Il mio bambino ha un’intelligenza “diversa”
12 giugno 2009
Categoria: I Racconti delle Mamme, Slider
Il mio penultimo figlio, Alessio di quasi 8 anni,è stato molto desiderato. È nato quando le mie prime figlie avevano 6 anni, dopo una gravidanza difficile che, a causa di un distacco di placenta, mi ha costretto a letto per molti mesi. Come mi è accaduto per ognuno dei miei figli, anche con lui è stato “amore a prima vista”.
È nato bello e sano e cicciottello.
Fino ai suoi tre anni, nessuno si è accorto che c’era in lui qualcosa di “diverso”. Le sue tappe di sviluppo sono state nella norma, anche se – rispetto alle sorelle prima e al fratello più piccolo dopo – un po’ tardive.
In particolare è stato più difficile, rispetto agli altri, togliergli il pannolino e insegnargli il controllo degli sfinteri. Anche il linguaggio si è presentato tardi, con una lieve “dislalia” (errori di pronuncia che però sono molto diffusi nei bambini piccoli), però ha parlato subito con una tale proprietà di linguaggio che abbiamo continuato a pensare che tutto andasse bene.
A tre anni, iniziata la scuola materna, sono cominciati a “suonare” i primi campanelli d’allarme. Il mio bambino, innanzitutto, aveva un problema che proprio non riuscivo a spiegarmi: la “scialorrea”. Ossia, non deglutiva la saliva e aveva sempre un “rivoletto” che gli arrivava sul mento. Per questo motivo gli altri bambini avevano cominciato a prenderlo in giro o gli stavano lontani.
Ma il suo pediatra non ci trovava niente di particolarmente strano. Se ad un certo punto abbiamo aperto gli occhi dobbiamo ringraziare le sue maestre F. e M. Loro si sono accorte che qualcosa non andava: Alessio sembrava a volte non sentire quello che loro dicevano, si distraeva molto facilmente e loro, con grandissimo tatto, ci misero a parte dei loro dubbi e così, grazie a loro, Alessio ha potuto ricevere l’aiuto di cui aveva bisogno. Alessio, che ha quasi finito la prima elementare in un altro quartiere, se le ricorda ancora, tanto ha voluto loro bene (e tanto gliene hanno voluto loro)…
Dopo la loro segnalazione abbiamo seguito l’iter “classico” e cioè test audiometrico (negativo), valutazione logopedica e neuropsicomotoria, visita neuropsichiatrica infantile. La diagnosi è stata unanime: disprassia dell’età evolutiva.
Devo dire che è stata una doccia fredda.
Il mio bambino bellissimo e amatissimo era in qualche modo “diverso” dagli altri. Ho pianto tanto, nella mia mente si sono disegnati scenari futuri catastrofici. Insomma “digerire” una notizia del genere è stata davvero dura. Ma poi, abbiamo deciso di reagire e di capire cosa potevamo fare per lui.
Prima di tutto ci siamo documentati su questo disturbo che, purtroppo, pur essendo parecchio diffuso (circa il 6% della popolazione, soprattutto maschile), è misconosciuto in Italia (soprattutto nelle scuole, devo dire…).
Di cosa si tratta esattamente?
Potrei scriverci un trattato, ma per spiegarlo in poche parole, si tratta di una difficoltà o incapacità di compiere azioni coordinate tra loro al fine di ottenere uno scopo preciso. Questi bambini, riescono a raggiungere determinati obiettivi solo dopo che qualcuno abbia mostrato loro molte volte la sequenza esatta da eseguire, finché non la assimilano.
In parole molto povere, mentre ognuno di noi quando fa un tentativo, se sbaglia non ripete l’errore e prova in un altro modo cercando la “giusta strategia”, un bambino disprattico (o disprassico) continuerà a provare nello stesso modo continuando a commettere gli stessi errori. Spesso la disprassia è associata ad altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento come la dislessia, la disgrafia, la discalculia, la disortografia. Ma questi sono difficilmente diagnosticabili prima dell’età scolare e la diagnosi “ufficiale” può essere fatta solo verso la fine della seconda elementare.
Sulle cause della disprassia, gli scienziati non sono concordi. Quindi, in realtà, non si conoscono: sono state avanzate molte ipotesi ma nessuna è stata confermata come “la verità”. Nella maggior parte dei casi, comunque, il quoziente intellettivo di questi bambini è nella media e in molti casi superiore alla media.
Dopo la diagnosi, è iniziato il vero “calvario” per cercare un centro che potesse seguirlo. I medici dicevano che un intervento riabilitativo doveva essere precoce, e noi eravamo preoccupatissimi. Non potevamo permetterci una terapia in una struttura privata, così ci siamo dovuti mettere in lista d’attesa facendo domanda presso tutti i possibili centri accreditati. Dopo una certa fatica (e un paio d’anni) siamo riusciti a fargli iniziare la terapia a carico del Servizio Sanitario Nazionale, in un centro convenzionato, la UILDM che si occupa di lui e in un certo senso anche di tutti noi.
Alessio fa terapia neuropsicomotoria e logopedica 5 volte alla settimana. In due anni di terapia i suoi progressi sono stati superiori ad ogni aspettativa. Il merito va all’équipe che lo segue, ma un po’ di merito voglio darlo anche a lui, alla sua grandissima forza di volontà, alla sua voglia di riuscire.
Adesso Alessio ha quasi finito la prima elementare (gli abbiamo fatto fare “permanenza” un anno in più alla materna, per permettere di raggiungere le competenze adeguate ad affrontare la prima elementare). Nel corso di questo anno, che pure è andato bene dal punto di vista didattico, Alessio presenta anche caratteristiche tipiche di dislessia, disgrafia e disortografia (legge con difficoltà, confonde alcune lettere, fa una gran fatica ad usare il corsivo, scrive i numeri in modo speculare e non riesce a ricordare autonomamente le regole ortografiche). Le sue maestre dicono che capisce le cose al volo e, per quest’anno, anche se con qualche difficoltà, è riuscito a “compensare” con la sua intelligenza e caparbietà le richieste scolastiche.
Su Facebook ho conosciuto, grazie un gruppo dedicato proprio alla disprassia un sito ed un forum dedicato alla dislessia e ai DSA (Disturbi specifici dell’Apprendimento) in generale: www.dislessia.org Per me trovare questo forum è stato come trovare un’oasi nel deserto: mi sono sentita capita e spronata a lottare ancora per mio figlio, perché possa avere le stesse possibilità date agli altri bambini.
Per concludere, di una cosa Alessio potrà sempre essere certo: i suoi genitori saranno sempre dalla sua parte, lo incoraggeranno e lotteranno sempre per lui.
Discuti di questo caso, con le altre mamme, sul forum!
Guarda il video di Alessio e lascia i tuoi commenti!


Sei una mamma fantastica e il tuo bimbo è molto fortunato ad avere te! Coraggio vedrai che Alessio riuscirà seppur con difficoltà ad ottenere buoni risultati a scuola, dobbiamo avere molta pazienza e costanza, anch’io spesso mi scoraggio ….Poi quando vedo dei piccoli miglioramenti mi riprendo.Alessandra sei grande ciao a presto Virginia
Penso che tutti i bambini con intelligenze diverse, sono fortunati a nascere di questi tempi, perché siamo sicuramente più informati, più preparati ad accoglierli e sostenere programmi educativi specifici e funzionali. Complimenti per le informazioni che trasmetti e, mi raccomando, continua così, per te stessa, per il tuo bambino e per tutti quelli che hanno bisogno di essere informati.
Vai Ale!
Sepre fiera di Alessio, difendilo davati a tutto e tutti ed inc@azz@ti contro qualsiasi forma di ignoranza.
Per finire; Alessio legge benissimo e ti prego di non fare mai paragoni con le sorelle ed il fratello: parola di dislessico
Leggo solo ora i commenti, sono venuta a cercare questo post per altri motivi.
Voglio ringraziare tutti per le cose belle che mi avete scritto, in particolare il mio amico dislessico Riccardo che, grazie alla sua grande forza di volontà, alla sua intelligenza e bravura ha fatto strada nella vita.
Ciao Alessandra!
leggere oggi quanto hai scritto di ALessio è per me un’oasi nel deserto!
Abbiamo un bimbo, Tiago, di quasi cinque anni (vissuti pericolosamente, come dico io scherzando) e che, ironia della sorte, somiglia molto al tuo Alessio anche fisicamente. E’ nato con una grave malformazione addominale operata alla nascita e risolta alla grande (dopo due mesi di terapia intensiva) e a 14 mesi ha avuto un nuovo importante ricovero per pneumotorace (altri 10 giorni di rianimazione e 2 mesi di ospedale). Fino ai 3 anni è stato seguito, come di routine in questi casi, ma il suo sviluppo sembrava normale, anche se un pò in ritado…cosa logica considerando il suo vissuto. Il problema è che si esprimeva con suoni onomatopeici (anche molto complessi) ma con pochissime parole. così ci è suonato un campanello di allarme e, lottando, siamo riusciti ad iniziare la logopedia e psicomotricità. Dopo 1 anno i risultati erano scarsi e, dopo diversi consulti la diagnosi è stata confermata dalla dott. Sabbadini: disprassia (abbastanza tipica in bimbi con problemi prenatalei e perinatali). Da una parte è stato un sollievo inquadrare il problema, dall’altra i risultati (sul linguaggio) tardano ad arrivare. Tiago è migliorato moltissimo per quanto riguarda la fiducia in sè stesso e nelle proprie capacità e il “buttarsi a provare cosa nuove”, cosa fondamentale per un disprattico, ma non nascondo che in alcuni momenti è durissima aiutarlo!
La mia fortuna è sempre stata avere un carattere solare e positivo e non mi sono mai scoraggiata, nemmeno quando per due volte e per molti giorni l’ho visto lottare con la morte! Abbiamo lottato con lui e fatto di tutto per capire e aiutarlo nel modo più giusto ma non sempre è facile scontrarsi con ignoranza e pregiudizi e ogni tanto comincio anche io ad abbattermi e a perdere la pazienza!…. AIUTOOO!
Anche noi abbiamo un bimbo più piccolo (ha 2 anni e mezzo) che aiuta moltissimo l’adorato fratellone! Comunque, nonostatne tutto, mi sento fortunata e felicissima di poter condividere la vita con questo bimbo “specialissimo” e particolare e vorrei gridare a tutti di ricordare sempre: TUTTI SIAMO DIVERSI, SOLO CHE IN QUALCUNO LA DIVERSITA’ E’ PIU’ EVIDENTE!
Carissima Sara hai lo stesso nome di una delle mie figlie e già questo ti rende simpaticissima
Anch’io ho avuto diagnosi da Sabbatini (è quasi un obbligo quando si parla di disprassia).
Il tuo bambino è piccolo, ha tutto il futuro davanti e SICURAMENTE sarà un futuro migliore. Ti do un consiglio: quando arriverà in età scolare tienilo monitorato per un possibile DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento) perché può accadere che bimbi disprattici arrivati in età scolare possano essere diagnosticati anche con un DSA. Ti segnalo il gruppo della mia associazione su Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=100598948179, magari ti iscrivi così puoi seguire i progressi della nostra lotta affinché anche nel nostro paese sia approvata una legge sui DSA. Magari potremmo diventare amiche e scambiarci esperienze e consigli, che ne dici? Ah, se non l’hai fatto firma la petizione online: http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html. Mi raccomando è molto importante!
Ciao Alessandra, sai dirmi come posso fare per avere un appuntamento con la dott. Sabbatini? Il mio bimbo è piccolo (4 anni e mezzo) e solo verbalmente ci hanno detto che si tratta di disprassia, sembra che a Bologna abbiano finito i fogli su cui scrivere le diagnosi….. per cui sto perdendo tempo! Mi avevano promesso che sarebbe rientrato in un programma riabilitativo, ma ad oggi non ne sappiamo nulla e non posso rivolgermi al privato perchè non ho una diagnosi scritta. Allora abbiamo letto che la dott. è una delle maggiori esperte italiane e volevamo provare ad andare per farci spiegare bene di che cosa si tratta e come dobbiamo comportarci.
Aggiungo che sei fortissima, ho letto tutto quello che hai scritto e mi hai dato molta forza. Grazie di cuore.
Nadia
Ciao Nadia, mi hai contattato privatamente ed hai fatto benissimo.
Un abbraccio, ti sono vicina
Ale
Ciao Alessandra, anch’io ho una bambino di nome Alessio che ha 5 anni e 1/2 a cui è stata diagnosticata la disprassia verbale. Dovrà farsi un anno di asilo in più.
Ti capisco quando dici di aver pianto tantissimo e di aver avuto scenari nerissimi, anche perché è stata la mia stessa reazione. Aver letto la tua storia mi fa sentire molto meno sola e puoi giurarci che anche in mio Alessio avrà sempre mamma, papà e la sorella Sara dalla sua parte.
Barbara