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Festa della mamma: aiuta una “collega” sfortunata

aprile 19, 2010 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali, Slider

india_ap2Le organizzazioni no profit di tutto il mondo hanno ormai compreso quanto la sussidiarietà sia l’elemento chiave che permette alla cooperazione allo sviluppo di trasformarsi da effimero aiuto materiale a collaborazione fattiva e durevole.

Il progetto “Sostieni una mamma” della fondazione Pangea Onlus è in questo senso un esempio eccellente. Attraverso la donazione di 300 € all’anno (che corrispondono a circa 82 cent al giorno) è possibile aiutare una madre nella costruzione di un futuro per sé e per la propria famiglia.

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Terre des Hommes contro lo sfruttamento minorile

novembre 16, 2009 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali, Slider

terre-des-hommes_bigIn occasione della giornata mondiale contro lo sfruttamento minorile prevista per il prossimo 19 novembre, Terre des Hommes lancia la campagna sms 48543, attiva sino al 22 novembre, contro questa pratica che vede coinvolti milioni di bambini del mondo.

A simboleggiare questa iniziativa è un nastro giallo, indossato da tutti coloro che ritengono di essere parte attiva contro lo sfruttamento dei minori. Tutto ciò che verrà raccolto tramite l’invio dell’sms sarà utilizzato a favore dei piccoli abusati per la nascita di progetti concreti come quelli relativi alla “Casona”, il centro di assistenza alle vittime di tortura di Terre des Hommes Italia a Bogotà.

I bambini sfruttati, abusati, violentati, maltrattati nel mondo sono milioni e milioni, solo in Italia ne contiamo quasi 500 mila.
Fanno lavori pericolosi non adatti alle loro condizioni fisiche, subiscono violenze sessuali anche da parte dei genitori, molte bambine, in alcune zone del mondo, sono costrette ad avere rapporti sessuali precoci, con gravidanze precoci che mettono a serio rischio la loro vita.

Esistono milioni di bambini soldato che imbracciano un fucile, un ‘arma già nella tenera età e questo comporta l’insorgere di violenza che si aggiunge alla violenza, già nutrita e praticata dagli adulti.

Ecco alcuni dati di Terre des Hommes riportati sul sito di Repubblica.it:

- Almeno 40 milioni di bambini sono state vittime di abusi sessuali;

- Circa 1 milione di bambini, ogni giorno, viene costretto a lavori sessuali come la prostituzione;

- Sono circa 50 mila i bambini che ogni anno perdono la vita a causa delle guerre per esser stati costretti a divenire bambini-soldato;

- Circa 70 milioni sono le bambine e le ragazze che in tutto il mondo subiscono la mutilazione degli organi genitali, mettendo a rischio la loro vita e pregiudicando per sempre la loro condizione sociale;

- Sono circa 1 milione i bambini in tutto il mondo detenuti in carcere per aver commesso reati anche contro la loro volontà.

Terre des Hommes s’impegna da anni per proteggere i minori dallo sfruttamento e per regalare loro una vita degna della propria età.

Fonte www.repubblica.it


Vuoi essere una mamma solidale? Ecco la nostra inziativa di Mammenellarete!

Giornata mondiale dell’alfabetizzazione

settembre 8, 2009 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali, Slider

giornata-mondiale-alfabetizzazione_or75 milioni è il numero di bambini non alfabetizzati che vivono prettamente nelle zone del sud del mondo. Oggi, 8 settembre, è la giornata mondiale dedicata a tutti quei piccoli che ancora non usufruiscono del diritto imprescindibile all’istruzione e ancora non sanno cosa vuol dire andare a scuola, scoprire nuove conoscenze, sognare con i libri e capire in quale zona del mondo vivono.

Purtroppo la maggior parte dei bambini, che abitano queste zone sono costretti a dedicarsi al lavoro per aiutare le famiglie e molte volte sono costretti dallo sfruttamento che toglie loro del tempo per aggiornarsi, grazie ai pochi servizi scolastici offerti dalla povera zona in cui sono costretti a vivere.

Chi nasce da una mamma istruita ha maggiori possibilità di sopravvivere e questo dimostra che l’informazione fornita tramite l’istruzione è uno dei maggiori appigli per continuare a vivere nei paesi del sud del mondo.

Oggi circa 218 milioni di bambini lavorano anziché studiare e quasi 165 milioni svolgono lavori pericolosi.
In occasione di questa giornata sono state attivate varie iniziative, come quella di Terre des Hommes , Io sono presente (www.iosonopresente.it), che ha visto già l’impegno di molti testimonial importanti dello sport, dello spettacolo, della cultura.

Un bambino che nasce in un paese in via di sviluppo ha 14 volte più probabilità di morire rispetto ad un piccolo che nasce in un paese industrializzato e l’impegno delle associazioni umanitarie è proprio quello di garantire i diritti universali del bambino, in primis quelli dell’istruzioni, della protezione dalla guerra e garantire la loro sicurezza e la loro crescita in un ambiente adatto alle sue esigenze che sicuramente non sono quelle di lavorare in ambiti pericolosi e che vanno oltre la loro prestanza fisica.

Ecco il sito di “Io sono presente”!

Sei anche tu una mamma solidale? Ecco come puoi fare per diventarlo!


Raccontaci sul forum la tua esperienza di Mamma Solidale!

Mamme solidali: la poesia di Lucia

luglio 18, 2009 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali

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Il progetto “Mamme solidali” continua e Lucia ci ha inviato questi bellissimi versi.

Forse con te
figlio mio
sarei salita sulle vette più alte.

Forse con te
figlio mio
avrei intrapreso viaggi infiniti.

Forse con te
figlio mio
avrei intravisto l’eternità.

Senza di te
figlio mio
figlia sono rimasta
di tempi
incerti
come i passi
che muovo vacillando.

Forse più semplicemente
avrei camminato con te
figlio mio:
più armonioso il mio passo
per le tortuose strade del mondo.

Lucia di Albenga

Come partecipare a Mamme solidali? Ecco come fare!

Mamme solidali: la morte per parto

luglio 7, 2009 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali, Slider

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Attualmente parlare di morte per parto nei paesi sviluppati fa sempre un po’ strano, la gente non immagina nemmeno lontanamente che possa esistere ancora questo pericolo.
Purtroppo questo succede ancora e soprattutto nei paesi in via di sviluppo che registrano un’altissima percentuale di morti, il 99% delle donne in età fertile muore per cause legate alla gravidanza e l’84% avviene in Africa sub sahariana e in Sud Asia.

Questo perché in tali zone la discriminazione femminile è molto alta e le donne non possono decidere in merito alla propria sfera sessuale e alla vita riproduttiva, in effetti non vengono usati metodi contraccettivi adeguati e non vi è hanno accesso a strutture sanitarie che permettono loro di tenere sottocontrollo la gravidanza.

Subiscono violenze e sono sempre considerate ad un livello inferiore se non nullo rispetto all’uomo.
Molte donne vivono la gravidanza in stato di angoscia per via di complicazioni che si presentano durante il percorso come infezioni, emorragie, malattie, disabilità permanenti e troppe donne vivono la tristezza della perdita del proprio bambino che spesso muore non riuscendo a raggiungere nemmeno il primo anno di vita.
Non ci sono farmaci adatti per curarle, non esiste personale medico adeguato, come le ostetriche che aiutano la donna durante la gravidanza e al momento del parto e non è possibile accedere a servizi finanziari per poter informare le donne sulla propria salute e cercare di evitare alcuni errori.

Di parto e gravidanza muoiono oltre 10 milioni di donne all’anno ed il 90% per cento è presente proprio nei paesi del sud del mondo.
L’igiene scarseggia e questo è uno dei maggiori motivi che conducono a complicanze importanti.
In occasione del G8, il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) e delegato della FIGO (Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia) chiede ai grandi della terra di poter investire proprio in politiche di sostegno alla maternità, come apprendiamo dal sito dell’ Asca (agenzia di stampa quotidiana nazionale).

Per salvare una donna del sud del mondo ed il suo piccolo servono solo tre euro utili per visite specialistiche, per garantire un minimo di condizioni igieniche e far si che le donne siano assistite almeno da un’ostetrica ed avere il diritto di curarsi con farmaci e vivere serenamente la maternità come qualsiasi altra donna e poter decidere della propria sfera sessuale e riproduttiva.

Vuoi essere anche tu una mamma solidale? Devi solo compiere piccole azioni sul sito senza mettere mano al portafogli. Ecco come fare!

Mamme solidali: la poesia di Margaret

maggio 15, 2009 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali, Slider

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Mamme solidali> porta i primi risultati!
Sono tante le mamme che
cominciano ad esprimere la loro sensibilità ed il loro interesse per l’iniziativa: con i brevi filmati girati a casa, in giardino, con i bambini e in qualsiasi luogo, ognuna ha donato un euro!

Si! Perché per ogni filmato girato, ogni post pubblicato sul blog ed ogni commento ai video e agli articoli sul blog, gli sponsor doneranno un euro per le mamme del sud del mondo.

I primi video giunti in redazione sono semplici, carini ed davvero utili per le mamme più sfortunate che, come le altre, hanno diritto di vivere in serenità e avere un figlio in tutta sicurezza.

Anche i post pubblicati nello spazio del blog, servono a donare un euro.

A tal proposito pubblichiamo dei versi scritti per l’iniziativa da Margaret, una nostra mamma nella rete.

Per Te che sei sola
il mio abbraccio,

per Te senza casa
la mia casa,

per Te indifesa
la mia forza,

per Te innocente
la mia difesa,

per Te che hai fame
il mio cibo,

per Te in silenzio
le mie parole,

per Te che piangi
i miei sorrisi.

Margaret Maggitti

Ti piace questa poesia? Discutine con le altre mamme sul nostro forum!

Margaret con i suoi versi ha donato un euro! E tu? Vuoi partecipare a “Mamme solidali”? Ecco come fare!

Mamme solidali: il video di mammaciotta

maggio 4, 2009 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali, Slider

“Anche io sono una mamma solidale”, poche parole riprese in un filmato per esprimere la vostra solidarietà.

Mamme solidali è un progetto partito da pochissimi giorni e già sta ottenendo i suoi risultati, come il video della nostra mammaciotta72 che ci ha inviato la sua sensibilità e la sua creatività.

Con i suoi piccoli esprime la sua vicinanza al progetto per aiutare le mamme del sud del mondo.

Il video di mammaciotta72>, come tutti i video filmati con la stessa tipologia, vale un euro.

Infatti “Mamme solidali” è uno dei pochi progetti che non vi chiede di mettere mano al portafogli per esprimere la vostra sensibilità, vi chiede solo creatività, buon senso e simpatia per creare una catena solidale.

In questo avvio del progetto abbiamo letto, tra le altre informazioni, anche della storia di Nadege, una ragazza di 26 anni che ha dovuto sopportare elevate difficoltà per portare avanti la sua gravidanza.

Le difficoltà che le donne del sud del mondo devono affrontare durante la gravidanza, il parto e crescere il loro piccolo sono molte e per una donna che vive in paesi sviluppati come i nostri è quasi inimmaginabile.
Per ogni video come quello di mammaciotta72, per ogni articolo pubblicato nella categoria del blog e per tutti i commenti lasciati in fondo ad ogni video o articolo “solidale”, gli sponsor doneranno un euro che andranno ad unirsi al progetto.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione di Mamme nella rete con Terre des hommes, un’organizzazione non governativa che si batte per la difesa dei diritti negati dell’infanzia.

Le donne del sud del mondo non hanno l’assistenza medica adatta per portare avanti una gravidanza e partorire con la sicurezza richiesta. Non è difficile dare a loro quello che noi possiamo facilmente avere!

Anche tu puoi essere una mamma solidale!

Inviaci la tua simpatia, la tua creatività e la tua sensibilità!

Guarda il video di mammaciotta72 e lascia un commento: ognuno di essi vale un euro!

La storia di Nadege

aprile 29, 2009 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali, Slider

Per il progetto “Mamme solidali” ecco la storia di Nadege raccontata dal corrispondente in Costa d’Avorio per Terre des Hommes.

NADEGE dimostra più dei suoi 26 anni, ma forse l’età, quella vera, non la conosce nemmeno lei. Nadege vive a Yaou, un villaggio situato sulla lunga strada che da Abidjan porta verso il Ghana, a un paio di Km dal grosso centro agricolo di Bonua, un tempo capitale dell’ananas ora in crisi per il calo drammatico dei prezzi e la concorrenza sempre più agguerrita.

Nadege spera di vivere, in realtà si accontenta di sopravvivere.
La sua giornata tipo è fatta di duro lavoro. Lei lungo quella strada vende, o cerca di farlo, frutta e verdura ai viaggiatori. Ogni mattino una levataccia per recuperare il poco da offrire ai clienti. Nadege ha un compagno, ma è come se non lo avesse… tranne per la gravidanza che le ha regalato…

Nadege non ha mai avuto il tempo, la voglia e i soldi per preoccuparsi della sua salute e di quella del suo nascituro. Non era una priorità, “è Dio che dà e che toglie… non serve a niente andare a farsi visitare dalle ostetriche… le consultazioni costano e i soldi non te li regala nessuno…”, finché un giorno, recandosi come sempre al mattino al banchetto lungo la grande strada, Nadege nota un nutrito gruppo di persone, nel centro villaggio: c’è della musica, qualcuno che parla e pare stia per iniziare un film. La curiosità, per una volta, vince sulla necessità. Col suo pancione ormai al 6° mese Nadege si fa largo tra la folla, in gran parte di donne, molte incinte come lei, molte conoscenti: “ma che succede”?.

“Ci sono quelli di Terre des hommes, gli italiani, sono qua per aiutare a migliorare la salute del villaggio, questo è quanto hanno detto i notabili poco fa”, le risponde una signora di una certa età. Inizia il film, realizzato da Terre des hommes con notissimi attori locali, narra le vicende di una signora incinta (interpretata dalla famosa Adrienne Koutouan) che vende legno… refrattaria, come Nadege, a ogni contatto con il sistema sanitario. La storia si sviluppa come una gravidanza a rischio diagnosticata dall’ostetrica del Centro di Salute a lei e alla sua giovane figliastra… a sua volta incinta.

Alla fine la signora comprende l’importanza della consultazione prenatale e dell’assoluta necessità di vivere la gravidanza in maniera consapevole e responsabile. Nadege non lo sapeva, sarà analfabeta, ma non è stupida, la cosa la colpisce, il coraggio non le è mai mancato nella vita ed ecco che si presenta all’equipe di Terre des hommes col suo pancione. Le viene spiegato quel che deve fare, viene visitata dalle ostetriche del Centro Sanitario. Qualcosa non va, Nadege è anemica, mangia male, si affanna troppo.
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A rischio non c’è solo la gravidanza, ma anche la sua stessa vita. Fortunatamente la situazione è recuperabile e l’intervento del Centro le salva la vita.
Per Nadege è un mondo che si apre. “Prima di incontrare Terre des hommes non mi ero mai avvicinata al Centro di Salute, per me erano delle persone che cercavano solo di sottrarmi dei soldi magari dicendomi che ero malata. Non mi fidavo, in tante non ci fidiamo, ma non sapevo che quando si aspetta un figlio sono tante le cose che devi sapere e seguire. L’igiene, il cibo… anche il lavoro.. bisogna stare attente altrimenti poi dopo non ci sarà più né una mamma né un bambino… quel film mi ha aperto le porte per vedere la realtà in un’altra maniera. Io so che mi hanno aiutata a vivere bene la mia gravidanza, il parto e pure il dopo parto. Adesso sono più sicura, so cosa devo fare… anche per non cadere in gravidanze non ricercate visto che esistono programmi di pianificazione che non sapevo esistessero in Costa d’Avorio.

Quando però qualcuno prende la pazienza di venire verso di noi e spiegare con calma e semplicità queste cose, l’importanza io e le altre donne la capiamo subito. Io ora lo so. Tante mie amiche ora lo sanno… quando posso partecipo e aiuto anche io personale sanitario del nostro centro, specialmente durante le grandi campagne. Ora tutto è diverso… i miei problemi magari restano sempre gli stessi, la vita è dura, ma adesso sono meno indifesa… ecco, siamo meno indifesi e ci metto dentro anche il mio bambino.
Lo sapete? Gli ho dato un nome italiano… Alessandro!”


Diventa anche tu una “Mamma solidale”!

Mamme sì, ma senza rischi

aprile 23, 2009 by mammenellarete  
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Si chiama “Awouè-Yolobètè” (Maternità sicura) il progetto di Terre des hommes per la protezione delle donne e dei bambini in Costa d’Avorio, arrivato ormai consolidato. Qualcosa è cambiato, in meglio.

Tante, troppe sono le donne africane che muoiono per parto ogni anno. In Costa D’Avorio questa è la prima causa di morte della popolazione femminile. Specialmente nelle aree rurali accedere all’assistenza medica è ancora molto difficile, richiede lunghi viaggi e in situazioni d’emergenza – per esempio un parto a rischio – ogni minuto è prezioso.

In questi casi è più che mai importante una diagnosi precoce fatta grazie alle visite prenatali.
Tuttavia questa buona abitudine non è per nulla diffusa in Costa d’Avorio, come in molti paesi in via di sviluppo. Il perché non è da ascriversi completamente alla mancanza di strutture sanitarie a disposizione delle donne: a volte è anche la diffidenza verso la medicina ufficiale che tiene le donne in gravidanza lontane dagli ambulatori. Vuoi perché i familiari spesso non hanno molto riguardo per la salute della donna, vuoi perché i suoi poteri decisionali sono limitati, ogni donna ivoriana ha una possibilità su 27 di morire nel corso della sua vita fertile.

“Una parte importante del nostro intervento viene svolta dai cosiddetti “agenti d’allerta”, di solito donne ben radicate nelle comunità soprattutto rurali, che hanno o si guadagnano la fiducia delle donne e le indirizzano al centro di salute più vicino”, racconta Alessandro Rabbiosi, responsabile del progetto “Awouè-Yolobètè” di Terre des hommes, iniziato nel 2005.
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Questo progetto si propone di affiancare la sanità pubblica in Costa d’Avorio per migliorarne le prestazioni ed abbattere il tasso di mortalità materna al parto.

“Qui la legge stabilisce che ogni donna in gravidanza debba effettuare 4 visite prenatali, ma in pratica sono ben poche le donne residenti nelle campagne che si sottopongono a una visita prima del parto e purtroppo spesso, in caso di complicanze, arrivano troppo tardi in ospedale”, spiega Rabbiosi. La zona interessata dall’intervento di Terre des hommes è il distretto di Grand Bassam-Bonoua, abitato da oltre 150.000 persone, 37.000 delle quali sono donne in età di procreazione.

Sparsi tra i 1.400 kmq della superficie – soprattutto rurale – del distretto, gli abitanti possono contare su 2 ospedali generali nei centri principali e su qualche dispensario di campagna, di solito in cattive condizioni.
“Noi non vogliamo sostituirci alle istituzioni sanitarie del luogo, ma piuttosto aiutarle ad acquisire un livello adeguato di professionalità, attraverso corsi di aggiornamento e formazione degli operatori, e a dotarsi di attrezzature moderne. Nel primo periodo del progetto abbiamo riabilitato cinque centri sanitari, tra cui la maternità di Bassam, e formato molti tecnici ed ostetriche”, continua.

Finanziato da Unidea, Fondazione della banca UniCredit, il progetto viene svolto in collaborazione con CIRBA (Centro Integrato di Ricerca Bio Clinica di Abidjan), una delle istituzioni più in vista in Costa d’Avorio nella lotta all’AIDS e nella promozione della sanità pubblica.
“I risultati di questi primi anni di attività sono entusiasmanti perché tutti gli indicatori sono migliorati in maniera sensibile dal numero di parti assistiti alle visite prenatali e postnatali indice di una maggiore consapevolezza dell’importanza della tutela della salute della donna”, prosegue Rabbiosi.
Un formidabile strumento per diminuire la mortalità da parto è stata la messa in funzione del kit per parto cesareo, cofinanziato da Terre des hommes e dal personale sanitario. In pratica, ogni volta che si presenta un’urgenza per un parto a rischio, alla paziente viene ceduto il kit e le si lascia un lasso di tempo adeguato per poterlo ricostituire a un prezzo di favore.

In passato la famiglia doveva acquistarlo a prezzo pieno prima di presentarsi in ospedale, e si può facilmente immaginare le conseguenze per chi non aveva una disponibilità finanziaria immediata. “A noi importa che i nostri progetti siano sostenibili sul lungo periodo e accessibili al più ampio bacino possibile di popolazione. Purtroppo la sanità in Costa d’Avorio non può ancora essere del tutto gratuita, quindi è importante che si capisca l’importanza della salute della donna e che le famiglie siano disponibili a dare il loro contributo. La strada che abbiamo percorso in questi anni ci dice che la sfida si può vincere”, conclude.

Quante probabilità ha una donna di morire per gravidanza o parto?

Regione
Africa subsahariana 1 su 22
Costa d’Avorio 1 su 27
Paesi in Via di Sviluppo 1 su 76
Paesi Meno Sviluppati 1 su 24
Asia meridionale, Medio Oriente-Nord Africa 1 su 59
America Latina e Caraibi 1 su 280
Asia Orientale 1 su 350
Paesi industrializzati 1 su 8000
Media mondiale 1 su 92

Fonte: Unicef, dati 2005

I dati del progetto “Awouè-Yolobètè” Maternità Sicura (periodo 2005-2007)

- 18.971 donne hanno beneficiato di almeno una consultazione
- 10.030 donne hanno usufruito di almeno tre visite prenatali (+43%)
- 19.386 visite prenatali sono state eseguite nel 2007 (+ 41,1%)
- 2.218 donne nel 2007 hanno effettuato una visita post-natale dopo quella prenatale + 360%
- 1.732 gravidanze a rischio individuate e prese in carico dal sistema sanitario pubblico da inizio a fine progetto (+ 18%)
- 14.834 parti assistiti da personale qualificato e competente (+10%)
- 7.114 donne incinte sono state sottoposte al test di positività dell’HIV (+ 604,3%)
- 333 donne sono risultate positive e 179 hanno accettato di essere messe sotto terapia trivalente

Diventa anche tu una “Mamma solidale”!

Discuti con le altre “mamme solidali” sul nostro forum!

Il progetto Mamme solidali

aprile 20, 2009 by mammenellarete  
Categorie Mamme solidali, Slider

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Mamme solidali è un progetto che nasce dalla collaborazione di Mamme nella rete e di Terres des Hommes, un’organizzazione non governativa (ONG) con l’obiettivo di difesa dei diritti dell’infanzia nei paesi in via di sviluppo.

L’iniziativa nasce prettamente per stimolare il lato solidale che c’è in ogni mamma, sensibilizzarle ancora di più e stimolare anche la loro creatività.

Ogni trenta secondi nei paesi del sud del mondo una mamma muore per parto o per problemi legati alla gravidanza: manca l’assistenza di personale medico, sono quasi del tutto assenti condizioni igieniche decenti per affrontare un parto in tutta sicurezza.

Milioni di donne, nei paesi del sud del mondo, non hanno accesso ai contraccettivi e per tale motivo si contano numerose gravidanze adolescenziali (tra i 15 e i 19 anni) e, nella peggiore dei casi, si registrano aborti clandestini a cui ricorrono le giovani donne.

E’così difficile garantire un solo medico, che possa assistere una donna che dà alla luce la cosa più bella della vita?

È così difficile far sorridere una donna senza pensare di poter contrarre o trasmettere al suo piccolo l’HIV?

“Mamme solidali” è un’iniziativa solidale fino in fondo che chiede alle mamme della community solo di mettere la mano sul cuore e stimolare la propria sensibilità scrivendo un articolo e girando qualche filmato.

L’infanzia negata nel mondo è un fenomeno talmente immenso e difficoltoso da gestire che è, molte volte, oggetto di indifferenza. L’emergenza infantile riguarda il traffico di minori, la carenza di formazione e di istruzione, ma anche la mancanza di servizi sanitari appropriati che permettano di far crescere un bambino in condizioni sane.

Adottare una mamma con il progetto di “Mamme solidali” è semplice.
Con delle azioni comuni, che ogni mamma utente iscritta alla community fa ogni giorno, si può contribuire a regalare un sorriso a chi l’ha perso o non l’ha mai conosciuto.

Ogni articolo pubblicato nella categoria del blog “mamme solidali”, ogni video caricato nel canale apposito e qualsiasi opinione lasciata in fondo a video e post pubblicati, servirà ad dare un contributo per le donne del sud del mondo che come le altre hanno diritto ad essere mamme.

Diventa anche tu una “Mamma solidale” ed entra a fare parte del progetto!