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Allattamento al seno: due studi aprono nuovi scenari

21 gennaio 2010
Categoria: News, Slider, neonato

allattamento_apSolo qualche giorno fa uno studio pubblicato su “Acta Obstestricia et Gynecologia Scandinavica” metteva in dubbio i benefici derivanti dall’allattamento al seno.

Il dottor Sven Carlsen della Norwegian University of Science and Technology di Trondheim, coordinatore dello studio, sosteneva che la salute del bambino fosse condizionata principalmente dall’equilibrio ormonale nel grembo materno e dall’analisi condotta su più di 50 studi internazionali sulla relazione tra allattamento al seno e la salute, non sarebbero apparsi evidenti vantaggi nei confronti di questa pratica.

Le reazioni non si erano fatte attendere: Ali Macdonald del NHS Health Scotland e il Dipartimento della Salute britannico sottolineavano come lo studio non avesse preso in considerazione i benefici per la salute delle madri che allattano tra cui, per esempio, una riduzione del rischio di tumore mammario e ovarico.

Di ieri invece la notizia di un altro studio condotto sul tema che evidenzierebbe una sostanziale ricaduta benefica dell’allattamento naturale sullo sviluppo emotivo del bambino in età adolescenziale.

Lo studio è stato condotto dagli scienziati del Perth’s Telethon Institute for Child Health Research (Australia) e ha coinvolto più di 2.300 donne che avevano partorito tra il 1989 e il 1992 i cui figli sono stati monitorati per valutare lo stato di salute mentale fino all’età di 14 anni.
I dati raccolti hanno mostrato che l’11% dei bambini non erano stati allattati artificialmente, il 38% era stato allattato al seno per meno di 6 mesi, mentre poco più del 50% era stato cresciuto con il latte materno per almeno sei mesi.

Il monitoraggio ha evidenziato come i bambini che avevano ricevuto il latte materno per più di 6 mesi fossero meno soggetti a problemi mentali, quali ansia, aggressività o depressione.

La dottoressa Wendy Oddy che ha coordinato lo studio ipotizza sulle pagine del Courier Mail che dietro a questi risultati ci sarebbe una combinazione di due fattori, di cui non si è ancora dimostrata la percentuale esatta di incidenza: le componenti biologiche del latte materno e la componente legata al legame che si viene a creare tra madre e bambino con l’allattamento naturale.

Vi segnaliamo in chiusura il parere del dottor De Luca, un esperto che Mamme nella rete aveva interpellato proprio  in merito alla questione.

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2 Commenti a “Allattamento al seno: due studi aprono nuovi scenari”
  1. lauracast scrive:

    Utile leggere la ricerca originale, veramente travisata dai giornalisti (prezzolati?). La superiorità del latte materno non viene assolutamente messa in discussione, si dibatte soprattutto della eccessiva presenza di testosterone nella madre e dei suoi effetti sulla possibilità di allattare.

  2. MAMMASCYUO scrive:

    Perchè non mettiamo in risalto allora che la legge italiana permette alle madri di stare in maternità obbligatoria fino al 3/4 mese di vita del nascituro. Permettiamo alle madri di stare a casa almeno 1 anno, anche se neli altri paesi UE le madri stanno a casa fino a 3, in modo da non dover smettere obbligamente l’allattamento al seno, anche prima dei 6 mesi, proprio per l’obbligo di tornare a lavoro.

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