Natale in carcere per 100 bambini
Questo Natale in Italia un centinaio di bambini al di sotto dei 3 anni lo passeranno con la loro mamma in carcere, mentre altri 10.000 bambini figli di detenute saranno costretti a festeggiarlo senza di lei.
Nell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Terre des Hommes vuole puntare i riflettori su una grave mancanza dell’Italia nei confronti dei minori figli di detenute, che la legge obbliga a vivere in carcere dall’1 ai 3 anni con la madre e che poi allontana, negando loro il diritto a godere di un rapporto diretto con la madre, come sancisce l’art. 9 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.
“Tutto ciò nonostante la legge “Finocchiaro” preveda per queste donne, almeno sulla carta, il diritto agli arresti domiciliari”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Advocacy di Terre des hommes Italia. “Tuttavia la stragrande maggioranza delle mamme detenute non ha i requisiti necessari per accedervi. Per questo riteniamo indispensabile che si arrivi a una rapida approvazione della proposta di legge n.18141 che prevede l’istituzione di “Case Famiglia Protette” dove scontarli, se possibile entro Natale”.
In base all’attuale ordinamento i bambini dagli 1 ai 3 anni figli di detenute sono costretti a trascorrere gli anni più delicati della loro crescita in carcere, un ambiente certamente non adeguato al loro sviluppo. Inoltre sono destinati ad essere allontanati dal carcere e dall’affetto della madre al compimento del terzo anno di età. Questo nonostante la legge n. 40/2001 (detta legge “Finocchiaro”) preveda il diritto agli arresti domiciliari per le mamme detenute già condannate se non esiste il rischio di recidiva e se hanno già scontato un terzo della pena.
Questi requisiti però la rendono praticamente inaccessibile alla stragrande maggioranza delle detenute, dato che moltissime non hanno un domicilio dove scontarli o sono ancora in attesa della pena definitiva o ancora, hanno commesso reati per i quali c’è un pericolo di recidiva (ad es. legati all’uso, spaccio di droga, prostituzione). “Se il Disegno di legge 1814 venisse approvato queste mamme potrebbero essere accolte in apposite “Case Famiglie Protette” assicurando l’indispensabile protezione dei bambini che crescerebbero accanto alle madri, almeno fino ai 10 anni di età”, prosegue Giannotta.
Nonostante le dichiarazioni del Ministro Alfano e di molti esponenti del governo, il Disegno di legge n.1814 è fermo dal 2008 in Commissione Giustizia della Camera. Terre des Hommes, che da 50 anni opera per l’aiuto diretto all’infanzia sofferente e in tutte le sue attività si batte per il rispetto e la tutela dei diritti dei bambini secondo quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, chiede al Parlamento di riprendere con urgenza l’esame della proposta di legge n. 1814. La sua rapida approvazione infatti permetterebbe finalmente a migliaia di bambini crescere accanto alla propria m
Questo Natale in Italia un centinaio di bambini al di sotto dei 3 anni lo passeranno con la loro mamma in carcere, mentre altri 10.000 bambini figli di detenute saranno costretti a festeggiarlo senza di lei.
Nell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Terre des Hommes vuole puntare i riflettori su una grave mancanza dell’Italia nei confronti dei minori figli di detenute, che la legge obbliga a vivere in carcere da 1 a 3 anni con la madre e che poi allontana, negando loro il diritto a godere di un rapporto diretto con la madre, come sancisce l’art. 9 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.
“Tutto ciò nonostante la legge “Finocchiaro” preveda per queste donne, almeno sulla carta, il diritto agli arresti domiciliari”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Advocacy di Terre des hommes Italia. “Tuttavia la stragrande maggioranza delle mamme detenute non ha i requisiti necessari per accedervi. Per questo riteniamo indispensabile che si arrivi a una rapida approvazione della proposta di legge n.18141 che prevede l’istituzione di “Case Famiglia Protette” dove scontarli, se possibile entro Natale”.
In base all’attuale ordinamento i bambini dagli 1 ai 3 anni figli di detenute sono costretti a trascorrere gli anni più delicati della loro crescita in carcere, un ambiente certamente non adeguato al loro sviluppo. Inoltre sono destinati ad essere allontanati dal carcere e dall’affetto della madre al compimento del terzo anno di età. Questo nonostante la legge n. 40/2001 (detta legge “Finocchiaro”) preveda il diritto agli arresti domiciliari per le mamme detenute già condannate se non esiste il rischio di recidiva e se hanno già scontato un terzo della pena.
Questi requisiti però la rendono praticamente inaccessibile alla stragrande maggioranza delle detenute, dato che moltissime non hanno un domicilio dove scontarli o sono ancora in attesa della pena definitiva o ancora, hanno commesso reati per i quali c’è un pericolo di recidiva (ad es. legati all’uso, spaccio di droga, prostituzione).
“Se il Disegno di legge 1814 venisse approvato queste mamme potrebbero essere accolte in apposite “Case Famiglie Protette” assicurando l’indispensabile protezione dei bambini che crescerebbero accanto alle madri, almeno fino ai 10 anni di età”, prosegue Giannotta.
Nonostante le dichiarazioni del Ministro Alfano e di molti esponenti del governo, il Disegno di legge n.1814 è fermo dal 2008 in Commissione Giustizia della Camera. Terre des Hommes, che da 50 anni opera per l’aiuto diretto all’infanzia sofferente e in tutte le sue attività si batte per il rispetto e la tutela dei diritti dei bambini secondo quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, chiede al Parlamento di riprendere con urgenza l’esame della proposta di legge n. 1814. La sua rapida approvazione infatti permetterebbe finalmente a migliaia di bambini crescere accanto alla propria mamma.
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Tags: bambini in carcere, case famiglia, dichiarazione universale dei diritti umani, diritti umani, federica giannotta, legge 1814, legge finocchiaro, mamme detenute, mamme in carcere, natale in carcere, proposta di legge, terres des hommes
E’ scandaloso… Grazie per questo post che riporta l’attenzione su un tema così delicato e cruciale.