Caro Babbo Natale



Per i bambini e i loro desideri come sempre Poste Italiane mette a disposizione i “postini di Babbo Natale”. Quest’anno sono previste circa 130mila letterine. Gli indirizzi? La fantasia dei bambini, come sempre, non ha limiti: Ministero di Babbo Natale, Ufficio di Babbo Natale, Via del Polo Nord,Via delle Stelle, Circolo Polare Artico, Via Lattea, Via del Cielo, Via delle Nuvole, Via delle Renne, ecc…
Quest’anno l’iniziativa si arricchisce con la pubblicazione del libro “Io ci credo che esisti”: raccoglie le letterine spedite dai bambini a Babbo Natale negli ultimi anni, anche un racconto e le illustrazioni di Chiara Rapaccini (in soli 15 giorni sono state già vendute oltre 6mila copie).
Il ricavato servirà ad aiutare “Amici dei Bambini” (Ai.Bi), l’organizzazione umanitaria che dal 1986 opera in Italia e in altri 26 Paesi per garantire il diritto dei bambini ad avere una famiglia.
Ormai, quella delle lettrine di Poste Italiane è una tradizione con un nobile scopo: far sì che alle migliaia di letterine che vengono spedite per gioco da ogni parte d’Italia, seguano risposte personalizzate, in modo da far si che l’incanto del Natale continui per i nostri piccoli.
Il responsabile del progetto Alessandra Pulli, spiega che i bambini “chiedono giochi, negli anni soprattutto sono cresciuti i videogiochi ma fanno anche richieste stravaganti, come animali ingombranti, cavalli, cinghiali e scavatrici vere”. Hanno una visione del mondo molto legata alla realtà. In questi tempi di crisi, consigliano a Babbo Natale di andare in quel particolare negozio dove il prezzo è scontato, oppure si offrono di contribuire all’acquisto con i loro soldini”. Non manca, rimanendo in tema, la richiesta di crisi “un lavoro per papà e per tutti i papà del mondo”; ma anche “che i miei genitori giochino un po’ più con me”.
I nostri bambini non vogliono più sentir parlare di guerra e terremoto. Pensano prima agli altri, la priorità è “un aiuto ai bambini poveri”, poi buttano lì un “se ti ricordi di me…”, un furbesco“solo se puoi, eh?”. Qualcuno s’informa sui gusti spostivi di Babbo Natale: “Ma tu di che squadra sei?“, altri, come Anna, lo invitano a pranzo il 25 dicembre, sperando, forse, di entrare nelle grazie di Santa Claus. “Siccome non so quale regalo chiederti vorrei che portassi l’acqua pulita a tutti i bambini che non ce l’hanno e che perciò si ammalano…

