Alcune risposte ai dubbi del travaglio
Il travaglio è il momento più doloroso e preoccupante che una partoriente è costretta ad affrontare.
Ogni donna si pone mille domande: riuscirò a sopportare il dolore?
Cosa può succedermi di grave?
Potranno esserci delle complicazioni? Se si, quali?
L’unica soluzione per tranquillizzarsi è quella di <a href=”http://blog.mammenellarete.it/parto/il-corso-di-preparazione-al-parto/”>venire a conoscenza del maggior numero di informazioni possibili per sapere come comportarsi.
Ecco alcune risposte alle curiosità delle partorienti:
Quando bisogna correre in ospedale?
Il travaglio comincia e la mamma può anche non accorgersene per la bassa intensità delle doglie. Se si è primipare, è consigliabile raggiungere l’ospedale dal momento in cui le contrazioni si fanno sentire a distanza di cinque minuti l’una dall’altra e durano un minuto.
Se, invece, si è già alla seconda gravidanza è consigliabile andare il prima possibile in ospedale.
Quando si avvertono le prime contrazioni ed il travaglio comincia non è detto che tutto avvenga velocemente e che subito dopo qualche ora dall’arrivo in ospedale sia il momento giusto per il parto, il travaglio può durare anche molte ore in media anche 12-16 ore.
Stomaco ed intestino come si comportano? È necessario che siano vuoti?
Intestino
Un po’ di tempo prima del travaglio, di solito l’organismo sente il bisogno spontaneo di evacuare, se questo non succede, giunte in ospedale si ha la facoltà di scegliere se fare il clistere oppure no, di solito è consigliato per una maggiore igiene e per facilitare il momento del parto; nel senso che se l’intestino è libero non c’è pericolo che possano fuoriuscire escrementi durante le spinte.
Se ciò avviene, comunque non è un problema, sarà l’ostetrica a tenere tutto sotto controllo e cambiare, nel caso, il lenzuolino quando necessario. È una prassi normalissima che capita a tutte le donne.
Stomaco
Per quanto riguarda lo stomaco, è consigliabile non introdurre liquidi se la sete è eccessiva, al massimo è preferibile bagnare le labbra. La quantità di liquidi nello stomaco può indurre il vomito e mettere la partoriente in condizioni fastidiose durante il travaglio e il parto stesso.
Se si ha leggermente fame, è bene non mangiare grosse quantità per non appesantire lo stomaco, ma limitarsi solo ad introdurre qualcosa di veramente energetico, come cucchiaio di miele o fette biscottate che sono facilmente assimilabili dall’organismo e danno energia immediata, quella necessaria per compensare lo sforzo del travaglio e del parto.
Bisogna stare immobili durante il travaglio?
Ogni donna può assumere la posizione che vuole: carponi, sdraiata, accucciata, la posizione che meglio desidera per affrontare meglio il dolore. Dopo aver fatto controlli ed aver valutato che la testa del piccolo non tocchi completamente il collo dell’utero, o meglio non aderisca, può anche camminare e favorire, in tal modo, grazie alla gravità, la discesa del bambino nel canale del parto.
Cosa avviene durante il travaglio e cosa valutano i medici?
Al momento dell’arrivo in ospedale i medici effettueranno un primo controllo con un tracciato, per valutare il battito cardiaco del bambino e lo stato delle doglie e se tutto procede regolarmente. Ogni due ore circa si controllerà lo stato della dilatazione dell’utero ed ogni 15 minuti il battito cardiaco del piccolo.
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