Allattamento: ricerca norvegese sotto accusa
febbraio 1, 2010 by mammenellarete
Categorie Slider, neonato
Come vi avevamo raccontato, il recente studio condotto dal dottor Sven Carlsen della Norwegian University of Science and Technology di Trondheim, che sosteneva l’equivalenza nutrizionale tra allattamento naturale e allattamento artificiale, ha suscitato parecchie polemiche.
Per dovere di cronaca accogliamo e pubblichiamo la precisazione in merito del gruppo “IBFAN Italia… per la protezione dell’Allattamento e dell’Alimentazione Infanti”.
“Il latte artificiale è uguale a quello materno“: questo è quanto hanno titolato numerosi giornali e siti internet di tutto il mondo nelle ultime settimane.
Il riferimento è a una ricerca del norvegese Sven Carlsen che ha destato scalpore nel mondo scientifico.
Peccato che sarebbe bastato leggere la ricerca del dottor Carlsen per capire che le conclusioni del suo lavoro non possono essere queste, perché lo studio non ha confrontato la salute dei bambini allattati al seno e dei bambini alimentati artificialmente.
Allattamento al seno: due studi aprono nuovi scenari
gennaio 21, 2010 by mammenellarete
Categorie News, Slider, neonato
Solo qualche giorno fa uno studio pubblicato su “Acta Obstestricia et Gynecologia Scandinavica” metteva in dubbio i benefici derivanti dall’allattamento al seno.
Il dottor Sven Carlsen della Norwegian University of Science and Technology di Trondheim, coordinatore dello studio, sosteneva che la salute del bambino fosse condizionata principalmente dall’equilibrio ormonale nel grembo materno e dall’analisi condotta su più di 50 studi internazionali sulla relazione tra allattamento al seno e la salute, non sarebbero apparsi evidenti vantaggi nei confronti di questa pratica.
“CosìBag”, la borsa anti-coliche per Bebè
dicembre 29, 2009 by mammenellarete
Categorie Le cure del Bimbo, Slider, neonato
E’ comoda, morbida, naturale e si scalda in pochi minuti in forno o al microonde: è CosìBag, una borsa anti-coliche per bebè, ma anche un efficace rimedio contro torcicollo e mal di pancia per grandi e piccini.
Com’è noto le coliche neonatali causano nei primi mesi di vita del bambino forti crisi di pianto, causa di stress e stanchezza per molti neo-genitori.
Cosibag è nata proprio per curare in modo naturale questi disturbi: contiene semi di lino, lavanda e altre piante e grazie alla sua consistenza schiaccia il pancino del bebè, aiutando in modo fisiologico l’eliminazione del gas.
I semi contenuti, insieme al calore, hanno un effetto antidolorifico e sprigionano profumi delicati e rilassanti.
A differenza delle normali borse per l’acqua calda, CosiBag mantiene sempre la temperatura ideale. Si scalda nel microonde, da un minimo di un minuto per i neonati a un massimo di 3 per gli adulti e rilascia calore per 4 ore.
È consigliata anche per i bambini nati pretermine, per cui può essere utile avere una fonte di calore nella culla.
Il massaggio Shantala a Milano
dicembre 5, 2009 by mammenellarete
Categorie Agenda, Le cure del Bimbo, Servizi, Slider, neonato
A Milano è iniziato un corso per mamme di massaggio SHANTALA adatto ai bambini da 1 a 9 mesi.
Lo Shantala è un antichissimo massaggio indiano per neonati che le madri praticano quotidianamente ai propri figli. Questo tipo di massaggio aiuta il neonato a superare il trauma dei primi mesi di vita, facendolo sentire cullato, sostenuto, amato. La madre, in questo modo, entra in relazione con il bambino, instaurando un legame che va al di là delle parole, nutrendosi di gesti e carezze, sguardi e attenzioni. Questo corso è tenuto dalla doula Alli Beltrame (Mother Assistant).
Il calendario del corso
lezione 1 – martedì 1 dic
lezione 2 – venerdì 4 dic
lezione 3 – venerdì 11 dic
lezione 4 – martedì 15 dic
lezione 5 – venerdì 18 dic
La sede
il corso si terrà presso lo show room MHUG in Via Caminadella, 16
20123 Milano – Tel 02.376.475.66
MM2 S.Ambrogio – Tram 2 e 14 – Bus 94
Per chi volesse saperne di più
cell: 338/2213330
mail: info@mhug.it
Il rigurgito del neonato
novembre 30, 2009 by mammenellarete
Categorie Slider, neonato
Uno dei tipici avvenimenti che coinvolge il ciclo di nutrizione del bambino è il classico rigurgito che consiste nella risalita di contenuto dallo stomaco verso l’esofago accompagnato dall’emissione di saliva e cibo dalla bocca. Si differenzia dal vomito perché non ha conati. Leggi tutto
Il latte d’asina: le testimonianze dei genitori
agosto 31, 2009 by mammenellarete
Categorie Slider, neonato
Care mamme, continuiamo a parlare di latte di asina attraverso la voce di alcuni genitori che hanno vissuto sulla propria pelle la brutta esperienza di avere un figlio neonato allergico al latte commerciale e al latte di soia.
La signora D’Amore, di Floridia, cittadina in provincia di Siracusa, mamma di un bambino di tre anni, ci racconta la sua esperienza: «Non ho potuto allattare mio figlio al seno e ho cominciato l’allattamento artificiale ascoltando i consigli del mio pediatra. I problemi, purtroppo, si sono manifestati subito: il bambino non dormiva, aveva coliche continue, era sempre nervoso. Naturalmente non cresceva come avrebbe dovuto.
Il pediatra ha cambiato il latte, senza alcun risultato.
Anzi, il peggioramento era continuo, con diarrea e gastroenterite. Ho provato tutte le qualità di latte per bambini intolleranti presenti sul mercato, ma i sintomi persistevano. Infine, disperata, mi sono rivolta a un nuovo pediatra che mi ha prescritto il latte di soia. Dopo aver constatato che neanche con questo prodotto avevamo la soluzione, mi ha detto di passare al latte di asina. Il miglioramento è stato immediato. La diarrea, la gastroenterite, il nervosismo e l’insonnia sono spariti nell’arco di pochi giorni e mio figlio ha cominciato a crescere come un bambino sano. È guarito grazie al latte di asina.»
Anche il professore Gianpaolo Schillaci, professore ordinario di Meccanizzazione agricola presso la facoltà di Agraria di Catania, narra un’esperienza simile: «Mia figlia presentava una dermatite molto grave, i medici non riuscivano a diagnosticarne l’eziologia, nonostante ripetuti esami del sangue. Infine abbiamo provato a sostituire il latte per bambini con quello di asina e la guarigione è stata velocissima.»
Anche Vincenzo Cavalieri, di Canicattini Bagni (Siracusa) ha dovuto allevare la propria figlia con il latte d’asina. A differenza degli altri genitori, che non conoscevano le qualità di questo latte, Vincenzo sapeva che sua figlia avrebbe potuto trarre giovamento, ma ha subito l’ostilità dei medici. Inoltre è un allevatore di asini ragusani, quindi aveva a disposizione la materia prima: «Mia moglie non ha potuto allattare la bambina al seno per problemi di salute. Il pediatra ci ha prescritto il latte industriale e sono cominciati i problemi: notti insonni dovuti a pianti ininterrotti, coliche continue e terribili e stipsi. È stata un’odissea, il pediatra continuava a cambiare marca di latte, ma i risultati erano identici.
Mi sembrava di impazzire: dodici giorni senza dormire, la bambina che non cresceva e che piangeva sempre: temevo il peggio. Infine ho fatto di testa mia e ho dato il latte delle mie asine a mia figlia.
Sembra incredibile, ma appena si è staccata dal biberon ha cominciato a dormire, quando si è svegliata aveva il pannolino sporco, come tutti i neonati normali.
Da allora non ha più avuto coliche, ha cominciato a crescere bene, dorme regolarmente. Adesso ha tre anni e già cavalca la sua asinella. Vorrei che tutti i genitori i cui figli hanno problemi di intolleranza o allergia al latte commerciale sapessero che c’è il latte di asina. Lo si può comprare solo in azienda, perché la legislazione italiana non prevede la vendita in negozio, ma fare qualche chilometro in più per la salute del proprio bambino non è un gran sacrificio.»
Barbara Becheroni
Cosa ne pensi del latte d’asina? Il tuo piccolo ha mai assunto latte d’asina? Raccontalo sul nostro forum!
I consigli per l’allattamento al seno
agosto 19, 2009 by mammenellarete
Categorie Slider, neonato

Dopo aver affrontato il momento difficile del parto, una mamma viene a contatto diretto con delle azioni naturali che deve compiere per la crescita del suo piccolo, come l’allattamento.
Molte sono le neomamme che incontrano difficoltà nel compiere questa azione naturale ed esprimono i loro dubbi a riguardo.
Come si allatta?
In che posizione devo mettere il piccolo per evitare che soffochi?
E se non vuole il seno?
Ecco alcuni utili consigli per evitare imprevisti e godersi uno dei più teneri momenti di scambio di emozioni tra madre e figlio.
Prima dell’allattamento: la preparazione
Posizioni di mamma e bambino
Innanzitutto è necessario, come prima regola, che mamma e bambino siano comodi per favorire un allattamento rilassato.
- La posizione della mamma può essere seduta, magari con l’aiuto di uno sgabello per appoggiare le gambe, oppure sdraiata (molte mamma sono costrette, soprattutto nei primi periodi di vita del piccolo, ad allattare anche di notte).
- La posizione distesa ideale per la mamma, è quella su un fianco rivolta verso il piccolo che porterà la sua testolina all’altezza del seno della mamma con la bocca verso areola e capezzolo.
Se la mamma è seduta, il piccolo va riposto sul grembo con il corpo aderente a quello della mamma, con gambe, torace e testa tutte sullo stesso asse. Il nasino è rivolto verso il seno della mamma e il mento aderisci al seno stesso.
I capezzoli della mamma
Prima di cominciare ad allattare è preferibile sterilizzare con acqua tiepida e garza la zona del seno materno che il piccolo utilizzerà per la poppata: passare la garza partendo dall’areola e finendo al capezzolo.
Durante l’allattamento
In genere la fase della poppata, dura dai 10 ai 40 minuti.
È bene svuotare entrambe i seni, destro e sinistro, cominciando prima con l’uno e a metà poppata, passare all’altro ripetendo la stessa operazione.
Il bimbo deve avere visibilmente la bocca aperta, quando si sta per cominciare la poppata e l’areola deve essere visibile dal labbro superiore e non visibile da quello inferiore, questo è sinonimo di buona aderenza della bocca del piccolo al seno.
Inoltre, le guance del bambino devono essere piene e non mostrare alcun segno o linea di svuotamento o fossette, perché questo indica che il bambino non sta succhiando bene, la sua bocca non aderisce bene al seno e sta solamente ingurgitando aria.
Per facilitare la presa del seno da aperta del piccolo, è consigliabile tenere con le dita il seno: il pollice sopra l’areola e magari l’indice, sotto (anche se la presenza dell’indice non è necessaria, perché una pressione maggiore potrebbe anche ostruire i dotti che favoriscono la fuoriuscita del latte). È preferibile, inoltre sostenere il seno con le altre dita in modo da tenerlo fermo e facilitare la presa del bambino.
Quando si è a metà della poppata, è necessario passare all’altro seno. Se il piccolo non vuole staccarsi, pian piano , con gesti delicatissimi, si può allontanare la sua boccuccia dal seno facilitandosi con l’aiuto del dito posto tra il capezzolo ed una parte laterale della bocca del bambino.
Dopo l’allattamento
Quando il bambino non ha più voglia di latte, sarà lui stesso ad allontanare la testolina dal seno.
A poppata conclusa, si consiglia di ripulire il seno sempre con della garza ed acqua tiepida e magari lasciarlo anche libero all’aria per facilitare il rilassamento muscolare.
Dopo l’allattamento riporre il piccolo in posizione eretta verticale con il corpo appoggiato al petto della mamma e la testolina su una spalla della mamma e dare piccoli colpettini sulla schiena per facilitare il cosiddetto “ruttino”.
Qual è la posizione più comoda per allattare? Dillo alle altre mamme sul forum!
I riflessi istintivi del neonato
giugno 24, 2009 by mammenellarete
Categorie Slider, neonato
Quante volte guardando il vostro piccolo vi sorgono tante domande:
Come mai è proprio maschio o proprio femminuccia?
Chissà a cosa sta pensando e cosa riesce a vedere!
Poi ci sono le domande più curiose come ad esempio: perché stringe i pugni o perché quando cade mette le mani avanti?
La risposta si chiama riflessi istintivi neonatali che sono tutti quei movimenti che il piccolo compie, quelle risposte automatiche che fornisce a determinate stimolazioni sensoriali, come stringere le manine, sputare la pappa, oppure allargare le braccia sta per cadere.
Stringere i pugnetti
Probabilmente questo gesto serve a facilitare il suo adattamento all’ambiente esterno. Fin dai primissimi momenti di vita il piccolo compie naturalmente questi gesti e quello dello stringere le manine si chiama prensione, grazie al quale riesce ad afferrare oggetti e stringerli.
Molti studiosi sostengono che quest’abilità innata risalga al bisogno primario di un neonato di aggrapparsi alla mamma per sentirsi rassicurato dal suo calore necessario alla sopravvivenza. Dopo 3- 4 mesi di vita questo diviene un atto volontario.
Suzione e deglutizione
Questo atto istintivo è facile notarlo già dalle prime ecografie pre parto: a volte capita di vedere il piccolo che si succhia il pollice, anche questo gesto dopo 3-4 mesi diviene volontario.
La deglutizione bidirezionale si riconosce solo dopo circa tre mesi di vita e a partire da questo momento in poi il bambino riconosce il cibo e lo sputa quando non lo desidera. Prima di quel momento il gesto è involontariamente unidirezionale: il bambino deglutisce d’istinto.
La marcia
Quando al piccolo vengono fatte appoggiare le piante dei piedi a terra, lui istintivamente risponde cercando di camminare, piegherà le gambine come a voler compiere dei passettini in avanti. Questo gesto istintivo scompare dopo qualche settimana ed intorno ai 12 mesi il piccolo attiverà in modo volontario i suoi movimenti di marcia imparando pian piano a camminare.
Allargare le braccia
Un medico tedesco Ernst Moro, scoprì un istinto interessante e curioso. Quando il bambino sente che sta per cadere, allargherà le braccia d’istinto buttando la testolina all’indietro cercando di aggrapparsi a qualcosa.
Anche questo riflesso può essere messo in relazione con la primordiale necessità del bambino di mantenere uno stretto contatto con la madre e viene controllato per verificare la correttezza dei movimenti e dello sviluppo di braccia e gambe del neonato. Scompare intorno ai due mesi di vita.
Quali altre domande curiose ti poni sul tuo piccolo? Dillo sul nostro forum!
Il bambino come dico io: lo voglio su misura!
marzo 3, 2009 by mammenellarete
Categorie Slider, neonato
Bambini come merce al supermercato, scelti come il profumo che più ti piace, come un paio di calze rosse anziché verdi.
Il bambino si fa su misura.
In America i genitori che non possono avere figli in modo naturale, classico e si affidano alla fecondazione assistita, hanno il privilegio di scegliere le caratteristiche fisiche del loro bebè: biondo o moro, con gli occhi verdi piuttosto che neri e con una tonalità di carnagione specifica e, addirittura, scegliere se maschio o femmina.
La notizia giunge dal sito della BBC: la Fertility Institute di Los Angeles (specializzata in gravidanze artificiali), ha cominciato a lavorare approfonditamente sulla possibilità di cambiare le caratteristiche dell’embrione in base alle preferenze dei genitori, prima di impiantarli nell’utero della mamma.
La tecnica si chiama Diagnosi genetica Preimpianto (Pgd) ed è già nota al pubblico esperto dell’argomento. Questa modalità permette di analizzare il profilo cromosomico delle cellule staminali – degli embrioni non ancora impiantati nel ventre della mamma- e quindi ricercare le indicazioni dei geni. Inoltre, l’analisi dà la possibilità di scartare l’embrione non sano e scegliere uno privo di malattie ed inoltre, con gli aspetti fisici che sono più nelle corde dei genitori.
Questa pratica non è concessa legalmente in Italia, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti viene utilizzata ma questo è il primo caso in cui si passa ad un’”evoluzione” della tecnica stessa, ossia la scelta del sesso e delle caratteristiche fisiche.
La polemica era inevitabile.
Perchè va a coinvolgere vari aspetti, da quello ecclesiastico a quello scientifico fino a quello morale. La scienza distrugge la natura o l’aiuta? Questo il dilemma e l’argomento di fondo che invoglia il dibattito. In gioco si pone anche la vecchia questione dell’ eugenetica (disciplina che si occupa di perfezionare la specie umana attraverso lo studio e la promozione dei caratteri fisici e mentali desiderati) che ha visto la Germania dell’epoca nazista, come la prima a volerla attuare.
Il dottor Jeff Steinberg della clinica Fertility Institute di Los Angeles, dichiara che il primo bambino potrebbe essere pronto a partire dal prossimo anno e che l’offerta è riservata solo ai pazienti che hanno già fatto la richiesta per lo screening degli embrioni, però non assicura risultati positivi e certi.
La polemica bomba innescata, negli Stati Uniti, con questa notizia, lascia le contestazioni aperte contro delle pratiche disumane che hanno la facile possibilità di calpestare la natura e rendere tutti gli umani delle macchine costruite per ragionamento.
La scienza distrugge o aiuta la natura? Diccelo sul nostro forum “donna e mamma attualità”!
La medicazione del cordone ombelicale
gennaio 14, 2009 by mammenellarete
Categorie Redazione, neonato
Il cordone ombelicale, o funicolo,
mette in comunicazione la placenta con il feto.
Al momento della nascita viene tagliato a circa 10 cm dalla pelle del neonato.
Viene chiuso con una molletta di plastica o con un elastico e coperto con una garza sterile.
La parte di cordone che resta “attaccata” al piccolo
viene detta moncone ombelicale.
In genere cade entro una quindicina di giorni.
La porzione di cordone si essicca gradualmente per poi staccarsi.
Le mamme devono contribuire a questo processo,
detto di mummificazione,
attraverso la medicazione del cordone.
La medicazione va ripetuta ad ogni cambio di pannolino.
Ecco le istruzioni:
1) Con un batuffolo di cotone idrofilo (o una garza sterile) imbevuto di alcool, pulire la base del cordone
2) Con un’altra garza sterile imbevuta avvolgere il moncone completamente
3) Ricoprire la medicazione con una retina elastica tubolare per fissarla e far evaporare l’alcool
Non c’è da preoccuparsi per il bambino.
Infatti il moncone non è sensibile quindi il piccolo non sente dolore.
Nei giorni della medicazione o subito dopo la caduta del moncone
si formano delle piccole croste e possono esserci piccole perdite di sangue, ma è assolutamente normale.
Sulla ferita si possono mettere delle polveri cicatrizzanti,
ma in genere si cicatrizza naturalmente in una decina di giorni.
Per precauzione è meglio non fare il bagnetto al neonato fino alla completa guarigione della ferita.
A volte il moncone può cadere più tardi
per diverse ragioni, ad esempio le caratteristiche dello specifico cordone (come la lunghezza)
o quanto il bambino è prematuro, o se il cordone è infetto.
Ovviamente è sempre bene consultare un medico
per ogni dubbio o caso particolare e per far asportare il moncone
in caso questo non cada naturalmente entro il primo mese.




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