Pianto del bambino: dal Giappone arriva il “traduttore”
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Gli scienziati del Muroran Institute of Technology di Hokkaido, secondo uno studio pubblicato sull’International Journal of Biometrics, stanno mettendo a punto un aggeggio elettronico in grado di decifrare il pianto dei neonati, ovvero di capire se quando questi piangono o strillano è perché hanno sonno, fame, bisogno di una pulita o altro.
Descritto così ci si immagina una “diavoleria” di qualche inventore da cartone animato giapponese. Qualcosa alla “Dr. Slump & Arale” per chi si intende di Manga. Invece la ricerca pare avere solide fondamenta scientifiche.
Ascoltando e registrando vari tipi di pianto gli studiosi hanno riscontrato l’esistenza di diversi pattern ricorrenti. Frequenza, intensità e spettro sonoro delle grida, contribuiscono a formare la formula segreta che permette di distinguere uno urletto di dolore dalla richiesta di cambiare il pannolino.
Nei primi test, gli scienziati sono riusciti a distinguere correttamente gli strilli di dolore da tutti gli altri. E sono ora al lavoro per completare la catalogazione, in modo da poter arrivare, un domani a poter associare a ciascun tipo di strillo il suo esatto significato.
Del resto, in commercio ci sono già dei dispositivi simili, anche se “meno professionali”. C’è un apparecchio che si chiama Why Cry Baby Analyzer (costo 85,99 € – vd. foto) e c’è anche un’applicazione per iPhone chiamata Cry Translator, inventata da un pediatra spagnolo. Le recensioni degli utenti su iTunes, non sono però molto entusiaste.
Questo tipo di tecnologia potrebbe essere un toccasana per i neo genitori alle prese con l’inevitabile incomunicabilità che contraddistingue il loro rapporto con il neonato ma i pediatri per ora storcono il naso: l’imparare a interpretare le esigenze del proprio piccolo fa parte integrante dell’esperienza genitoriale e contribuisce a rafforzare i legami fra madre, padre e figlio.
Fonte: LaStampa.it





