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Scuole dell’infanzia a Milano: “Chiedo Asilo” informa

19 marzo 2010
Categoria: Scuola, Slider

asilo_apChiedoAsilo è un coordinamento di genitori dei nidi d’infanzia e delle scuole dell’infanzia di Milano che dal 1997 è impegnato nella difesa della qualità e accessibilità dei servizi educativi comunali.
Incontri, manifestazioni e pubblicazioni sono gli strumenti con i quali CA sensibilizza costantemente famiglie, educatori e amministrazione.

A seguire trovate riportato il bilancio (amaro) che il coordinamento ha redatto riguardo alle condizioni degli asili milanesi. Cose note per molte di voi mamme “navigate” che, quantomeno, potranno consolarsi con l’eterno “mal comune, mezzo gaudio”. Raddrizzino le orecchie, invece, tutte le neo mamme che dovranno confrontarsi a breve con il problema!

Nidi accreditati, micronidi, centri estivi, orari e ristorazione scolastica. Situazioni diverse ma un unico ritornello comune: le risorse scarseggiano. La scure dei tagli di bilancio incombe perennemente sui servizi all’infanzia offerti dal Comune a discapito della qualità del servizio garantito ai bambini e alle loro famiglie.

Gli esempi sono molteplici:

- “Il nuovo sistema di accreditamento per i nidi”: quest’anno i bambini che non hanno trovato un posto nei nidi comunali erano 1500, siccome aprire nuovi sedi è troppo oneroso per l’amministrazione si sceglie la via più diretta e meno impegnativa cioè aumentare i posti accreditati presso strutture private.
Peccato che i bambini che frequentano i nidi accreditati e convenzionati – pur risultando ufficialmente usufruenti dei servizi comunali – siano trattati come bambini di serie B, senza garanzie di qualità, di continuità educativa.
Leggete le testimonianze dei genitori del Micronido di via Reni «abbiamo saputo questa sera, al ritiro dei bambini, che è stato cancellato. Chiude a giugno e non riaprirà più. Non sappiamo dove faremo il centro estivo, dato che la sede non comprare nella lista dei centri estivi. Dove andrà mia figlia non l’ho capito. Dove andranno le educatrici non si sa».
Oppure il racconto dei genitori di un nido appaltato a una cooperativa nel quale gli operatori non hanno informato le famiglie in merito alle istruzioni per l’iscrizione alle scuole d’infanzia e i bambini non sono stati iscritti per tempo.
E circolano voci che molti micronidi verranno chiusi perché troppo onerosi per le cooperative…

- “Open day nidi d’infanzia: privato, vietato guardare”. Prima dell’apertura delle iscrizioni, il Comune di Milano è uso offrire ai genitori che devono scegliere le strutture in cui manderanno i propri figli delle “giornate aperte” per vedere le scuole, conoscere le educatrici, fare domande, eccetera. Peccato che la stessa possibilità non valga per gli asili privati in cui il Comune ha attivato dei posti in convenzione: nei primi giorni di marzo, in occasione dell’open day, alcuni genitori si sono sentiti rispondere che i nidi non sono visitabili. Perché allora quando compili il modulo di iscrizione devi indicare anche le strutture convenzionate? Privato “privatissimo” da scegliere a scatola chiusa?

- “I centri estivi”: alla fine del mese di febbraio è uscita la nuova circolare che regolamenta l’iscrizione dei bambini a nidi e scuole per il mese di luglio. Poche sorprese anche se alcune modifiche lasciano perplesse le famiglie: le iscrizioni anticipate all’inizio di marzo mettono in difficoltà molti perché è presto per l’organizzazione delle ferie quindi molti iscriveranno i figli per sicurezza e poi magari non li manderanno; alcune sedi che hanno dato grossi problemi l’anno scorso sono state riproposte (es. Bezzecca); mancano dagli elenchi delle sedi dei centri estivi i nidi accreditati, ma non si sa se per dimenticanza o perché si dà per scontato che resteranno nella loro sede.

- “I nuovi orari/vecchi orari delle scuole d’infanzia”: nel febbraio 2009 l’Assessore Moioli annunciava la modifica degli orari di apertura delle scuole d’infanzia motivata dalla necessità di andare incontro alle famiglie e offrire un servizio più lungo; le famiglie però si sono mobilitate perché la quantità andava a scapito della qualità riducendo le compresenze delle educatrici e quindi ridimensionando l’offerta psico-pedagogica.
Il coordinamento dei Consigli di scuola ha lavorato un intero anno con genitori, PO e direzione del servizio per spiegare l’assurdità di tale scelta e la contrarietà delle famiglie: alla fine, dopo numerosi incontri, l’Assessore ha riconosciuto la necessità di garantire le compresenze in classe e quindi di riorganizzare il servizio con orari più simili a quelli precedentemente vigenti. Tuttavia sul piano organizzativo è rimasta una certa anarchia visto che ogni singolo collegio dovrà definire la propria organizzazione oraria, confermata poi dal Consiglio di scuola, così come sugli orari di uscita che vengono modificati dalla Direzione centrale senza adeguata informazione alle famiglie.

- “Scuola d’infanzia ancora un servizio gratuito”: dopo l’allarme per la possibile introduzione di una tassa d’iscrizione per gli asili, l’Assessore ha dichiarato che le scuole continueranno a essere gratuite e verrà modificata la Relazione previsionale del Bilancio (che a pag. 168 affermava: “Nel 2010 s’intende procedere a definire un contributo che le famiglie dovranno versare per l’iscrizione dei figli alla Scuola dell’Infanzia”).

“Totani al profumo di ammoniaca o lasagne pelose”: quale specialità ci servirà oggi Milano Ristorazione? Non stiamo scherzando, nelle ultime settimane la qualità dei pasti serviti ai nostri figli dal gestore della refezione ha toccato i minimi storici. Le commissioni mensa sono sempre più informate e competenti per esercitare il controllo, chiedere chiarimenti e miglioramenti, a volte si fanno dei passi avanti (come nel caso della modifica della circolare che ne ridimensionava le funzioni) ma le disavventure gastronomiche aumentano, così come le rette che le famiglie pagano per i pasti. Guardate solo i due casi più recenti registrati nella scuola d’infanzia SS. Trinità – da cui è partita l’idea dello “Schiscetta Day” come protesta dopo il pesce avariato – e nella scuola primaria di via Iseo e via Fabriano dove sono ricomparse le “lasagne pelose”. Ciliegina sulla torta, dopo l’aumento delle rette di quest’anno (in alcuni casi gli aumenti sono del 47% da 460 a 680 euro annuali e non del 3% come sostiene il presidente Carruba): d’ora in avanti se si vuole presentare la dichiarazione Isee (attraverso la quale è possibile certificare la propria fascia di reddito e quindi accedere alle agevolazioni previste per i redditi più bassi) le famiglie non potranno più consegnare la documentazione presso la segreteria della propria scuola, bensì dovranno recarsi presso gli uffici di MiRi in via Quaranta (o mandare un fax, anche se il centralino lo sconsiglia perché non si ha la certezza della ricevuta…). Scommettiamo che le richieste di agevolazione diminuiranno? Visto che molti genitori non potranno prendersi mezza giornata di ferie per consegnare i moduli!

- “Carruba (presidente di Milano Ristorazione) in Commissione educazione, mercoledì 10 marzo ore 13“: dopo essere stata rimandata in febbraio, la commissione educazione ha fissato la nuova audizione del professor Carruba e molti genitori delle commissioni mensa si sono organizzati per assistere all’incontro. Purtroppo però le risposte sono state vaghe o inesistenti. In particolare Carruba non ha risposto nulla in merito al nuovo caso di “lasagne pelose” (l’attuale fornitore è nuovamente il produttore che era stato sospeso, Chef Masini di Lilli Srl!) e ha affermato che la scelta di usare stoviglie monouso in plastica è quella a minor impatto ambientale.

Foto di p!o

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