Omeopatica-mente
Approfittiamo delle discussioni sulla salute del bambino e della mamma per lanciare un argomento che ci sembra interessante. L’omeopatia in gravidanza e l’omeopatia per il bambino.
Andiamo con ordine.
Nel cercare una soluzione ai disturbi della gravidanza spesso le mamme si scoraggiano al responso del proprio medico o del farmacista: non c’è nulla in commercio che possano prendere.
I fautori dell’omeopatia sostengono che avvicinarsi alla medicina omeopatica in questo momento significa non solo ottenere benefici, ma impostare un approccio olistico ai propri disagi e ai futuri problemi di salute del bimbo in arrivo.
L’abbandono della medicalizzazione a vantaggio di una via secondo natura si spinge fino alla scelta del parto in casa e di una lenta e naturale remisè en forme.
A questo punto ci domandiamo, insieme a voi, quali sono le garanzie minime per provare l’omeopatia? Bisogna chiedere al proprio medico? Fidarsi ciecamente degli esperti? Conoscere veramente a fondo il proprio organismo e decidere di “rischiare”?
Un tentativo omeopatico od olistico è davvero un rischio come pensano quanti si affidano a cure veloci e “certe”?
Sicuramente le soluzioni vanno valutate caso per caso, un bravo omeopata risponderà così.
L’interrogativo davvero interessante e forse l’unico al quale si può dare una risposta è il seguente: la scelta omeopatica è una scelta radicale o può essere considerata una scelta integrativa?
La Repubblica delle Mamme
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Buongiorno. Mi sono imbattuto per caso nel vostro blog, e vorrei lasciare alcune considerazioni personali, condivisibili o meno, visto che non ho nessuna “ricetta” magica per risolvere i dubbi che spesso accompagnano la scelta di una medicina. E già qui secondo me c’è un errore: perchè dover scegliere “una medicina”, quando la medicina è una, costituita da molte sfaccettature, allopatia, omeopatia, omotossicologia, aiurveda, agopuntura, solo per citarne alcuni aspetti!? Una medicina integrata, insomma. Credo che il medico giusto per ciascuno di noi sarebbe quello che avesse nel suo bagaglio culturale e professionale tutte le diverse conoscenze, e che in coscienza sapesse applicare il metodo giusto di fronte ad ogni singolo paziente. E allora ben venga l’antibiotico se un’infezione batterica lo richiede, senza indugio alcuno, ma cerchiamo di non usarlo sistematicamente appena compaiono un po’ di febbre e tosse.
L’omeopatia, visto che si sta parlando di questa, “funziona”, ed è anche veloce, contrariamente a quanto diffuso e pensato: il vero problema è centrare il rimedio, e la scelta di quello giusto può essere difficile. Esempio: se ho una tosse, avrò da scegliere tra parecchi rimedi per la tosse. Se somministro quello giusto per quel paziente e per quella tosse, il risultato può essere immediato (ho assistito personalmente a casi del genere), ma se sbaglo rimedio (e rassicuro le mamme titubanti: per lo meno non avrò nessun effetto indesiderato) la tosse rimarrà tale e quale. Per semplificare la vita a tutti, si potrebbe optare per l’omotossicologia, ma questa è un’altra storia, caso mai se ne parlerà più approfonditamente in altra occasione. Buon proseguimento a tutti. Stefano, medico.