Natale in carcere per 100 bambini
dicembre 9, 2009 by mammenellarete
Categorie Bambino, Primo piano, Redazione, Slider
Questo Natale in Italia un centinaio di bambini al di sotto dei 3 anni lo passeranno con la loro mamma in carcere, mentre altri 10.000 bambini figli di detenute saranno costretti a festeggiarlo senza di lei.
Nell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Terre des Hommes vuole puntare i riflettori su una grave mancanza dell’Italia nei confronti dei minori figli di detenute, che la legge obbliga a vivere in carcere da 1 a 3 anni con la madre e che poi allontana, negando loro il diritto a godere di un rapporto diretto con la madre, come sancisce l’art. 9 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.
“Tutto ciò nonostante la legge “Finocchiaro” preveda per queste donne, almeno sulla carta, il diritto agli arresti domiciliari”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Advocacy di Terre des hommes Italia. “Tuttavia la stragrande maggioranza delle mamme detenute non ha i requisiti necessari per accedervi. Per questo riteniamo indispensabile che si arrivi a una rapida approvazione della proposta di legge n.18141 che prevede l’istituzione di “Case Famiglia Protette” dove scontarli, se possibile entro Natale”.
In base all’attuale ordinamento i bambini dagli 1 ai 3 anni figli di detenute sono costretti a trascorrere gli anni più delicati della loro crescita in carcere, un ambiente certamente non adeguato al loro sviluppo. Inoltre sono destinati ad essere allontanati dal carcere e dall’affetto della madre al compimento del terzo anno di età. Questo nonostante la legge n. 40/2001 (detta legge “Finocchiaro”) preveda il diritto agli arresti domiciliari per le mamme detenute già condannate se non esiste il rischio di recidiva e se hanno già scontato un terzo della pena.
Questi requisiti però la rendono praticamente inaccessibile alla stragrande maggioranza delle detenute, dato che moltissime non hanno un domicilio dove scontarli o sono ancora in attesa della pena definitiva o ancora, hanno commesso reati per i quali c’è un pericolo di recidiva (ad es. legati all’uso, spaccio di droga, prostituzione).
“Se il Disegno di legge 1814 venisse approvato queste mamme potrebbero essere accolte in apposite “Case Famiglie Protette” assicurando l’indispensabile protezione dei bambini che crescerebbero accanto alle madri, almeno fino ai 10 anni di età”, prosegue Giannotta.
Nonostante le dichiarazioni del Ministro Alfano e di molti esponenti del governo, il Disegno di legge n.1814 è fermo dal 2008 in Commissione Giustizia della Camera. Terre des Hommes, che da 50 anni opera per l’aiuto diretto all’infanzia sofferente e in tutte le sue attività si batte per il rispetto e la tutela dei diritti dei bambini secondo quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, chiede al Parlamento di riprendere con urgenza l’esame della proposta di legge n. 1814. La sua rapida approvazione infatti permetterebbe finalmente a migliaia di bambini crescere accanto alla propria mamma.
Buon ferragosto alle Mamme nella Rete!
agosto 15, 2009 by mammenellarete
Categorie Redazione
Care Mamme,
la redazione di Mamme nella Rete augura a tutte voi ed ai vostri pargoli un felice e sereno ferragosto!
In quest’occasione volevamo ringraziarvi tutte per il meraviglioso anno (scolastico) trascorso insieme! Ormai la nostra, la vostra community è diventata meta, ogni giorno, di migliaia di mamme che hanno allargato piacevolmente la nostra famiglia online!
Tante sono state le novità che ci hanno tenuto compagnia per tutti questi mesi:
Dalla nascita del Forum, vero e proprio laboratorio di consigli a 360° per tutte le mamme (e non!)
al lancio lancio della nuova piattaforma, che ha reso ancora più semplice, interattiva e piacevole la vostra permanenza sul nostro sito e sul nostro blog!
Anche le iniziative che abbiamo promosso (e che sono ancora in corsa) meritano di essere citate per il successo che hanno avuto e stanno avendo. Tra tutte ricordiamo Mamme Solidali, Mamme in Cucina., Il Mom Camp e la neonata Staffetta delle Mamme di Inglesina!.
Tra le cose più belle ricordiamo anche la vostra “mutazione” da lettrici a scrittrici del nostro blog!
Rubriche come I racconti delle mamme e Mominthecity hanno dato quel valore di autenticità in più che tutti cercano (ma pochi trovano!).
Ancora Tanti cari auguri di un buon Ferragosto!
Ovviamente, come ben sapete, attendiamo, curiosi, i vostri raconti ed i vostri video dell’estate!
Pronto Soccorso Naturale
agosto 12, 2009 by mammenellarete
Categorie Redazione, Slider, estate e vacanze

Siete in vacanza e non avete con voi la valigetta del pronto soccorso?
Male, non bisognerebbe mai girare senza. Ma non disperate: Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di medicina naturale dell’ospedale di Empoli, ha qualche rimedio naturale da consigliarci in caso si verifichi la necessità di un primo soccorso.
Iniziamo dalle noie più comuni, e cioè le punture degli insetti.
Zanzare, vespe, api, tafani: quando non hanno di meglio da fare si accaniscono su di noi! Ecco le soluzioni: una fettina di cipolla sulla puntura d’insetto ha un effetto sedativo e antidolorifico; una foglia di menta, tritata e strofinata sulla pelle, per lenire il dolore e ridurre il gonfiore. E, sempre contro dolore e gonfiore, potete ricorrere non solo al classico ghiaccio ma anche a tutto ciò che trovate in frigo, dal gelato alla polpa di un frutto: quella del melone, ad esempio, è refrigerante ed è anche un ottimo rimedio per le scottature solari.
Archiviati gli insetti, passiamo ai piccoli incidenti che potrebbero capitare al mare.
Siete a riva e vi ha punto una tracina? Cospargete la parte dolorante con dell’olio essenziale di menta, che può tornarvi utile anche per il mal di testa (massaggiare delicatamente le tempie dà molto sollievo!), oppure con dell’olio di canfora (ma questo è più difficile da trovare). Se non ne avete, allora provate a camminare nella sabbia calda: il calore vi aiuterà a lenire il dolore e ad espellere il veleno. Cambiate completamente terapia se a pungervi è stata una medusa: quelle velenose possono provocare delle vere e proprie ustioni chimiche sulla pelle. Massaggiatevi, quindi, con del gel di aloe, e se non trovate il gel può bastare anche una foglia di aloe da strofinare sulla parte interessata. E’ bene avere sempre l’aloe a portata di mano, che risulta essere un buon rimendio anche per le ulcerazioni che possono presentarsi all’interno della bocca. Se vi vengno mal di gola o tonsilliti, invece, fate ricorso alla salvia, che è un antibatterico naturale efficacissimo. Infine, un altro ingrediente facile da recuperare e molto utile è il sedano: pochi sanno, infatti, che il sedano ha delle importanti proprietà cicatrizzanti e agisce anche molto velocemente. Il sedano frullato è un eccellente rimedio contro arrossamenti, ulcerazioni e piccole ferite, mentre in decotto è un antico rimedio per i geloni.
L’estate vi è rimasta sullo stomaco? C’è qualcosa che proprio non digerite?
Tranquilli, preparate un decotto al rosmarino e passa la paura: sapore gradevole ed effetto rapido e assicurato! Avete mangiato troppo e ora avete la tipica diarrea del viaggiatore? Ricorrete al classico tè, ma seguite attentamente le indicazioni di Firenzuoli: mettete le foglie di té a freddo nell’acqua e portate ad ebollizione per un minuto; aggiungete un chiodo di garofano e corteccia di cannella, infine sorseggiate lentamente. La camomilla, invece, è utile per chi soffre di gastrite: ricordate di mettere sempre i fiori nell’acqua a freddo per trarne al meglio le qualità benefiche.
Siete di quelli che soffrono di ipertensione e stress da viaggio? La soluzione ideale è il karkadé, un infuso di fiori di ibisco: attenzione a scegliere solo i fiori rossi o di altro colore scuro ricchi di antiocianine, sono loro che fanno bene.
Infine, per stiramenti, dolori articolari e infiammazioni degli arti (problemi tipici di chi in vacanza cammina molto), non fatevi mai mancare la foglia di cavolo: cruda, ridotta in poltiglia e applicata come impacco aiuta a ridurre l’edema ed è un buon antinfiammatorio.
Ultimo ingrediente che non dovete farvi mai mancare in vacanza è la propoli in tintura, da utilizzare come disinfettante e antibatterico: ottimo per guarire l’erpes, il tipico fastidio che spunta a chi patisce le fatiche della villeggiatura!
Se avete altri suggerimenti da dare, potete farlo sul nostro Forum!
New York la città delle mamme in carriera
agosto 7, 2009 by mammenellarete
Categorie Redazione, Slider
Care Mamme,
Vi siete mai chieste quale fosse la città più indicata per le mamme lavoratrici?
Secondo la classifica della famosa rivista Forbes è New York la eldorado delle mamme in carriera!
La classifica è stata stilata tenendo in considerazione diversi fattori:

* Costo della vita
* Tasso di disoccupazione
* Assistenza sanitaria
* Accesso alle strutture (scuole, camping estivi, ecc)
New York ha stracciato la concorrenza imponendosi come la città che offre maggiori serivizi e maggiore assistenza per le mamme lavoratrici!
Heidi Brown (non trovate che assomigli a kerry di sex and the city?!, ndr), la giornalista di Forbes che ha stilato la classifica ha così commentato:
“ Per molti NY rappresenta un enorme parco divertimenti per adulti, ma conosco mamme che non crescerebbe in propri figli in nessun altro posto al mondo”.
Sul podio anche Austin (Texas) e Minneapolis (Minnesota).
Bocciatura, invece, per Orlando e Las Vegas.
Il cognome materno
agosto 6, 2009 by mammenellarete
Categorie Redazione
Cognome materno si, cognome materno no!
Il caso di una coppia di Milano, Alessandra C. e Luigi F., che per ben due gradi di giudizio si erano visti negare la possibilità di attribuire al figlio minore Guido, nato nel giugno del 2003, il cognome della madre, riapre l’eterna, insoluta diatriba sul cognome, rilevando il vuoto normativo ed evidenziando la «persistente validità alla norma consuetudinaria che impone al figlio legittimo il cognome paterno».La coppia milanese ha fatto ricorso alla cassazione e questa, accogliendo la rivendicazione dei due coniugi, chiede al primo presidente di poter decidere direttamente.
Del resto, anche la corte costituzionale, nel 2006, aveva stabilito che «il sistema di attribuzioni del cognome non è più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza tra uomo e donna». Oltretutto, vi è pure una decisione adottata nel dicembre 2007 dai capi di Stato e di governo dei 27 capi della Ue e vi è pure la ratifica del Trattato di Lisbona dello scorso 2 agosto.
Di sotto, un interessante video dell’avvocato Emanuela Dell’Ospedale proprio su questo argomento!
Depressione post-matrimonio: come affrontarla?
giugno 18, 2009 by mammenellarete
Categorie Redazione
Sembra impossibile, ma è vero: esiste la depressione post-matrimonio.
Si spende tanto tempo nell’organizzazione di pranzo, chiesa, invitati, fiori, fotografi, vestiti, che una volta passata la giornata ci si ritrova a pensare: “beh, tutto qui? “Il matrimonio è un progetto in cui si investe tanto, talmente tanto da perdere il focus principale e di vederlo come un obiettivo e non più come il punto di partenza di una nuova vita.
E così ci si ritrova dopo tanta fatica insoddisfatte, a pensare che finiti i preparativi adesso non ci sia più nulla da fare e non si sia più al centro dell’ attenzione di tutti, si sente la mancanza dei preparativi, delle prove del vestito, della scelta degli addobbi. Una mancanza che se si manifesta pochi giorni dopo la cerimonia e passa col tempo, ma se si presenta dopo qualche tempo o perdura mesi ha bisogno di essere oggetto di cure di uno specialista perché rischia di diventare depressione a tutti gli effetti e segnala un disagio più profondo. Certo è che considerare la cerimonia come un punto di inizio aiuta. Non si sottovaluti l’importanza del viaggio di nozze, che andrebbe fatto il prima possibile (crisi permettendo), in maniera da costruire un ponte tra quella che è stata la vita da fidanzati e quella che sarà la vita da sposati.
Altre cose che aiutano sicuramente sono mantenere alcune abitudini come uscire con le amiche, anche quelle ancora non convolate a giuste nozze, e continuare a mantenersi in forma, senza dimenticare di parlarne con il partner.
E voi? che ricordo avete di quei giorni? Racconta la tua testimonianza sul forum!
mammenellarete
In viaggio dal pannolino al vasino
gennaio 21, 2009 by mammenellarete
Categorie La Brava Mamma, Le cure del Bimbo, Redazione, Slider
Prima o poi questo momento arriva.
Bisogna togliere il pannolino e cominciare ad usare il vasino.
E’ un momento delicato per il bambino,
un passo importante verso il distacco dalla mamma.
Arriva circa verso i 2 anni. E le bambine sono in genere più precoci dei maschietti.
Ma non è una regola generale per tutti
e non c’è da preoccuparsi se il bambino dovesse metterci più tempo.
Come capire quando è il momento giusto?
Ad esempio se dopo il sonnellino pomeridiano il pannolino è asciutto.
Dimostra che è in grado, almeno per qualche ora, di contrarre gli sfinteri.
Altri indizi importanti sono
se si infastidisce quando il pannolino è sporco
e se si accorge dei suoi stimoli e avverte la mamma.
Ma anche se tende ad imitare i fratelli maggiori,
se è in grado di camminare da solo o in generale
se mostra il desiderio e la capacità di essere già un po’ indipendente.
Non bisogna forzarlo, né punirlo se non ci riesce.
Bisogna fare in modo che sia il meno traumatico possibile.
In passato si tendeva a rendere “grave” questo passaggio,
imponendo il vasino con forza.
Oggi si tende ad assecondare la spontaneità dei comportamenti del bambino.
Il bambino, infatti, non deve avvertire una sensazione di responsabilità.
Non deve avere l’impressione di non dover fallire.
Anzi, meglio costruire una serie di
abitudini intorno all’uso del vasino.
Gli orari, i momenti, devono replicarsi.
Ad esempio, al mattino e alla sera e subito dopo il sonnellino,
quando dovrebbe sentire un impulso più forte.
Dopo qualche progresso si può pensare di
lasciarlo senza pannolino per qualche ora, meglio se subito dopo aver usato il vasino.
Per togliere il pannolino di notte ci vorrà più tempo.
E’ importante l’atteggiamento di tutta la famiglia.
Deve essere rassicurante e vivere questa fase come naturale.
Ciascun componente deve esaltare i progressi del bambino.
Il momento della popò è già di per se una soddisfazione per lui,
quasi un atto creativo, il risultato di un qualcosa che dipende solo da lui.
Complimentarsi col bambino quando la popò è sul vasino lo gratifica,
può essere utile mostrarla al papà o alla nonna,
come fosse un trofeo.
Si suggerisce anche di raccontare una storia fantastica
sulla popò che va via e raggiunge quella degli altri bambini.
Anche il vasino deve essere motivo di attenzione.
Colorato, simpatico, come in questo fantastico video,
magari scelto proprio da lui in negozio.
Commenta il video nella nostra community!
Parliamone insieme sul nostro forum!
I problemi durante l’allattamento
gennaio 21, 2009 by mammenellarete
Categorie Redazione
L’alimento primario con cui viene a contatto il bambino,
già dal primo momento successivo alla nascita, è il latte.
Esso contiene tutti i principi nutritivi necessari alla crescita ed al suo sostentamento,
ciò dimostrato dal fatto che il bambino ,in genere,
viene allattato sino ai 7 mesi circa
(alcuni pediatri consigliano di prolungare l’allattamento fino all’anno di vita) .
Le caratteristiche complete di tale alimento
(digeribilità, apporto calorico, apporto di anticorpi..),
soddisfano pienamente le esigenze dei poppanti.
Il latte della mamma viene detto:
- Colostro: quello che si forma subito dopo il parto (presenta un elevato contenuto di anticorpi);
- Latte maturo: prodotto nei primi giorni successivi al parto e si differenzia dal colostro per via delle sostanze contenute quali, acqua, grassi, carboidrati, proteine, enzimi , ecc.
Potrebbe accadere,
come emerge da questo video,
che il bambino non riesca a nutrirsi solo con il latte materno.
E allora, come si fa a capire,
nei primi giorni di vita,
se il bambino è ben nutrito oppure no?
I consigli per le mamme.
Controllare sempre le urine e le feci del bambino:
se le prime sono abbondanti e le seconde hanno una frequenza di tre volte al giorno ,
per i primi mesi,
e almeno una volta ogni tre quattro giorni,
per i mesi successivi, allora il bambino è nutrito bene.
Esistono mamme che, per svariati motivi, non possono allattare:
- per problemi di salute (assunzione medicinali incompatibili con l’allattamento);
- per via della suzione troppo debole del bambino;
- a causa dell’eccessivo tempo di distacco (che sia solo per ore o per giorni) tra mamma e figlio;
- per la poca disponibilità/produzione di latte.
E allora come deve comportarsi la donna che sa di non poter allattare il proprio bambino?
In questi casi ci si affida al latte artificiale,
la cui rilevanza sostitutiva non va messa da parte.
Ovviamente, non risulta così naturale quanto quello materno,
ma costituisce una valida alternativa sia nei primi periodi di vita del nascituro
(in cui si adotta il latte formulato : prodotto a partire da latte vaccino o di soia e modificato per avvicinarsi quanto più al latte materno),
che nei mesi successivi (latte di proseguimento: più ricco di minerali, vitamine, carboidrati e acidi grassi essenziali).
Bastano piccoli accorgimenti per capire, da sole, quando e quale latte dare al vostro piccolo.
Andare gattoni: le preoccupazioni delle mamme
gennaio 21, 2009 by mammenellarete
Categorie Redazione
La dottoressa Di Ronzo, esperta in psicoterapia cognitiva comportamentale,
oggi ci parla del gattonamento.
Quali sono le preoccupazioni in merito a questa fase di crescita del piccolo?
I dubbi comuni ,alla maggior parte delle mamme, riguardano il ritardo nel gattonamento:
come mai il bambino, giunto già agli otto-nove mesi di vita, non riesce a mettersi a carponi e nemmeno a compiere alcun tipo di movimento?
Quali sono le risposte giuste per rassicurare le nostre mamme scettiche?
Innanzitutto, è bene sottolineare, come riferiscono i pediatri,
che ogni bambino ha i suoi tempi .
A tal proposito, esistono quelli precoci e quelli che cominciano ad andare carponi, o camminare, più tardi.
La fase del gattonamento non è una fase obbligatoria.
Alcuni piccoli possono anche saltarla e proiettarsi, direttamente, verso il suo mantenersi in equilibrio o verso i primi passi.
Esistono dei tempi per le fasi del piccolo:
il gattonamento, il tirarsi su da solo e lo spostarsi autonomamente dovrebbero avvenire intorno agli 8 – 9 mesi o più tardi, intorno ai 12.
Questi sono, comunque, tempi indicativi che possono variare da bimbo a bimbo.
Se il piccolo comincia a muoversi bisognerebbe aiutarlo e spronarlo?
Come in tutte le questioni esistono tesi contrastanti.
Alcuni esperti sostengono che, aiutare il piccolo,
anche solo a mantenersi in equilibrio,
serve a mostrargli sicurezza e questo lo inciterebbe al movimento.
Dall’altra parte abbiamo la tesi della naturalezza.
Lasciare che il piccolo faccia da sé, che cada, che abbia i suoi tempi
(di modo che possa sperimentare e ricercare nuovi modi per muoversi),
è uno dei metodi migliori per agevolarlo.
In effetti, i sostenitori dell’appena citata “tesi dell’autonomia del piccolo”
giudicano l’aiuto offerto,
come la possibilità di un rallentamento delle fasi di gattonamento, o primi passi che siano:
il bambino si sentirà assistito e si abbandonerà all’adulto senza fare da sé.
In ogni caso, Mamme…non preoccupatevi!
Ogni cosa a suo tempo!
La storia della sera
gennaio 20, 2009 by mammenellarete
Categorie Gravidanza, In famiglia, Papà nella rete, Redazione
In questo video (dolcissimo) un papà legge una favola al suo bambino.
Raccontare le favole ai bambini è molto più importante di quello che si creda.
Tante volte ci si lamenta che le favole
ci insegnano un mondo fantastico, dove tutte le storie finiscono bene e si impara poi che la vita è un po’ diversa.
E’ proprio quella speranza delle favole però
che fa si che il bambino creda nelle proprie possibilità.
Immaginando di essere l’eroe, il vincitore, cresce con la voglia di imparare, di impegnarsi.
Oltre tutto, nella maggior parte delle favole si fa riferimento a valori come l’amicizia e la famiglia.
Per questo hanno quasi sempre un fine educativo, oltre che ludico.
Senza contare che ascoltandole, sviluppa anche le sue capacità linguistiche,
impara nuove espressioni, articola il pensiero, la logica.
Associare più volte la lettura di una favola
al momento di andare a dormire, fa si che diventi un rituale.
I bambini sono abitudinari, soprattutto se piccoli,
per cui la ripetizione degli stessi gesti li rilassa, li rassicura.
Senza dubbio è un momento intimo tra genitore e figlio.
Non a caso si consiglia anche alle donne in gravidanza
di leggere a voce alta delle favole.
Il suono e le vibrazioni rilassano il bambino già dentro la pancia,
per cui l’ effetto si mantiene anche dopo la sua nascita.
“E vissero felici e contenti….”





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