neonato.

Scopriamo insieme se queste calzature modaiole possano davvero giovare al nostro bimbo.

Durante i primi mesi di vita il piede del bimbo si comporta come un organo di senso, permettendogli di esplorare l’ambiente intorno a lui e di ricevere informazioni sensoriali fondamentali per lo sviluppo dell’attività motoria. Read more

Web sicuro per i bambini: il decalogo del Moige

marzo 21, 2010 by mammenellarete  
Filed under Bambino, Primo piano, Servizi, Slider

pc_apDa una recente indagine condotta dal Moige - Movimento Italiano Genitori – è risultato che il 55% dei genitori è molto preoccupato di vedere i figli navigare su Internet e secondo l’83% dei genitori (più di 8 genitori su 10) i principali rischi a cui sono esposti i ragazzi durante la navigazione sono legati alla possibilità che i propri figli possano imbattersi in siti con contenuti inadatti, mentre per il 55% ( più di 5 genitori su 10) dei rispondenti i pericoli maggiori sono legati alla possibilità di poter essere contattati da malintenzionati o pedofili.

Per rispondere a queste inquietudini il Moige si è attivato da tempo sul fronte della sicurezza in Rete dei minori, come ad esempio attraverso la campagna “Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web”. L’ultima iniziativa a tema, che abbiamo rintracciato sul sito Vita da Gemella, è stata la divulgazione di questo decalogo, contenente utili consigli rivolti ai genitori per proteggere i propri figli dai pericoli della Rete:

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Il papà assisterà al parto?

dicembre 12, 2009 by mammenellarete  
Filed under Parto, Slider

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Che ormai il sesso forte sia rappresentato dalle donne, questo è risaputo.
Tra donne e uomini c’è un’enorme differenza di comportamenti, di opinioni e soprattutto di gestione degli eventi, in particolare quando questi sono davvero forti dal punto di vista emotivo.

Le donne in gravidanza spesso vengono accompagnata dai loro partner per le varie visite di routine, e fino a qui ci siamo: il papà del futuro bambino si rende disponibile perché una semplice ecografia è anche simpatica ed emozionante da vedere.
Quando si avvicinano i giorni del parto e la donna comincia a chiedere: ma tu assisterai alla nascita del nostro bambino?

L’uomo impallidisce, comincia a tergiversare,comincia a pronunciare quei sostenuti “ehm” molto riflessivi e sibila a bassa voce “si”, ma solo per non deludere la mamma del suo bambino e mostrare di essere lui il sesso forte.
Gli uomini sono molto sensibili di fronte a questo argomento e la maggiore credenza diffusa è quella della loro impressione davanti ad una donna che partorisce, che soffre tantissimo fisicamente. Solitamente il padre rimane fuori, nervoso ed attende percorrendo avanti e dietro la corsia dell’ospedale.
Ultimamente, però, i padri stanno armandosi di buon coraggio e cercano di affrontare questo momento anche se spesso nelle notti successive avranno incubi e soffriranno di sintomi da stress post- traumatico.

Molti corsi pre-parto sono organizzati con la presenza del partner, in effetti anche lui ha bisogna di seguire un percorso per addentrarsi, in modo determinato e senza timore, in questo evento a volte troppo cruento, almeno per un uomo!

L’impressione alla vista del sangue, il veder soffrire la propria donna senza poter fare nulla e l’inconsapevolezza di un maschio che non ha mai provato determinati disturbi e determinate sensazioni fisiche, sono tutti elementi che lasciano tentennare il papà del bambino nella scelta di assistere o meno al parto.
Come succede nella maggior parte dei casi, a perdere le forze non è la mamma, ma il papà che sviene per la forte emozione.
Un uomo, quindi, deve davvero ponderare bene questa scelta ed in base ai suoi aspetti caratteriali, decidere la soluzione migliore. Nemmeno una donna dovrebbe obbligare il partner ad assistere: se questo è molto sensibile, potrebbe trasmetterle ansia e creare scompiglio mentale e meno concentrazione durante il parto stesso.

In un uomo che ha assistito al parto della sua donna guardando tutto minuziosamente, può verificarsi un successivo calo del desiderio derivante proprio dallo stress traumatico subito.

I consigli.

Se davvero ci si sente dei papà forti, prevenire è meglio che curare! Guardare video di parti, in modo progressivo arrivando pian piano a dettagli maggiori, può aiutare tantissimo ad arrivare preparati a questo grande evento. Inoltre, se non si vuole assistere alla scena in modo diretto, ci si può sempre mettere alle spalle della donna, facendo sentire la propria presenza senza guardare e stringendo i denti e gli occhi, immaginando il proprio bambino tra le braccia.

Assistere al parto avvicina ancora di più l’uomo alla donna ed è un modo per comprenderla meglio nei momenti di sconforto.

Il tuo partner ha assistito al tuo parto? Raccontalo alle altre mamme sul nostro forum “E’ nato”!

Il rigurgito del neonato

novembre 30, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, neonato

Uno dei tipici avvenimenti che coinvolge il ciclo di nutrizione del bambino è il classico rigurgito che consiste nella risalita di contenuto dallo stomaco verso l’esofago accompagnato dall’emissione di saliva e cibo dalla bocca. Si differenzia dal vomito perché non ha conati. Read more

I bambini e gli animali

novembre 27, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, curiosità bambino

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Negli ultimi periodi, stiamo sempre più ascoltando notizie di bambini azzannati da cani, non ultimo il caso del piccolo siciliano, Giovanni attaccato alla testa ed ucciso da cinque cani .

Casi oscuri che a volte rimangono irrisolti perché non si sa a chi attribuire la responsabilità dell’evento: al padrone del cane? Al comune della città che non adotta le dovute misure di sicurezza?

Molte famiglie hanno animali in casa, come ad esempio cani e gatti e dopo queste notizie sconcertanti il timore che anche un animale conosciuto, di famiglia, che ha rapporti amichevoli con il bambino, possa far del male se accadono eventi imprevisti.

Come comportarsi in questi casi?

Innanzitutto bisogna porsi in atteggiamenti amichevoli nei confronti dell’animale di modo che anche lui non si ponga in posizione di aggressione.
Se il cane annusa il piccolo, non bisogna allarmarsi, sta solo cercando di conoscerlo e di prendere confidenza. È il modo di fare degli animali. Ovviamente per non essere aggrediti non si deve arrecare disturbo soprattutto quando mangia, dorme, oppure se è con i suoi cuccioli.
In quest’ultimo caso, infatti, reagirà al vostro avvicinamento con aggressività perché vorrà proteggere ciò che è suo.
Se vengono a verificarsi casi in cui il cane rincorre il bambino, far stare tranquillo il piccolo con le mani ferme lungo i fianchi e non farlo scappare via: l’animale potrebbe spaventarsi e cercare di difendersi aggredendo.
Se si ha un cane o un qualsiasi altro tipo di animale in casa, come un gatto, una delle regole fondamentali per la protezione del piccolo, è l’igiene dell’animale stesso.
È consigliabile tenerlo sempre in un ambiente igienizzato di modo che anche se per casi fortuiti azzanni il bambino, non possa creargli infezione, nemmeno nel caso di un lieve graffio.
Quando si tratta di animali altrui, e ad esempio ci si trova in un parco ed il bambino vuole accarezzare un cagnolino, chiedere il permesso al padrone.

Mettendo un attimo da parte tutte queste tristi notizie, avere un animale in casa è comunque positivo perché favorisce lo sviluppo emotivo del piccolo: il cane o il gatto divengono la figura in cui il bambino si proietta perché riversa le sue ansie, il suo affetto e le sue sensazioni più intime.
Il bambino manifesta le sue sensazioni, le sue emozioni perché si prende cura dell’animale. Il rapporto che si instaura con il cane, ad esempio, serve a far capire meglio al piccolo tutte le fasi dell’accoppiamento, della nascita, la morte e d ogni fase fisica che riguarda lo sviluppo dell’uomo.

Quando ad esempio nasce un fratellino, il più grande, può sentirsi solo e messo da parte. Un animale in casa riuscirebbe ad aiutarlo ad affrontare l’apparente mancanza di attenzioni dei genitori, perchè tramite le coccole ed il gioco riesce ad esprimere le sensazioni che questo evento ha troncato.

In effetti si sta sempre più diffondendo la Pet Therapy: curare i bambini affetti da alcuni disturbi fisici e mentali con gli animali. Cani, gatti, cavalli, delfini vengono utilizzati, in questa pratica, proprio per riabilitazione sia fisica che mentale del piccolo.

Avete animali in casa? Come vi comportate con i vostri pargoli? Raccontatelo alle altre mamme sul forum!

Il libro per il mio bambino: il G.G.G.

novembre 26, 2009 by mammenellarete  
Filed under Libri, Slider

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Il vantaggio di essere bambini è proprio quello di poter sognare senza essere presi per pazzi, di esprimere desideri più strani, come quello di cogliere dei fiorellini di campo danzando in aria per raggiungere la luna e portarli a tutte le stelle!

La fantasia dei bambini scaturisce anche dall’immaginazione di quello che loro ancora non conoscono: pensano che la morte possa essere un gigante che viene all’improvviso per strapparli a questo pianeta e portalo via per sempre da mamma e papà.

Anche Sofia è una bambina, purtroppo orfana, che un bel giorno viene presa dal suo letto e portata via, senza meta, da un gigante.
Comincia così la storia di una delle bambine più famose che ha rallegrato ed accompagnato migliaia di pargoli alle prime armi con la loro lettura. Bambini di tutte le età e di tutte le nazionalità che son cresciuti con l’idea che l’immaginazione fa fare sogni oltre la realtà.

Stiamo parlando di “Il G.G.G.” di Roald Dahl, un libro avventuroso, ricco di luoghi strani e personaggi famosi, come la regina d’Inghilterra e pieno di suspance, quella che stupisce i piccini, quella di cui han perso gusto gli adulti…

È notte e Sofia è nel suo lettino quando inaspettatamente viene sorpresa nel sonno da un essere che le stringe la mano: il gigante la porta via con sé in una grotta.
Cosa vorrà farle?

Ecco scatenarsi le immaginazioni più fantasiose: vorrà cucinarla e mangiarla? Sofia sarà magari fritta, oppure cotta sulla brace, oppure sarà il condimento più saporito per una pozione magica?

Nulla di tutto ciò!
Il gigante è buono e il suo lavoro è quello di soffiare sogni ai bambini.
E poi, questo strano umano che è penetrato di soppiatto nell’Ora delle Ombre, per rapire Sofia, è vegetariano e mangia solo centrionzoli, a differenza dei suoi colleghi, come L’Inghiotticicciaviva o il Ciuccia-budella che ogni notte si dimenano alla ricerca di carne da poter mangiare; si ingozzano di popolli: umani!

Perché il Gigante ha rapito proprio Sofia?
Cosa c’entra il suo lavoro di soffiare sogni ai bambini con la condizione di orfanella della piccola?

Roald Dahn porta i piccoli in un viaggio avventuroso verso la scoperta di situazioni strane ed intriganti che stimoleranno la loro curiosità e la loro voglia di conoscere fino in fondo il Grande Gigante Gentile, uno di quei pochi esseri buoni rimasti sulla terra…


Qual è il libro che ti ha affascinato di più da bambina? Raccontalo alle altre mamme sul nostro forum!

Il linguaggio dei bambini

novembre 26, 2009 by mammenellarete  
Filed under Bambino, Slider

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L’acquisizione del linguaggio dei bambini è un evento progressivo che avviene per tappe.
Come ci spiega la nostra esperta, la dott.ssa Schiavi, ogni bambino ha i suoi tempi e le sue esigenze e non ci si deve del tutto preoccupare se il piccolo, anche se grandicello, non parla bene oppure non parla affatto: potrebbe esplodere all’improvviso e parlare anche in modo perfetto.

Dipende da molte situazioni e, a volte, un ritardo può semplicemente dipendere da un aspetto di pigrizia caratteriale.

I consigli per aiutarlo nella maturazione del linguaggio:

- Quando ci sono dei dubbi, è bene valutare il comportamento del bambino e verificare se è in grado di capire quello che sta ascoltando quando ci si rivolge a lui, cioè se mostra un certo tipo di atteggiamento riconducibile alla comprensione. L’attenzione mostrata dal genitore può far si che la mamma e il papà stessi siano in grado di analizzare da soli se le capacità di comprensione del piccolo sono in fase di sviluppo.;

- Parlargli molto spesso con frasi abbastanza semplici cercando di associare le parole agli oggetti, indicandoli e mostrando al bambino il loro nome, in modo che il piccolo continui ad immagazzinare anche se non ancora in grado di emettere parole ma solo piccoli suoni;

- Parlare con lui, giocare insieme, magari sfogliando anche dei libri indicando immagini, associandole alle parole: i piccoli hanno una capacità di acquisizione del linguaggio abbastanza veloce;

- Farsi indicare da lui gli oggetti appena definiti con le parole per valutare se la comprensione e l’acquisizione delle parole stesse sia avvenuta;

- Se il bambino cambia le parole bisognerebbe correggerlo, ma non farlo in continuazione perché potrebbe essere frustrante, a lungo andare;

- I genitori parlano, poi, con un linguaggio simile a quello del bambino, definito nel gergo “bambinese”>. La mamma ed il papà lo fanno per una questione di affetto, ma non bisogna mai dimenticare di parlare anche in modo corretto, altrimenti il piccolo potrebbe prendere per data quella versione di “parlato” e pensare che sia sempre quella giusta (anche se oggettivamente sbagliata);

- Se a lungo andare, magari anche intorno ai 36 mesi, il piccolo non ha raggiunto ancora lo sviluppo del linguaggio, è bene consultare il pediatra per valutare la sua situazione. I genitori possono perfettamente capire se c’è qualche problema, anche prima del raggiungimento dell’età definita. Dai suoi semplici atteggiamenti, non è difficile accorgersi se il piccolo riesce a comprendere o ad ascoltare: si possono analizzare le capacità di apprendimento, di osservazione, tutti quegli aspetti che compongono la sfera cognitiva del bambino.

I consigli della nostra esperta, la dott.ssa Schiavi sono molto utili a dare una risposta ai tanti dubbi che un genitore si pone a riguardo.

Com’è stata l’acquisizione del linguaggio per il tuo bambino? Raccontalo sul nostro forum!

Guarda il video della nostra esperta!

I primi momenti di vita del bambino

novembre 25, 2009 by mammenellarete  
Filed under Bambino, Slider

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I primi momenti del bambino sono quelli più singolari, rappresentano quella particolare novità che una mamma non vede l’ora di poter assaporare. Ma sveliamo tutte le verità e le più profonde curiosità sugli attimi più emozionanti della vita di un bambino.

Il primo pianto.

Il primo pianto e grido del bambino viene sempre paragonato al suo primo respiro. Il cambiamento dal pancione della mamma all’esterno è un evento abbastanza “traumatico”per il neonato:
- la temperatura esterna può essere anche di quindici gradi inferiore rispetto alla temperatura del liquido amniotico;
- ora sente il suo peso (prima galleggiava nel liquido amniotico, era leggero), i suoni, vede la luce.

Durante la gravidanza, per respirare utilizza la placenta: tramite essa elimina l’anidride carbonica. Alla nascita, invece, diventa autonomo e per la prima volta respira con i suoi organi ed il flusso di sangue, adesso, è maggiore rispetto a prima quando, nei suoi polmoni, era presente liquido.

Il bambino piange perché?
Tutti questi improvvisi avvenimenti, come lo sbalzo termico, gli stimoli tattili dovuti al suo passaggio nel canale del parto, diminuzione di ossigeno nel sangue, innescano il suo primo pianto ed i suoi primi gesti respiratori. Succede che i suoi polmoni si espandono improvvisamente, si dilatano ed aumenta il flusso di sangue. Il liquido polmonare comincia a lasciare i polmoni del piccolo già a partire dalla fase del travaglio.

Il calo del peso.

Nei primi giorni di vita, il bambino è soggetto al cosiddetto calo fisiologico che si attribuisce ad un eccesso di liquidi che il neonato perde con la sudorazione ed emissione di urine e meconio (le prime feci del neonato); inoltre, vi è anche la perdita di acqua attraverso la pelle e l’albero respiratorio, per evaporazione.
La perdita d’acqua è influenzata dall’età gestazionale del neonato, dalla temperatura corporea che determina la sudorazione e anche dalla temperatura ambientale. Essendo l’attività motoria, molto più attiva rispetto al periodo fetale, il piccolo ha un consumo energico più elevato e molte volte non è compensata con l’introduzione alimentare.
Quando la perdita non è elevata può manifestarsi temperatura febbrile (febbre transitoria neonatale) e disidratazione. Ciò può avvenire anche a causa di temperatura esterna, per ambienti troppo secchi o in bambini con pesi molto bassi. La temperatura si riesce a normalizzare anche somministrando liquidi per bocca (acqua e zucchero).

Le misure alla nascita.

L’età gestazionale di un neonato varia dalle 38 alle 42 settimane. In questi periodi medi, le misure di un neonato dovrebbero essere:
- peso: tra i 3,300 e i 3,400 kg (i maschietti pesano anche 100 – 150 gr di più delle femminucce);
- lunghezza: 50 cm;
- circonferenza cranica 34,5 – 35 cm (la testa appare grossa quanto il torace).

Ovviamente, queste misure variano in base alla statura dei genitori, a fattori geografici, a condizioni alimentari ed anche alla salute materna.

Come sono stati i primi momenti del tuo piccolo? Raccontalo sul nostro forum “il mio bambino”!

La paura del bambino: cosa succede dentro di lui?

novembre 24, 2009 by mammenellarete  
Filed under Slider, curiosità bambino

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Perché piange?
Quali emozioni prova?
Ha paura? E perché?

Durante i primi mesi di vita di per una mamma è facile tenere sotto controllo il suo piccolo: badare alle sue esigenze fisiologiche, come allattarlo, cambiare il pannolino e farlo dormire.
Con il passare del tempo comincia lo sviluppo del bambino e con esso subentrano altre curiosità e dubbi che la mamma, nella maggior parte dei casi, non riesce a gestire.

La paura è una delle sensazioni che scaturisce in primis in un neonato, già dai primi mesi di vita: il vero disagio provocato da questa percezione emozionale ha il suo culmine intorno ai sette mesi, come sostiene il pediatra americano Gesell, ma i primi sintomi si avvertono anche prima di questa età.

Intorno ai sette – otto mesi il bambino ha raggiunto una fase di sviluppo abbastanza avanzata che riesce a distinguere l’esistenza di un pericolo e anche ad escludere la sua presenza sul piano della logica.

Le cause principali che inducono il piccino a provare paura sono il buio e la solitudine che possono anche culminare nel terrore, perché sono la fonte di una sensazione innata che rifiuta, come il distacco e l’abbandono.
Riescono a spaventarlo anche fenomeni improvvisi come un rumore repentino mentre si trova in uno stato di calma, magari anche tra le braccia della mamma.

Alla base di questa reazione di timore e spavento c’è la paura dell’abbandono e della solitudine, ad esempio se il bambino è in braccio alla mamma che sposta un attimo la sua mano per prendere qualcosa o chiudere la porta, il bimbo piange perché si ritrova in quella sensazione cattiva e fastidiosa dell’abbandono: non è più sotto la diretta attenzione della mamma che lo sta trascurando.

Il bambino può anche piangere e provare angoscia e timore se vede piangere la sua mamma, ad esempio quando sul volto materno legge lo spavento derivante da improvvisi tuoni e lampi.

La paura assume sembianze diverse e porta a reazioni differenti in base allo sviluppo dell’immaginazione e della rielaborazione mentale. Quali sono i più comuni tipi di paura del bambino?

Paura del nemico

Quando diventa più grandicello, la paura si mostra per quelle cose che diventano per lui una minaccia, come un incendio, un allagamento, una guarda in divisa, un cane divoratore e la reazione istintiva è quella di debellare il nemico. Non reagisce con immobilità e pianto, ma si ingegna per poter scacciare questa forza maligna e lo fa con il gioco. Questa è una forma di rassicurazione.

Paura dell’ignoto

Quando comincia ad andare alla scuola materna, esce di casa e comincia a frequentare gente e quindi si ritrova in una situazione meno vincolante rispetto a quella delle mura di casa, il piccolo incontra la novità: situazioni, avvenimenti, fatti ed imprevisti che non ha mai incontrato in tutti questi anni e potrebbe mostrare qualche attimo di terrore nel percepirli la prima volta.

Paura delle punizioni

Questa è quella più diffusa e molti bambini si rivelano terrorizzati , pieni di sensi di colpa e rimorsi perché hanno il timore di deludere o far stare male i propri genitori. L’incubo del castigo per aver “offeso” o non obbedito ai genitori è lo spavento più diffuso.

Paura della castrazione

Di questo tipo di paura ne ha parlato anche Freud quando si riferiva al “complesso della castrazione”: il maschietto quando scopre la sua forma fisica e quella della femminuccia, riscontra le differenza e percepisce la mancanza del pene nella bambina, come qualcosa che c’era e che poi è stato eliminato. Il suo timore è quello di compiere un’azione sbagliata ed arrivare alla castrazione: immagina di poter essere punito con la perdita del suo “pirillino”!

Paura della morte

Il bambino percepisce il senso della morte quando arriva a circa tre o quattro anni, in occasione di qualche lutto in famiglia oppure quando vede un morto e vuol capire meglio quello che sta accadendo.
Ha paura perché vive la fase dell’abbandono e della solitudine: muoio e dovrò lasciare i miei amici, mamma e papà, i miei giochi i miei vestiti e dove vado?

Dopo questi dubbi comincia a porsi altre domande ancora più assillanti relative al momento: arriva presto? Quando? Tutti questi pensieri conducono il piccolo ad una situazione angosciante del tutto smisurata.

Come gestisci lo spavento e il terrore del tuo bambino? Raccontalo sul nostro forum!

La gravidanza: cosa si può e non si può fare

novembre 23, 2009 by mammenellarete  
Filed under Gravidanza, Slider

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Quando una donna scopre di essere incinta i dubbi l’assalgono: cosa posso fare e cosa mi è impedito di compiere? Quali cibi posso mangiare e quali sostanze è vietato assumere?
Ecco un vademecum per le future mamme che cercando risposte alle loro domande insistenti.

Tacchi e gravidanza

Le gambe e la schiena sono le parti del corpo più sottoposte a carico, in questo periodo. Il pancione aumenta insieme allo sforzo fisico e, sicuramente, i tacchi non favoriscono l’equilibrio corporeo e lo smistamento del peso della donna in maniera proporzionata.
È preferibile non utilizzare tacchi alti, ma nemmeno scarpe senza un minimo di rialzo. Si consiglia un tacco massimo di tre-quattro centimetri.

Le uscite con gli amici

Una donna incinta, molte volte, vive con il patema d’animo che la gravidanza possa essere una gabbia dalla quale uscire solo dopo nove mesi. Teme che le uscite con gli amici e per i locali diminuiranno a dismisura. Questo non è assolutamente vero! Basta fare la scelta giusta.

L’aperitivo

L’happy hour con gli amici è un momento rilassante che la futura mammina può vivere con molta tranquillità, basta evitare alcuni cibi e concedersene solo alcuni.
Ad esempio, è bene evitare stuzzichini ricchi di grassi e poco nutrienti come le patatine fritte, oppure quei peccati di gola, come affettati e carne cruda, soprattutto quando non si è immuni dalla toxoplasmosi.
Per questo motivo, andrebbero evitate anche le verdure cotte per prediligere quei cibi cotti come torte salate o tartine semplici.
Per le bevande meglio puntare sugli analcolici che non contengono coloranti, evitare gli alcolici, al massimo concedersi un mezzo bicchiere di vino o birra.

Le discoteche

La musica alta ed assordante sicuramente non è un toccasana per il piccolo e nemmeno quell’ambiente stretto e chiuso delle piste da ballo: si può essere facilmente soggette a strattoni , colpi sulla pancia anche involontari. Per quanto possibile meglio evitare queste situazioni e preferire locali con musica più rilassante che diano la possibilità di avere intorno spazio largo per respirare.

Farmaci comuni

Quando si contraggono malattie in gravidanza il consiglio migliore è quello di rivolgersi al medico perchè possa indicare la terapia farmacologica più adatta, quando possibile.
Quando, invece, a colpire la donna sono solo disturbi comuni come il classico mal di testa, l’istinto non è quello di prendere la famosissima aspirina o il nimesulide per alleviare il dolore.
Questo è un atto sbagliato ed un’operazione da non compiere, in effetti l’acido acetilsalicilico provoca effetti negativi sul feto. I farmaci non steroidei se assunti di frequente possono portare alla chiusura del dotto che conduce sangue al bambino, attraverso la madre.
Il paracetamolo ha sicuramente effetti meno “problematici” per la salute del piccolo.

Dal dentista

Le radiografia per i controlli odontoiatrici non sono dannose per il sol fatto che contengono una quantità bassa di raggi x che non nocciono alla salute del feto. Gli interventi, come otturazioni o devitalizzazioni o anestesia locale, si possono effettuare se non sono rimandabili dopo il parto.

Cintura di sicurezza in macchina

È possibile metterla?
Bisogna metterla! Non è vero che la cintura in gravidanza crea disagi al bebè nella pancia, anzi lo protegge perché protegge la madre. L’unica differenza sta nella posizione della cintura:

La maniera corretta per utilizzare la cintura è:

- Farla passare sotto la pancia e,quindi, sull’anca. Se viene posta sulla pancia (come si fa usualmente) può davvero provocare danni al bambino, in caso di bruschi impatti o frenate;

- Far passare la parte superiore diagonale della cintura fra i seni e dunque sopra l’addome;

- È consigliabile non viaggiare con la cintura troppo lenta perché, in caso di incidente, si potrebbe scivolare in basso e provocare il conseguente strappo verso l’alto, della parte di cintura che passa sotto l’addome.

Viaggiare in aereo

In genere, il viaggio in aereo non è rischioso in gravidanza, almeno fino al settimo-ottavo mese di gestazione. Quali sono i rischi cui si va incontro?
La bassa pressione atmosferica (quando i viaggi durano più di sei ore) può aumentare il rischio di trombosi venosa.

Si consiglia di:
- utilizzare calze elastiche contenitive, passeggiare (quando possibile) per mantenere viva la circolazione sanguigna;
- bere acqua per evitare la disidratazione;
- non assumere bibita gassate.


Posso usare le tinte per i capelli?

Le tinte in commercio che colorano il capello agiscono sul fusto e non sul bulbo e quindi non penetrano all’interno dell’organismo materno. Esistono poi alcune contenenti ammoniaca, ed è quella ad essere nociva se riesce a penetrare all’interno dell’organismo. Ma questo può avvenire in alcuni casi quando la tinta viene posta anche sul cuoio capelluto.
Ma questo non è relativo alle diffuse tinte in commercio.

Sesso in gravidanza

Se la gravidanza non è a rischio, fare del sesso non è rischioso ed è possibile anche farlo fino all’ultimo giorno prima del parto. Anzi, a volte alcuni ginecologi consigliano di farlo perchè le prostaglandine, contenute nel liquido seminale, favoriscono la dilatazione dell’utero.

Fumo in gravidanza

E’ inutile dirlo: il fumo va evitato nel modo più assoluto in gravidanza perchè rallenta il flusso di sangue che arriva la piccolo.

Quali sono i tuoi dubbi sulla gravidanza? Dillo sul nostro forum!

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