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Mobbing e maternità in Italia: quali numeri, quali tutele?

Mobbing e maternità

In Italia il problema del lavoro sta diventando sempre più centrale e drammatico, ancor più nel caso di donne o mamme lavoratrici. Abbiamo, infatti, sentito parlare molto di neo-mamme che hanno perso il lavoro subito dopo la gravidanza, spesso dopo mesi di mobbing e abusi non solo da parte dei dirigenti, ma purtroppo anche da parte dei colleghi.

Nel nostro paese, secondo i dati dell’Ispesl, risultano essere vittime di mobbing 21 milioni di occupati, con un’incidenza maggiore al Nord (65%) e fra le donne (52%). Sempre secondo l’Ispesl, il mobbing ha un costo molto elevato per il datore di lavoro, la produttività di un lavoratore cala infatti del 70% a causa della pressione psicologica subita.

 

Ma cos’è il mobbing>>

 

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Commenti

3 Commenti a “Mobbing e maternità in Italia: quali numeri, quali tutele?”
  1. stefania scrive:

    salve,
    io ho appena deciso lunedi di chiedere un’aspettativa di un anno in vista di un licenziamento, visto che da quando sono rientrata dalla maternità hanno fatto di tutto, i colleghi, per rendermi difficile la vita.
    Il primo giorno di lavoro il direttore mi ha detto che avrebbe fatto di tutto per mandarmi via perchè part time e con un bambino piccolo potevo stare a casa quanto mi pareva.la collega mi ha detto che se pensavo di fare un altro figlio potevo scordarmi di restare li, quando ho preso 3 giorni per la malattia della bambina al ritorno la collega mi ha trattato di m.. dicendo che per colpia mia aveva avuto un ammanco di 250,00 euro ecc. ecc.
    Non ce la fo più ora basta.
    Sono dei pezzi di merda, soprattutto gli stessi colleghi.
    Non mi dilungo a raccontare tutto ma sono stufa, se qualcuno mi può dare una dritta vi sarei grata.

  2. mammenellarete scrive:

    Grazie per averci raccontato la tua storia, purtroppo non è l’unica e ci piacerebbe tanto un giorno sentir raccontare di qualcuno che appoggia le persone come te, di colleghi e uomini che si ribellano a cose del genere…speriamo di poterlo vedere!

  3. Giorgia scrive:

    Io ho avuto tre gemelli e purtoppo ho avuto un distacco di placenta a 5 settimane che mi ha costretto a stare a letto fino al 5 mesedi gravidanza e di conseguenza gravidanza a rischio da tale data. HO poi fatto maternità fino al 8° mese di vita dei mie piccoli. Al rientro , nonstante mi sia fatta costantemente sentire e richiesto di lavorare da casa, trovo 4 persone a fare il mio lavoro, due delle quali nuove assunte (non in sostituzione maternità ma assunte!). Cancellata in organigramma e con la proposta di finire a fare documenti ni un ufficio in fondo al magazzino. Visto che mi sono rifiutata mi hanno lasciato per ben un mese a fare nulla, seduta sulla mia scrivania e alle mie proteste il nuovo capoufficio, che si è preso la mia carica in mia assenza (per poter giustificare un lavoro visto che è stato assunto come controller), mi risponde di essere stato da me abbandonato e che quindi ha dovuto imparare da solo il lavoro e ora avendolo riorganizzato e imparato se lo tiene!!! Tutti gli altri colleghi sono stati convinti dal direttore di stabilimento che io non avrei più avuto tempo di fare il lavoro di prima e che quindi avrei dovuto accettare il nuovo lavoro proposto. Dopo settimane di proteste finalmente mi viene porposto di occuparmi di una nuova azienda acquisita dal gruppo. Accetto perchè ero stufa di non fare nulla tutto il giorno, ma essendo una nuova azienda ovviamente il lavoro è pochissimo e cmq nessuno dei capi si è premurato di aiutarmi o di ascoltarmi nelle varie problematiche lavorative. Un giorno il nuovo fantomatico direttore d’ufficio mi dice “non mi interessa niente se rivuoi il tuo vecchio lavoro e sappi che non sono d’accordo sul nuovo lavoro che ti è stato affidato. A me piace fare mobbing e farò così fino a che non ti licenzierai!”… Il direttore di stabilimento e i colleghi ovviamente non mi hanno creduto quando gliel’ho raccontato e così siamo arrivati ad oggi con un riassetto aziendale e il capoufficio ridimensionato e successivamente licenziato, l’ufficio acquisti cancellato e io licenziata e riassunta nella nuova azienda. Direi che nonstante abbia aspettato che il morto passasse sotto il ponte non sono per nulla soddisfatta. HO accettato questo tipo di trattamento solo per il fatto che ho una famiglia numerosa e una casa appena acquistata, quindi avevo bisogno di un lavoro sicuro. Se fossi stata sola avrei agito diversamente. Inoltre rivoltami a sindacati e consulenti del lavoro mi hanno tutti sconsigliato di intentare una causa per mobbing poichè molto difficile da dimostrare…. insomma ero felice del mio lavoro, in un ambiente che credevo ottimale e amicale, ho dato l’anima lavorando anche 14 ore la giorno prima della gravidanza e al mio rientro invece mi sono vista trattare come in tutte quelle storie che leggevo e alle quali non credevo molto.

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