Il linguaggio dei bambini
L’acquisizione del linguaggio dei bambini è un evento progressivo che avviene per tappe.
Come ci spiega la nostra esperta, la dott.ssa Schiavi, ogni bambino ha i suoi tempi e le sue esigenze e non ci si deve del tutto preoccupare se il piccolo, anche se grandicello, non parla bene oppure non parla affatto: potrebbe esplodere all’improvviso e parlare anche in modo perfetto.
Dipende da molte situazioni e, a volte, un ritardo può semplicemente dipendere da un aspetto di pigrizia caratteriale.
I consigli per aiutarlo nella maturazione del linguaggio:
- Quando ci sono dei dubbi, è bene valutare il comportamento del bambino e verificare se è in grado di capire quello che sta ascoltando quando ci si rivolge a lui, cioè se mostra un certo tipo di atteggiamento riconducibile alla comprensione. L’attenzione mostrata dal genitore può far si che la mamma e il papà stessi siano in grado di analizzare da soli se le capacità di comprensione del piccolo sono in fase di sviluppo.;
- Parlargli molto spesso con frasi abbastanza semplici cercando di associare le parole agli oggetti, indicandoli e mostrando al bambino il loro nome, in modo che il piccolo continui ad immagazzinare anche se non ancora in grado di emettere parole ma solo piccoli suoni;
- Parlare con lui, giocare insieme, magari sfogliando anche dei libri indicando immagini, associandole alle parole: i piccoli hanno una capacità di acquisizione del linguaggio abbastanza veloce;
- Farsi indicare da lui gli oggetti appena definiti con le parole per valutare se la comprensione e l’acquisizione delle parole stesse sia avvenuta;
- Se il bambino cambia le parole bisognerebbe correggerlo, ma non farlo in continuazione perché potrebbe essere frustrante, a lungo andare;
- I genitori parlano, poi, con un linguaggio simile a quello del bambino, definito nel gergo “bambinese”>. La mamma ed il papà lo fanno per una questione di affetto, ma non bisogna mai dimenticare di parlare anche in modo corretto, altrimenti il piccolo potrebbe prendere per data quella versione di “parlato” e pensare che sia sempre quella giusta (anche se oggettivamente sbagliata);
- Se a lungo andare, magari anche intorno ai 36 mesi, il piccolo non ha raggiunto ancora lo sviluppo del linguaggio, è bene consultare il pediatra per valutare la sua situazione. I genitori possono perfettamente capire se c’è qualche problema, anche prima del raggiungimento dell’età definita. Dai suoi semplici atteggiamenti, non è difficile accorgersi se il piccolo riesce a comprendere o ad ascoltare: si possono analizzare le capacità di apprendimento, di osservazione, tutti quegli aspetti che compongono la sfera cognitiva del bambino.
I consigli della nostra esperta, la dott.ssa Schiavi sono molto utili a dare una risposta ai tanti dubbi che un genitore si pone a riguardo.
Com’è stata l’acquisizione del linguaggio per il tuo bambino? Raccontalo sul nostro forum!
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Mi piace molto questo sito, ho 2 figli una di 3 anni, il maschio di 20 mesi, quest’ultimo ultimamente mi preoccupa, ho detto mamma molto presto, da alcuni mesi non vuole comunicare con noi, capisce tutto gioca batte le mani grida se si arrabbia ma parlare no, di carattere è timido mentre la sorella è molto esuberante quasi lo opprime in genere non vuole giocare con lei anzi scappa quando lo chiama. Spero che qualcuno mi risponda magari ha avuto un esperienza simile!
Anche io ho due figli, la maggiore di 4 e mezzo e il piccolo di quasi 21 mesi. La grande ha cominciato presto a parlare (prima dell’anno) e ha continuato a migliorare costantemente in modo credo normale (ora usa anche i congiuntivi…). Il piccolo è molto sveglio, ma praticamente dice solo mamma e papà (e solo se ne ha voglia…). Non sono particolarmente preoccupata, ma, essendo di natura apprensiva, soprattutto nei confronti dei figli, mi piacerebbe sentirlo parlare a breve!
mar GRENDE
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