L’utero e la gravidanza
18 agosto 2009
Categoria: Gravidanza, Slider
Si dice che la curiosità sia donna e quando si è in attesa la voglia di conoscere quello che succede al nostro piccolo e al nostro corpo, si accentua con il passare dei giorni.
Cosa starà facendo il mio piccolino nel pancione?
Come si sta trasformando e preparando il mio corpo?
La parte del corpo femminile maggiormente interessante durante la gravidanza è l’utero.
Come di trasforma e quali adattamenti attua per accogliere il feto?
L’utero è costituito da due parti principali:
- Miometrio che è la parete muscolare;
- Endometrio, la mucosa che riveste la cavità interna.
La parte interna dell’organo femminile è soggetta a movimenti che tendono a diversificarsi durante le fasi del ciclo ovarico. Nella fase ovulatoria, ad esempio, queste azioni sono importanti perché delineano la strada al seme, per indirizzarlo verso l’ovocita che dovrà fecondare.
Come si comporta l’utero dopo la fecondazione?
Quando l’ovocita è stato fecondato, l’embrione (anche se non è ancora tale, ma è un piccolo ammasso di cellule) arriverà nell’utero intorno al quinto giorno. Dopo questo momento, grazie ai movimenti tubarici ciliari e peristaltici che dirigono le cellule fecondate al loro posto per annidarsi, esse potranno ricevere il “nutrimento” giusto, crescere e diventare prima embrione e poi feto.
In questi primi giorni di assestamento, si potranno verificare delle perdite, dette “ perdite da impianto”, di quantità poco consistente. Non c’è da allarmarsi! Sono solamente l’espressione dell’azione dell’ovulo fecondato che si sta annidando nell’utero.
Ma cosa avviene nell’utero nel caso in cui avviene o non avviene la fecondazione?
Nel primo caso si cominceranno a produrre sostanze ormonali indispensabili per l’endometrio che si prepara ad accogliere l’embrione; in caso contrario, ossia quando l’ovocita non è stato fecondato, l’endometrio si sfalderà e la donna sarà soggetta alla generica mestruazione.
Quando ci sono complicanze e l’embrione non riesce bene ad impiantarsi e ad aderirsi all’endometrio, può succedere che venga espulso con la mestruazione stessa. Questo distingue gli embrioni “adeguati” (che hanno presentano le giuste caratteristiche cromosomiche e genetiche per continuare a vivere), da quelli “non adeguati” che sarebbero proprio quelli che non riescono bene ad aderirsi all’endometrio e che verranno espulsi.
La presenza nell’utero di questi embrioni “non adeguati”, che verranno sicuramente espulsi, comportano comunque la positività del test di gravidanza per la presenza di un livello di HCG adatto che lascia pensare ad una gravidanza.
Può succedere che l’attecchimento tra embrione ed endometrio non avvenga nel modo adeguato e sperato dalla donna che cerca un gravidanza per varie cause, ad esempio:
- Disfunzioni ormonali o dei movimenti di peristalsi;
- Presenza di malformazioni e quindi per cause anatomiche come fibromi o polipi, che dopo una valutazione attenta da parte del ginecologo possono essere tenuti sotto controllo ed essere eliminati, qualora creassero problemi gravi alla donna, anche al momento del parto.
Può accadere che l’embrione si annidi in modo esatto, che riceva tutte le sostanze adatte al suo mantenimento nell’utero stesso, ma che quest’ultimo perda il suo tono muscolare comportando, proprio durante la gestazione, la dilatazione del suo collo.
Spesso questo fenomeno si verifica quando una donna ha partorito più volte, o ha avuto complicanze di varia natura durante la gravidanza, quando i precedenti parti sono stati difficoltosi e quando, in passato, la donna ha subito aborti volontari.
Quando il collo dell’utero comincia a dilatarsi c’è il rischio di un parto prematuro e o di perdita del piccolo, quando questo non ha raggiunto ancora lo sviluppo per ritenersi pronto alla nascita.
Per mantenere protetto il feto, si pratica il cosiddetto “cerchiaggio” che ha lo scopo di tenere chiuso l’utero e proteggere il piccolo che subisce il rischio di dirigersi verso il canale del parto anche quando in tempi non sono maturi.
L’intervento, che viene effettuato in anestesia generale con un ricovero che non supera i tre giorni, consiste nel porre una benda di nailon intorno all’utero per tenerlo, per l’appunto, chiuso.
La bendarella verrà poi eliminata al momento del parto, con le prime contrazioni del travaglio.
In genere, il cerchiaggio avviene tra la 12esima e 21esima settimana di gravidanza.
Una volta effettuato l’intervento, la donna deve essere tenuta sotto stretto controllo, in particolare nei momenti successivi al cerchiaggio stesso, in quanto l’operazione può comportare la comparsa di contrazioni inaspettate che complicherebbero la situazione generale.
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Foto di Joe


