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Manovra, crisi e mamme lavoratrici. Cosa chiederesti al Premier Monti?

Crisi e maternità

Il Natale di quest’anno è stato indubbiamente uno fra i più austeri e difficili degli ultimi tempi sia a causa della crisi economica, sia per i dati e le previsioni sul futuro del nostro paese, diffusi in questi giorni, e non affatto positivi.

In questo periodo, che dovrebbe essere di festa, molte famiglie hanno dovuto stringere la cinghia e risparmiare sui regali per i bambini e sui festeggiamenti per l’anno nuovo. Abbiamo visto in Tv le lavoratrici della OMSA, licenziate dopo due anni di lotte, con un telegramma inviato la sera prima di capodanno; abbiamo sentito di padri di famiglia che protestavano per non perdere il lavoro sui tetti di Roma; abbiamo ascoltato, a reti unificate, i nostri governanti chiederci sacrifici, pazienza e coraggio, per riempire le casse di uno stato che da anni sembra non far nulla per salvare le casse delle famiglie.

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Commenti

18 Commenti a “Manovra, crisi e mamme lavoratrici. Cosa chiederesti al Premier Monti?”
  1. sabrina scrive:

    chiedo solo se in una società moderna ed evoluta culturalmente come la nostra il diventare mamma significa essere tagliata fuori dalla società.Ho 34 anni e una bambina di 3 anni, per lei ho rinunciato ad un lavoro estenuante e lontano da casa con la speranza e l’ottimismo che avrei trovato qualcosa di diverso e più comodo per tutti. La crisi ci ha devastato i nonni sono lontani, di vendere casa per avvicinarsi è praticamente impossibile e si continua a tirare avanti con un unico stipendio non più tanto sicuro e con tanti progetti familiari e di vita che andranno in fumo. Tutto questo mi sta togliendo la dignità, la libertà di esprimere le proprie capacità, l’idea di allargare la famiglia;il primo e ultimo pensiero della giornata è un lavoro dignitoso per far fronte alle spese di tutti i giorni.non stiamo vivendo ma sopravvivendo così non c’è futuro si perde la speranza e questo è il clima nel quale cresceranno i nostri bambini…..qualcuno questa società la chiama ancora società civile e democratica vergogna alle istituzioni

  2. Francesca scrive:

    Egr. Dott. Monti,
    lei sta chiedendo alle famiglie italiane di “lavoratori” immensi sacrifici. Stiamo stringendo la cinghia il più possibile, ma quello che proprio considero inammissibile è il solo pensiero di pagare qualcosa ben DUE volte.

    Io sono una mamma che lavora, sono una lavoratrice dipendente e per questo pago TUTTE le tasse, anche mio marito è lavoratore dipendente e quindi a pagare TUTTE le tasse nella mia famiglia siamo in due.

    Ora, io sono emigrata per lavorare quindi non ho i genitori a supporto per poter accudire i miei figli ed ho dovuto affrontare le spese dell’asilo nido privato (nel mio comune l’asilo pubblico costava più del privato).

    Ora ho un figlio che compirà 3 anni e vorrei poter usufruire della scuola materna comunale, ma le graduatorie sono inclementi e sicuramente a giorni avrò la notizia della non ammissione.
    Si metta nei miei panni:
    - sono emigrata come le ho detto e non ho i genitori che possano accudire mio figlio
    - non posso chiedere il part-time perchè non compatibile con il lavoro che svolgo. Essendo pendolare parto da casa alle 8:30 e rientro alle 19:30 per cui non potendo pagare sia la scuola privata che la baby-sitter porto mio figlio con me tutti i giorni (60KM in macchina tra andata e ritorno)…..e pago ben 510€ al mese di scuola privata.
    - sono pendolare e non posso fare a meno di mettere benzina perchè i trasporti pubblici non raggiungono agevolmente la mia sede di lavoro e il trasporto aziendale non mi consente di portare con me il bimbo, il prezzo della benzina è salito alle stelle.

    PERCHE’ VISTO CHE PAGO LE TASSE CHE COMPRENDONO ANCHE IL SERVIZIO DI SCUOLA MATERNA DI FATTO DOVENDOMI RIVOLGERE AD UNA STRUTTURA PRIVATA DEVO PAGARE IL SERIVZIO BEN “DUE VOLTE” E C’E’ CHI NON LO PAGA NEANCHE UNA VOLTA?

    Io non sono dell’idea di preferire le mamme lavoratrici nelle liste non è giusto, sono dell’idea però che se io PAGO un servizio, o mi viene concesso di usufruirne a parità di tutti, o mi viene scontato nelle tasse perchè di fatto non è possibile usufruirne o mi viene rimborsato quello che necessariamente devo spendere per la struttura privata.
    Codiali saluti
    Francesca

  3. aiello mariantonietta scrive:

    caro Sig.Monti credo che si debba rivedere il concetto lavoro donna.Sono una mamma disoccupata con due figli piccoli monoreddito over 40 e nonostante i ripetuti invii di curriculum nessuno li prende in considerazione anche con esperienza oltretutto vivo a Napoli, quindi si figuri quant’è difficile.Vorrei sapere perchè non si effettua un censimento negli uffici provinciali del lavoro per verificare le liste e le competenze dei disoccupati di lunga data? Come mai sono iscritta da più di 12 anni nelle graduatorie provinciali delle scuole e non sono mai chiamata? prego risolva il problema delle mamme disoccupate al più presto, le famiglie monoreddito stanno collassando, facciamo la fine della Grecia.

  4. Mopi77 scrive:

    Io credo che una nazione, come è appunto l’Italia, che non investa sulle famiglie è una nazione che non avrà futuro neanche se riescirà a sanare il suo debito.Gli stipendi sono troppo bassi nei confronti del potere di acquisto, per cui anche una famiglia in cui ci siano padre e madre che lavorano fa fatica ad arrivare alla fine del mese tra mutuo, asilo nido e spese varie. Gli asili nido poi a patto che se ne possa usufruire sono molto cari e spesso la coppia deve rinunciare al lavoro o al figlio.. io mi chiedo con quale coraggio ci chiedano di fare dei figli!Bisognerebbe che faccia politica una persona normale che abbia a che fare tutti i giorni con i problemi che comporta la vita quotidiana. Allora gli asili nido potrebbero costare meno, le tasse sarebbero adeguate al reddito ecc

  5. SANDRA scrive:

    A Monti chiederei:
    asili nido in numero sufficiente e meno costosi,
    una reale politica a favore della famiglia (vantaggi fiscali x le famiglie a partire dal primo figlio),
    vantaggi fiscali per le aziende che assumono donne e che hanno donne in ruoli di responsabilità.
    chiedo troppo??un paese che non investe nelle donne e nela famiglia è un paese che non ha visione e non ha futuro…….

  6. mammenellarete scrive:

    Grazie a tutte voi per le vostre proposte, sono molto importanti e estremamente interessanti

  7. Giuliana Mura scrive:

    Ho fatto domnda al nido comunale e mi è stato detto che con il numero di posti disponibili se non lavoro posso anche evitare di fare domanda, non troverò mai posto. Alla domanda “e se devo guardare la bimba come lo cerco un lavoro” mi è stato detto “lasciala ai nonni”. Peccato che il nonno più vicino stia a 350 km da casa. Il contrato mi è scaduto all’ottavo mese di gravidanza e da allora non ho più potuto cercare, in zona per un nido privato ci vogliono 700 euro, metà dello stipendio di mio marito, e con uno stipendio solo, un mutuo e la macchina da pagare è fuori discussione.
    Considerando che noi in confronto ad altri siamo anche messi bene, mi chiedo con che faccia continuino a tagliare tutto ma aumentare il loro stipendio.
    (P.S. i parlammentari guadagnano meno che in altra nazione? Io mi domando, nella nazione presa ad esempio un operaio quanto guadagna, quanto da noi? Ed è precario come da noi? Facile citare vuote cifre senza nessun parametro di confronto,no?)

  8. liluchi scrive:

    io lavoro nelle biblioteche comunali, ma pagata da società privata a partecipazione comunale. sinceramente non ho avuto nessun problema; al contrario, ho trovato una disponibilità quasi imbarazzante :-) ) avevo scelto la formula 1+4, cioè un mese prima della nascita e 4 dopo…ma la responsabile del mio ufficio, dato che ho un contratto a progetto, mi ha permesso di lavorare da casa per l’ultimo mese lavorativo (e le mie colleghe hanno coperto molti dei miei turni!!!)…insomma, nei fatti sono stata a casa anche più del previsto (2+4) e poi sono tornata tranquillamente al lavoro (già incinta per la seconda volta :-) ) e anche ora senza nessun problema: il contratto mi è stato rinnovato per altri sei mesi e a fine febbraio vado di nuovo in maternità…
    questo è successo perché ho una responsabile molto molto corretta e disponibile, ma so benissimo che è un’eccezione rara

    ne approfitto per ricordarvi che fino al 31 gennaio si può richiedere il bonus bebè per i nati nel 2011…sono buoni per 450 euro…

  9. S scrive:

    ho lavorato in un’agenzia di comunicazione per 5 anni, dal 2007 al 2011. Prima come stagista, poi dalla metà del 2008 e per tutto il 2009 con contratto a progetto, 2010 e 2011 con p. iva (ho fatto carriera…).

    Orari di lavoro estenuanti, spesso si saltava la pausa pranzo, la sera nn si usciva mai prima delle 18.30/19… uno stipendio da fame (nn ho mai superato i 700 euro), tante richiesta (una volta mi fu proprio detto che dovevo “sputare sangue”) e nessuna garanzia per il futuro.

    A metà 2010 resto incinta, tutti felici per me, tanti sorrisi ipocriti dei miei colleghi (pochissimi sinceri), lavoro fino a dicembre, a settimo mese compiuto, prendendo ogni giorno due metropolitane e un paio di km a piedi per arrivare fino al luogo di lavoro.

    I contratti erano sempre annuali, e il mio non faceva differenza: a dicembre, con l’inizio della maternità, scade il mio contratto. Mi dicono che non posso farmi un altro contratto a maternità iniziata, ma mi garantiscono che il posto è mio e nessuno me lo avrebbe negato al mio rientro. Vogliono che rientri a settembre (per non pagarmi le ferie di agosto), e così rimaniamo d’accordo.

    a febbraio partorisco, ad aprile la mia sostituta se ne va (come biasimarla…) e mi chiedono di ricominciare a collaborare da casa: così inizio a seguire del lavoro da casa, con la promessa di rientrare a settembre. Arrivato luglio cominciamo a parlare del mio rientro, e io chiedo di poter fare un orario flessibile, visto che ho la partita iva, almeno fino a dicembre, in modo da riprendere i ritmi gradualmente. Mi viene negato: o torni full time o continui a collaborare da casa. Scelgo la seconda, ma ormai le attività che mi danno sono sempre meno e sempre meno importanti.

    Fino al 22 dicembre 2011 nessuno si degna di farmi una telefonata per darmi notizia sul mio rientro. Chiamo io e mi sparano cazzate sulla crisi, sul fatto che stanno mandando via tanti e che non c’è certezza sul 2012. In altre parole: addio posto di lavoro.

  10. R scrive:

    Io situazione un po’ ingarbugliata in partenza: laureta disoccupata e mamma, vorrei cercare un lavoro, solo che mi chiedo: A) il fatto di avere un bimbo può essere una discriminante? se trovassi un lavoro il bimbo a chi lo potrei lasciare? Ad un nido. Ma con una mamma a casa il nido pubblico è un miraggio, insomma è un cane che si morde la coda. Per il momento preferisco non pensarci, mi sono data tempo fino a settembre.

  11. Alessia scrive:

    Regime agevolato per micro imprenditoria femminile, prendendo spunto da altri paesi che sono riusciti a creare un sistema semplice e incentivante per chi vuole mettersi in regola: http://www.ikaro.net/articoli/cnt/mettersi-in-proprio-brasile.html

  12. Annalisa scrive:

    Caro sig. Monti ho 36 anni e per la citta di Bari io potrei avere gia’ la pensione considerando che per i commercianti baresi sono troppo grande di eta’ , e di conseguenza vorremmo dar un fratellino o sorellina a nostro figlo ma con questo periodo non si puo’ perche’ a mal la pena si riesce ad arrivare a meta’ mese . quindi cercate di risolvere tutto questo casino che solo voi politici avete creato.

  13. valentina scrive:

    Maggiori detrazioni per nidi e scuole (se non hai accesso ai pubblici per graduatorie si dovrebbe poter detrarre tutto quello che pagherai in più al pvt), favorire nidi aziendali, possibilità di accedere alle scuole di comuni fuori-residenza (attualmente se non ho capito male è a discrezione del comune accettare o meno extra-residenti) purché comuni di residenza dei nonni o comune di lavoro, etc etc

  14. chiocciaman scrive:

    asilinido all’interno del posto di lavoro, agevolazioni per micronidi, part time agevolato …..
    Molte donne preferiscono il lavoro fuori casa a quello della casalinga, ma non per questo devono essere penalizzate, secondo la vecchia cultura di cui è permeata ancora la società italiana.
    Guradiamo un po’ al di fuori della nostra realtà, verso il nord europa, ed impariamo.
    Se non si creano le infrastrutture per le donne lavoratrici come si può pretendere di farle lavorare fino all’estremo (DOPPIO LAVORO SOTTOLINEO casalingo e fuori) e lamentarsi ke non si fanno + figli in Italia???
    Come può una coppia permettersi di avere figli nella situazione attuale???

  15. Chiederei SOLO serie garanzie di diritto al lavoro e alla maternità. Si potrà controbattere che già esistono ma tutti sappiamo che non è vero. Da madre che ha vissuto la gravidanza a rischio e per tutte le madri chiedo severe sanzioni per chi induce una mamma alle dimissioni una volta rientrata a lavoro o per chi, come mi è stato raccontato pochi giorni fa, annulla il rinnovo di contratto programmato perché scopre che la dipendente è incinta (per altro in ottima salute e con intenzione di lavorare fino all’ultimo giorno possibile) o ancora a chi prima propone un lavoro e poi lo rifiuta perché scopre che la candidata è madre..e questo è accaduto a me, mi è stato detto da una donna ‘ah ma che hai un figlio non c’è scritto nel cv!’. Virginia Odoardi

  16. mammachetesta scrive:

    Incentivazione tramite sgravi fiscali alle aziende che assumono part time genitori di figli sotto i 10 anni.
    In seguito obbligo per le aziende di accettare le richieste dei dipendenti in merito rimuovendo anche il limite percentuale di part time per azienda e il limite temporale.
    E anche l’aumento dell’astensione per maternità in modo che il cumulo obbligatoria+facoltativa dopo il parto non sia inferiore all’anno di età del bambino.

  17. Ilaria scrive:

    Riconoscimento di una pensione minima per le casalinghe con figli sotto i 6 anni di età… i primi sei anni la madre costruisce insieme al padre le basi del futuro cittadino, è un vero e proprio lavoro che lo Stato deve cominciare a riconoscere. Dove prendere i soldi? Siamo seri per favore… lo sanno benissimo!

  18. Anita scrive:

    Io credo che bisognerebbe, prima di tutto rendere illegale la firma delle dimensioni in bianco, è una vergogna che una donna debba scegliere fra lavoro e maternità o peggio perdere il lavoro perchè decide di mettere su famiglia.

    Secondo nelle aziende dovrebbero essere flessibili davvero, non solo per quello che conviene loro…Ci fanno contratti a progetto che a progetto non sono perchè ci danno obblighi e responsabilità, pagano meno che nella media europea e ti dicono cose del tipo “peggio per te se vuoi un figlio”. Bisognerebbe che il governo sgravi da un lato le spese alle aziende per far si che assumano e tutelino infanzia, maternità e lavoro femminile, ma dall’altro il governo deve controllare che le aziende non approfittino solo degli sgravi, senza cambiare nulla! Le aziende che non rispettano andrebbero punite, multate, sanzionate…Il governo si deve fare garante dei diritti…perchè altrimenti sprofonderemo sempre più….

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