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La depressione post partum: ciò che c’è da sapere

Depressione post partum

La depressione post partum colpisce il 10-15% delle donne, si manifesta a qualche giorno dal parto, quando nella mamma si  si diffonde una certa tristezza generale tanto che può sfociare in  pianto o in un senso di inadeguatezza nel prendere decisioni e responsabilità nei confronti del figlio.

La depressione post partum non va identificata con il baby blues che può comparire a distanza di una settimana dal parto e perdurare fino a tre settimane. I sintomi sono ansia, tristezza, sbalzi d’umore, mancanza di concentrazione. Generalmente, questo fenomeno è temporaneo e scompare nel giro di pochi giorni.
E’ da ritenersi una situazione del tutto normale: si è andati incontro ad un cambiamento, sia fisico (riassetto ormonale) che psicologico.

La depressione post partum, rispetto al baby blue è ben più intensa e può essere la causa di disagi familiari e il motivo principale dell’instaurarsi di una cattiva relazione tra madre e figlio.
La depressione post partum può durare anche un anno e se non curata può causare delle situazioni del tutto preoccupanti e gravi.

I sintomi>>

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Commenti

6 Commenti a “La depressione post partum: ciò che c’è da sapere”
  1. Laura scrive:

    La depressione post partum è una depressione reattiva che non deve essere trascurata. Il sostegno delle persone vicine, ma soprattutto l’atteggiamento comprensivo e di aiuto del partner nel condividere fatiche ed emozioni della neo-mamma, hanno un ruolo nell’alleviarne lo stato di sofferenza, ma questo purtroppo non avviene in tutti i casi.
    La nascita di un figlio ha infatti risvolti complessi poiché richiede ad entrambi i membri della coppia di mettere in campo ogni risorsa utile allo svolgimento di nuovi compiti evolutivi e il raggiungimento di un nuovo equilibrio che non è sempre così facile da ottenere.

  2. anna scrive:

    mi chiamo anna è sono mamma da 15mesi, purtroppo mi sono ammalata di depressione post partum, mi sto curando con i farmaci e la psicoterapia con grandi sacrifici perchè costa molto e non lavoro sempre. mio marito non capisce e pensa che la psicoterapia siano soldi buttati via e non riesce a capire quando si può stare male a volte non riesco a stare sola con mia figlia per paura che il mio cervello si possa spegnere e fargli del male. non vedo l’ora di guarire e trovare delle persone con cui creare un’associazione che possa aiutare altre madri in questo momento cosi delicato.

  3. Nicolo' scrive:

    Non si è mai trattato il tema della depressione post partum in tutta la sua estensione: i recenti casi di cronaca parlano di mamme, giovani nella quasi totalità dei casi, con figli che vanno dai pochi mesi fino addirittura alla soglia dei dieci anni. Come mia personale opinione credo che questa non possa essere considerata una semplice questione organica: se così fosse anche il caso più grave si risolverebbe al massimo in un paio d’anni. E’ una di quelle situazioni che si possono definire come psicosociali o antroposociali, cioè dovuta principalmente ad aspetti sociali legati alla storia e all’individualità di una singola persona. Il carico psicologico legato sia alle aspettative sociali della neo mamma (cura dei figli, loro sostentamento, loro crescita educativa) e contemporaneamente alle ambizioni spesso contrastanti col nuovo ruolo (donne lavoratrici, aspetti socioestetici…) possono creare delle situazioni critiche. In passato il problema non era rilevante in queste proporzioni perchè le aspettative venivano divise o più esattamente condivise tra le varie donne del nucleo familiare (madre, nonne, zie..) che, nel bene o nel male, avevano la cura esclusiva dei figli. Il problema principale attuale è che la donna ora è spesso sola in questi compiti…e questo non è un aspetto che possa avere delle cure organiche. Io e mia moglie stiamo pensando di creare un’associazione che si occupi diffusamente del problema, dando supporto alle neomamme, ma soprattutto creando una rete femminile di aiuto reciproco in termini di TEMPO, SPAZI, COMPITI e condivisione delle proprie esperienze.

  4. Tiziana scrive:

    Complimenti a questo ottimo spazio web.
    Volevo portare una mia esperienza indiretta. Due care amiche hanno sofferto di una “leggera” depressione PP ma, a differenza di quanto sopra riportato, l’unico rapporto deteriorato è stato quello col marito.
    Sono situazioni estramente delicate che vanno gestite con l’aiuto di uno specialista.
    Questo è il mio personale parere.
    Continuate cosi!
    Ciao

  5. filo scrive:

    soprattutto gli uomini dovrebbero considerarlo…

  6. milù scrive:

    Secondo me questo problema è spesso sottovalutato. E non si dovrebbe perchè è molto invalidante per la donna.

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