Corredino per il neonato, quale tutina?
13 gennaio 2010
Categoria: Gravidanza, Shopping, Slider
L’acquisto delle prime tutine per il proprio bambino è uno dei momenti più dolci di tutta la gravidanza. E’ un gesto che, davvero, aiuta a realizzare che presto avremo un figlio.
Emozionante e intenso, è anche un momento in cui sorgono mille dubbi di carattere pratico: quale tessuto? quale tipo di tutina? quale taglia? quante tutine?
Ogni ospedale consegna una lista abbastanza dettagliata del corredo necessario alla nascita e alla degenza in ospedale della mamma. Spesso però queste indicazioni non sono esaustive per chi si ritrova per la prima volta nella sua vita ad acquistare capi per un neonato. Ecco allora qualche consiglio che speriamo possa esservi utile.
Quale tessuto?
Ovviamente la scelta è principalmente dettata dalla stagione in cui nasce il bambino. Ci sono però delle indicazioni utili in linea generale. Il cotone è sempre un’ottima scelta perché non irrita la pelle così sensibile del neonato. Spesso il riscaldamento nelle nursery è molto alto ed è quindi assolutamente sufficiente anche per l’inverno. Anche i bimbi nati in estate, poi, devono comunque essere riparati dalle correnti d’aria che spesso danno sollievo agli adulti ma “colpiscono” i bambini. Se il vostro bimbo nascerà in un periodo invernale o di mezza stagione potete scegliere anche la ciniglia: se risultasse troppo “calda” nella nursery potrete utilizzarla una volta rientrate a casa.
Quale modello?
I modelli disponibili sono diversi e per ognuno ci sono pregi e difetti. La tutina più diffusa solitamente comprende i piedini ed è allacciata dietro. D’inverno è decisamente più semplice prevedere soluzioni comprensive di piedini (anche se con la crescita del bambino sono quelle che si devono accantonare più velocemente) mentre per l’estate non sono indispensabili, sebbene nei primi mesi di vita siano proprio i vestiti ad aiutare il neonato nella primissima percezione dei suoi limiti corporali. L’allacciatura posteriore suscita pareri diversi: alcune non hanno grossi problemi, per altre è uno scoglio insormontabile. In alternativa, è possibile scegliere tutine che si allacciano sul davanti e che sono indubbiamente più comode da infilare. Lo svantaggio? Non tutte le marche le prevedono e solitamente hanno un prezzo superiore rispetto a quelle tradizionali. Un’altra possibilità è data dalle tutine “spezzate” ovvero dal completo di ghette e magliettine. Alcuni le consigliano perché, durante il cambio, non è necessario spogliare interamente il neonato (se ora vi sembra poco vi ricrederete presto); altri temono che lo “spezzato” possa far prendere freddo al bambino sulla pancia. Il consiglio è semplice: scegliete per i vostri acquisti modelli diversi in modo di poter sperimentare tutte le soluzioni e trovare quella che preferite.
Quale taglia?
La verità è che solo quando avrete il vostro bambino fra le braccia e comincerete a conoscerlo scoprirete quale taglia è adatta a lui. In ogni caso, spesso vi sentirete dire che le taglie “nascita” o “zero” si usano davvero poco perché i bambini crescono in fretta. E’ vero ma ricordate anche che saranno quelle che vestiranno meglio il vostro bambino nei suoi primi momenti. Non esagerate, prendetene un paio ma non acquistate solo tutine dai 3 mesi in su. Inoltre, ricordatevi che le misure espresse nelle etichette sono indicative: se avete un body o una tutina taglia 50 cm e vi nasce un bambino lungo 51 non dovete accantonarla perché gli andrà benissimo!
Sembrano minuscole, è vero, ma aspettate di vedere quanto vi sembrerà piccolo il vostro neonato!
Quali marche?
Ogni bambino ha la sua fisionomia e ogni mamma scopre nel tempo quali marche lo vestono al meglio. C’è chi è lungo lungo e deve vestire una taglia in più per la lunghezza ma poi non riempie il corpo e chi al contrario ha la lunghezza giusta ma magari è costretto a vestire “abbondante” perché altrimenti non ci sta la panciona… C’è chi rientra perfettamente nelle misure della sua età e chi deve scegliere esattamente una taglia in più o una in meno… Avrete tempo per scoprire tutte le differenze. Per ben cominciare, vi consigliamo di variare e comprendere nel corredino marche diverse in modo da poter effettuare dei veri e propri test per gli acquisti dei mesi successivi. In linea di massima, si può dire che le marche francesi vestono tendenzialmente “poco” (quindi è probabile che se acquistate una tutina taglia 3 mesi gli andrà bene anche un po’ prima), quelle inglesi/americane (ma anche H&M ad esempio, nella foto) sono abbastanza in linea con l’età indicata (quindi se avete un bambino minuto è possibile che una tutina 3 mesi gli vada bene a 4), quelle italiane sono tendenzialmente standard per la lunghezza e vestono bene anche bambini “in carne” (quindi se il vostro bambino è bello pacioccone non è sempre necessario prendere una taglia in più).
Quante?
Le indicazioni dell’ospedale si riferiscono tendenzialmente al periodo di degenza previsto per la mamma, che varia da ospedale a ospedale e in relazione al tipo di parto. E’ ovviamente necessario prevedere dei cambi in più per il rientro a casa. Anche se vi sembra duro, cercate di resistere alla tentazione di comprare tonnellate di vestitini per il vostro bambino: ne riceverete molti in dono e, inoltre, dopo le prime settimane potrete scegliere con competenza su quali modelli, taglie e marche orientarvi. In totale, dovreste avere per le prime settimane almeno una decina di cambi che integrerete successivamente con quanto davvero vi occorre. Se il bambino nasce in inverno, è bene prevedere qualche cambio aggiuntivo perché il bucato impiega più tempo ad asciugare. Saranno le vostre abitudini e la “personalità” del bambino a definire l’equazione perfetta. Se ad esempio, il ciclo del lavaggio (cesta-lavatrice-roba da stirare-pronta) dura due settimane in casa vostra, vi conviene prevedere qualche tutina in più. Allo stesso modo, se vi fa piacere vestire diversamente il bambino ad ogni cambio, anche se non sarebbe necessario, vi conviene preparare un corredo all’altezza delle vostre aspettative. Ci sono neonati che non si sporcano mai (e magari si rifanno dopo l’anno) e altri che, ad esempio a causa del rigurgito, hanno bisogno di essere cambiati più spesso. Abbiate pazienza, scoprirete presto la formula giusta per voi!
Quali accorgimenti?
Sebbene renda impossibile un’eventuale cambio, il consiglio più diffuso è quello di lavare sempre i capi per neonati prima che li indossino. L’idea è quella di preservare il neonato da tutti i germi e i batteri che il capo può aver “raccolto” nel suo passaggio dalla confezione al negozio e dal negozio a casa vostra. Per il detersivo, potete scegliere in commercio tra le soluzioni proposte proprio per i neonati. Ricordatevi però che gli additivi chimici potrebbero irritare la pelle delicata del neonato e che esistono disinfettanti e antibatterici naturali, come ad esempio il sapone di Marsiglia.


Imparo l’arte e la metto da parte.
Un post davvero da collezione, grazie!