Gli asili nido per i piccoli: un miraggio
Settembre è il mese della ripresa, dei buoni propositi, come quelli di inizio anno, e soprattutto del ritorno a scuola.
I bimbi sono in fermento, le cartolibrerie affollate a caccia dello zainetto più colorato e alla moda e dell’occorrente più originale che ci sia.
Ma quando i piccoli sono costretti ad “appendere lo zainetto al chiodo”?
Sono circa nove su dieci i bambini che tornano a casa per assenza di posti negli asili nido, è quanto emerge dalle ultime notizie giunte dal fronte scuola: niente asilo per i piccini da 0 a 3 anni che saranno, anche quest’anno, costretti a rimanere in casa con mamma, papà, nonno o zio di turno così paziente da accudirli; oppure, magari, affidati a qualche tata cercata all’ultimo momento perché la scuola non vuole i bambini.
I posto non ci sono.
Sono solo l’11% per i piccoli di quella fascia d’età, le domande sono eccessive e gli asili scarseggiano.
La carenza abbonda soprattutto nelle città del centro sud e nel profondo sud, in città come Bari, Napoli, Palermo, Catania anche le materne (per i piccoli dai 3 ai 5 anni), e non solo gli asili nido, sono in sovraffollamento.
Questo è un dato sconcertante e dimostra che la formazione in Italia ritarda i tempi portando i fanciulli ad un livello culturale più basso rispetto a quello degli altri paesi, oppure molto più rallentato.
Quest’anno, come apprendiamo dal sito di Repubblica, le regioni hanno fatto uno sforzo enorme per poter creare nuovi posti, ma il bilancio rimane comunque negativo con bambini sbattuti a destra e manca in cerca di un posto dove poter formarsi e passare del tempo mentre i loro genitori sono a casa.
Ed ecco affiorare situazioni alternative come Tagesmutter, asili condominiali e qualche situazione formativa privata alternativa che non pare aver la stessa formazione che può dare un asilo nido.
Quest’ultima struttura è davvero fondamentale per quei piccoli che non possono stare in casa, per i piccoli che non hanno nessuno che li accudisca o che sono figli unici.
Ecco alcuni dati presi da Repubblica.it: ad esempio a Palermo su quasi 1900 candidature, i posti disponibili per i più piccini sono solo circa 350 con 4 bambini su cinque che rimangono a casa; a Napoli entreranno solo 1200 bambini e a Bari la situazione scende ancora: con solo 5 nidi attivi accanto a 16 scuole materne.
La dispersione scolastica aumenta e quanto incide sull’apprendimento del piccolo e sul suo grado di socializzazione?

