Un libro per la nascita: Fiocco rosa
6 giugno 2009
Categoria: Libri
Chi ama il “racconto” può trovare in questa antologia pane per i suoi denti. Non è facile che un editore, di questi tempi, trovi il coraggio di pubblicare un volume di racconti: non sono di moda, chissà poi perché, qualcuno ha deciso che il pubblico preferisce sempre e solo il “romanzo”.
L’antologia “Fiocco rosa”, (Fernandel editore, 14 euro, 200 pagine, autrici varie) è proprio un volume contro tendenza. Diciassette spaccati di vita femminile. Un tema in comune: la maternità oggi, essere mamme quasi dieci anni dopo che il calendario ha decretato che ci troviamo nel duemila.
Cosa è cambiato dal secolo scorso? Che differenze ci sono nei confronti delle donne che ci hanno precedute? Il lettore riuscirà a trovare qualche risposta in merito al fatto che in Italia le nascite non vogliono crescere?
Non troverete novelle strappalacrime. Nessuna autrice ha infatti descritto situazioni dal sapore di miele e dalle tinte scialbe.
Solo sentimenti forti.
Rabbia per non trovare un compagno che abbia il desiderio di diventare padre.
Invidia per chi ha scovato la forza di sacrificare la carriera e dedicarsi alla famiglia.
Soddisfazione per essere riusciti a creare una vita di coppia omosessuale, in barba alla morale, e di avere avuto il fegato di affrontare una fecondazione artificiale. Non è facile essere madri nel primo decennio del duemila.
Nessuno ti aiuta. Sei sempre sola. La società, i vicini, i parenti, i compagni pretendono dalle donne sempre qualcosa in più. Lo stress è continuo. I figli sono visti come zavorra, una palla al piede. Come si fa a rendere al massimo sul lavoro, a possedere un corpo eternamente adolescenziale, a essere sempre pronte a soddisfare il proprio uomo, a vestire eleganti, ben truccate, capelli OK, accessori a la page, con due tre marmocchi che chiedono attenzione? Già, come si fa? A che servono, poi, questi figli? Rubano tempo, soldi, energie. Forse sarebbe meglio evitarli. Per poter viaggiare con comodo, per essere sempre appetibili. Forse.
Nel mio racconto, “Dinamite”, propongo una situazione autenticamente autobiografica. Come è cambiata la maniera di affrontare la mia professione di veterinario di cavalli dopo la nascita delle mie due figlie.
Una costante lotta con l’egoismo che mi circonda. Una donna dovrebbe stare a casa a fare la mamma a tempo pieno, per molti clienti. Una donna non può continuare a lavorare. Invece ci riesco.
Con grande piacere. Insieme alle mie figlie. Sperando, veramente, in un mondo futuro che sia anche a misura di donne madri e di bambini. Perché oggi, in Italia, i bambini sono considerati da troppe persone soltanto un fastidioso intralcio.
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