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Occhio alla spesa

18 dicembre 2009
Categoria: Servizi, Shopping, Slider

occhio alla spesaCosa mettiamo nel carrello della spesa? A risponderci, un’indagine dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (ONDa), condotta su 500 italiane dai 30 ai 60 anni.

I profili

L’indagine ha suddiviso le acquirenti  nei seguenti profili

La massaia
Over 50 con famiglia. Prepara i pasti in casa stando attenta a mettere in tavola manicaretti possibilmente sani.
La giovane mamma
Teme grassi e calorie e sceglie leggendo la lista degli ingredienti, con l’intento di migliorare l’alimentazione di tutta la famiglia.
La mamma di adolescenti
Casalinga, compra con un occhio al prezzo senza guardare gli ingredienti, o la lavoratrice che invece fa caso alla marca considerandola come un elemento di qualità del prodotto;
Donna senza figli
E’ lontana  dal concetto di alimentazione come cardine della salute. Pare proprio, insomma, che siano i figli e la famiglia a responsabilizzare in materia di spesa per la tavola.

Dice Francesca Merzagora, presidente di ONDa: “L’assunzione corretta degli alimenti è uno strumento di prevenzione e tutela della salute. Sotto questo aspetto le donne svolgono un ruolo determinante in famiglia, perché punto di riferimento e artefici dello stile alimentare che caratterizza sé e i propri cari”.

Ostacoli

Tutti i profili indicati dall’indagine hanno dei problemi comuni. Tutte, infatti, , si trovano a fare i conti con il poco tempo per fare la spesa e preparare i pasti, con il prezzo dei cibi, con la non piena consapevolezza di quel che si sta acquistando.
Michele Carruba, responsabile del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità dell’università di Milano, sostiene a tal proposito che “leggere le etichette per verificarne i contenuti, privilegiando alimenti leggeri e di qualità, non fritti e poco elaborati, è importante per portare in tavola cibi buoni e sani”.

Aumentare l’educazione alimentare della popolazione è un’esigenza sempre più sentita: tre donne su quattro vorrebbero maggiori informazioni da parte della televisione (nel 68 per cento dei casi) e anche dalla scuola (25 per cento).

Iniziative

A Milano c’è il progetto Milano Ristorazione, presieduto da Carruba. “Abbiamo ideato menu gustosi e sani per i bimbi delle scuole, così da trasformare la mensa in un momento educativo. Nelle materne è stato avviato il progetto “Più frutta, più verdura” per far conoscere e apprezzare i vegetali ai più piccoli insegnando loro come si cura un orto scolastico. Promuovere e diffondere una sana alimentazione fin da piccoli, infatti, significa mettere le basi per uno stile di vita sano anche da adulti. E magari le bambine di oggi diventeranno un domani giovani donne consapevoli e “salutiste” anche prima di avere a loro volta dei figli”.


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